come creare una startup

In questo post, scritto a più mani, scoprirai come creare una startup di successo. Nel corso della guida troverai anche ottimi consigli pratici e strategie capaci di stravolgere i tuoi risultati. Non finisce qua: per la creazione dell’articolo che stai leggendo ho anche scomodato diversi startupper di successo…

Non sei curioso di scoprire come si arriva a 600.000 euro di valutazione in soli 4 mesi, partendo da zero? Sì? Allora continua a leggere…

come finanziare una startupLe parole che seguiranno saranno di vitale importanza per chiunque voglia realizzare i propri sogni, costruire progetti consistenti e fondare una startup di successo.

Per scrivere questo post ho mobilitato Andrea Mascheroni e il team di Friendz, una startup che in poco tempo ha ottenuto  finanziamenti, grande visibilità e una valutazione di 600.000 euro.

Bando alle ciance, si parte con il post!

Creare una startup di successo: la mia esperienza.

Quanti?

Si, dico, quanti sono i ragazzi che sognano di realizzare le proprie idee, ottenere finanziamenti e creare una start up di successo?

Tantissimi.

Ma quanti ce la fanno davvero?

Pochi, incredibilmente pochi.

Quali sono gli elementi che differenziano chi ha successo da chi non ce l’ha?

Continua a leggere e presto lo scoprirai.

startup significato

Prima di lasciare la parola ad Andrea di Friendz voglio fare un elogio a chi ha a cuore le proprie idee e nutre il grande desiderio di lanciarle sul mercato.

Per me essere imprenditori significa essere liberi: liberi di lavorare alle proprie idee (e non a quelle degli altri), liberi di lasciar viaggiare la creatività, liberi di lavorare in empatia con altre persone.

Personalmente sono sempre stato un solopreneur, un imprenditore della rete che si è fatto da sé.

Proprio per questo ti sembrerà strano, ma ci tengo a dirti che la cosa più importante che ho tratto dalla creazione di Marketers è stata l’importanza di lavorare con altre persone (straordinarie).

In Marketers, ad esempio, non abbiamo sexy segretarie, però abbiamo grandi sorrisi.

Il mio consiglio è questo:

Circondati di persone divertenti e sarai divertito. Fai business con persone felici e sarai felice a tua volta.

Le persone che ti stanno accanto sono quelle che più ti influenzano.

Sceglile bene e sceglile diverse.

  • Frequenta persone autodistruttive e ti distruggerai.
  • Frequenta persone uguali a te e rimarrai uguale.
  • Frequenta persone migliori di te e diventerai una persona migliore.

Compreso?

Bene, è venuto il momento di lanciare qualche asteroide di saggezza.

Lascio la parola al nostro comune amico Andrea Mascheroni, utente super attivo della nostra community #Marketers e grande startupper di successo.

Andrea è socio di Friendz e co-autore di StartupHeroes, il miglior corso d’Italia per imparare a far startup.

dario, luca, andrea

Da sinistra: Luca di milanoindiscoteca.it, io e il “nostro” Andrea Mascheroni.

UN PICCOLO SUGGERIMENTO

Marketers è molto più di una Community, Marketers nasce con l’obiettivo di fornire know-how e strumenti a tutti coloro che voglio creare il proprio business digitale. Puoi accedere anche tu al nostro gruppo privato e scoprire come costruire il tuo Business Online. Cosa aspetti?

Come creare una startup: la guida definitiva

Quante volte negli ultimi mesi ti è capitato di sentir dire: “Voglio creare una startup”? In Italia è sempre più facile provare ad affacciarsi a questa tipologia d’Impresa, ma non è scontato avere successo.

startup italiaIn questo articolo Andrea Mascheroni ed Alessandro Cadoni, Community Manager e CEO di Friendz, ti spiegheranno come creare una startup da zero in modo pratico e concreto.

Hanno voluto condividere tutto quello che li ha portati con Cecilia Nostro e Daniele Scaglia a ricevere il primo investimento e a lanciare un’app da migliaia di download nella sola fase beta.

Ad oggi la startup è valutata 2 milioni di euro.

Andrea rivela alcune delle strategie che hanno permesso a Friendz di ottenere risultati simili all’interno di questo breve (ma straordinario) report pdf.

Prima di continuare ti chiedo un piccolo favore. A te non costa nulla, mentre a me serve per migliorare la visibilità di questo post.

Fai click su +1 :-)

Oggi il termine startup è decisamente abusato. Apri una pizzeria e la chiami startup, hai un negozio di arredamenti e pensi di sapere come creare una startup. No, non funziona così. Una startup non è un’azienda tradizionale o un’attività di artigianato.

Ma allora… Cos’è una startup?

Il termine startup indica un’azienda che nasce con i propositi di essere un’azienda innovativa e con l’obiettivo di essere scalabile velocemente.

L’obiettivo di una startup è, quindi, quello di dare luce a qualcosa che nessun’altra Impresa ha mai realizzato prima. Può farlo innovando qualcosa che esiste già, unendo diversi servizi o risolvendo i problemi delle persone.

startup internetLa scalabilità è un elemento che caratterizza unicamente la startup. Una pizzeria avrà un fatturato costante negli anni, perché il potenziale dei clienti che raggiunge è sempre più o meno lo stesso. La startup, invece, ha inizialmente un piccolo fatturato che velocemente diventerà milionario o addirittura miliardario.

Startup diventate famose sono Instagram, WhatsApp, Tumblr e OnDeck. Che cosa le accumuna? Team geniali che hanno creato startup di grande successo, celebrità internazionale, grandi fondi di investimento che hanno creduto in loro ed una vendita miliardaria.

“Una startup è un’idea di business trasformata in realtà, che raccoglie un numero estremamente elevato di clienti e che ha fatturati milionari“.

La storia di Friendz: da idea a startup valutata €600.000 in 4 mesi

friendz startup

Questo titolo è quello dell’articolo che ci ha portato più di 20.000 lettori ad un sito sconosciuto in pochi giorni. Ma questa è un’altra storia e ne parleremo in futuro.

Prima di parlare dei 7 fattori chiave per creare una startup ci sembra fondamentale presentarci.

Ho conosciuto Alessandro Cadoni, Cecilia Nostro e Daniele Scaglia quando stavano cercando di trasformare un’idea in una business idea ed infine in una startup. Mi sono innamorato di loro e del loro progetto e li ho seguiti da subito.

Lavoriamo insieme da ormai 7 mesi e ad agosto abbiamo dato vita al nostro sogno, ricevendo il primo finanziamento e lanciando Friendz in versione beta per Android.

trovare finanziamenti startupFriendz è uno strumento innovativo del digital marketing, che permette alle aziende di fare product placement sui social network. Facciamo in modo che i nostri utenti si scattino delle foto contenenti dei brand e che li pubblichino sulla propria bacheca social.

Creiamo una situazione win-win. Da una parte gli utenti si divertono portano a termine le nostre campagne e guadagnano dei crediti spendibili su molti e-commerce, dall’altra le aziende sfruttano la potenza del passaparola sui social e fanno sì che i propri clienti facciano pubblicità tra i propri amici in modo carino e divertente.

A differenza delle solite app per guadagnare online, che pagano pochi centesimi per ore di lavoro, noi abbiamo adottato una politica diversa. Il nostro principale obiettivo è far divertire l’utente, che in più ha la possibilità di guadagnare da €0,50 a €2,50 a foto in base ai calcoli del nostro algoritmo segreto.

Oggi, nella sola fase beta Android, abbiamo più di 2000 utenti. Siamo quasi pronti per lanciarci ufficialmente sia per Andoird che iOS e aprire a tutti le iscrizioni. Siamo molto positivi, ad oggi più dell’80% delle persone che usa Friendz la prima volta la usa abitualmente.

Ma non siamo qui per parlare troppo di noi. Prima di iniziare ti chiedo un compenso simbolico, ti sto svelando in un solo post quello che il nostro Team ha appreso in più mesi. Lasciaci un like sulla pagina Facebook ufficiale.

Le 7 armi vincenti per creare e fondare una startup

startup cos'èHo individuato quelle che secondo noi sono le armi fondamentali per creare una startup di successo. Fino ad oggi, seguendo questi principi, abbiamo ottenuto risultati meravigliosi.

Ti stai chiedendo come creare una startup? Iniziamo subito.

#1 Trova una business idea e dilla a tutti

creare una startup senza soldiIn Italia cadiamo sempre nello stesso clichè: “Non dire a nessuno la tua idea, altrimenti te la rubano”. Nella Silicon Valley, patria delle startup, ti riderebbero in faccia e saresti l’ultimo dei perdenti.

Per fare startup è necessario avere un’idea dal quale partire. Come dice però il buon Dettori, di idee sul cesso alla mattina ce ne vengono tantissime ogni giorno.

È fondamentale distinguere un’idea da una business idea. La business idea è quell’idea che è anche applicabile sul mercato e che risolve dei problemi. Una prerogativa della business idea, inoltre, è quella di generare fatturato in modo strutturato ed in continua crescita.

Una volta che l’hai individuata, dilla a tutti senza nessun timore. Per capire se la tua idea funziona devi ricevere il feedback delle persone. Nella tua testa può essere meravigliosa, ma se in 50 ti dicono che è una cagata pazzesca (cit.) dovresti rivederla.

E se poi me la copiano? Questa è la paura fondamentale di tutti. Tranquilli, nessuno ve la copia!

Agli squali del mondo imprenditoriale piace piuttosto copiare dei modelli già funzionanti, non hanno tempo di analizzare se la vostra idea funzioni davvero e crearla da zero.

Se anche ve la dovessero copiare, quando un’idea non è strutturata è assolutamente normale che dal primo giorno al lancio sul mercato cambi profondamente. È praticamente impossibile che usciranno due prodotti identici.

#2 Analizza la business idea con i feedback ricevuti

startup innovativeVivere senza feedback è un po’ come chiudersi in una stanza e pensare che il mondo finisca all’interno di quelle quattro mura. Se vuoi imparare a creare una startup è fondamentale circondarti di persone disposte a consigliarti.

Tutto questo non basta. Bisogna essere in grado di accettare tutti i feedback, piacevoli o fastidiosi che siano, filtrarli e cercare di capire che valore aggiunto possano dare alla tua idea di business.

In questa fase diventa fondamentale non innamorarsi della propria idea. L’idea da cui siamo partiti non è detto che sia quella giusta. Molto probabilmente non lo sarà. Grazie a tutti i consigli ricevuti, se sarai bravo a farne tesoro, migliorerà ogni giorno.

Non esiste idea perfetta in partenza.

Non fare l’errore di ignorare il parere di amici ed estranei e di credere di avere per le mani un’idea pazzesca ed immutabile. È il modo migliore per stamparti contro il primo investitore che ti riderà in faccia ed a quel punto sarai molto demotivato per rimetterti in gioco.

#3 Costruisci il miglior Team possibile

creare una startup di successoQuesto è l’How To che preferisco quando parlo di come creare una startup. Per spiegarti meglio cosa significa questa affermazione, ti racconto la vita del Team di Friendz.

Ho conosciuto Alessandro, Cecilia e Daniele nel marzo 2015. La prima cosa che mi ha colpito di loro era la grinta che li contraddistingue, vedevi dagli occhi quanto erano pronti a fare sul serio. Mi è bastato poco per innamorarmi di loro e di tutto quel che stavano creando.

Oggi sono trascorsi 7 mesi ed abbiamo condiviso insieme quasi tutti questi
210 giorni, almeno 12 ore ore al giorno. Ho cambiato radicalmente il mio modo di pensare su quanto sia indispensabile lavorare in gruppo.

Da piccolo ho sempre preferito fare tutto da solo, non mi sentivo a mio agio a collaborare con gli altri. Erano tutti lenti, perdevano tempo e complicavano in modo irrimediabile le cose. Con il Team di Friendz è tutto diverso, si rende il 1000% in più e ci si diverte.

Solo facendo un’esperienza simile capisci che dipende tutto dal tipo di persone con cui collabori. Devi essere in grado di creare un Team di persone disposte a tutto pur di riuscire a fare Impresa, con un background eterogeneo e che vivano in sintonia tra loro.

finanziamenti startupHo fatto mio questo motto: “Non fare Impresa con i tuoi amici. Trova degli amici nelle persone con cui fai Impresa.”

Oggi ho imparato che per creare una startup è indispensabile costruire un Team forte e competente, disposto a sacrificare le proprie necessità per il bene della startup, pronto a discutere fino allo sfinimento ma sempre in modo costruttivo. Senza rivalità, senza invidia.

Quando ti domandi come creare una startup, la risposta è sempre “Creando un Team eccezionale”. Tutto il resto è una naturale conseguenza.

In tanti dicono che il Team di Friendz sia uno dei più tosti in circolazione. Io sono di parte, per cui non mi sbilancio. Posso solo dire di essermi circondato del gruppo di persone più bello e produttivo della mia vita.

PS: se ti iscrivi a questa pagina ti invierò alcuni consigli dannatamente importanti per costruire il tuo team.

#4 Segui il metodo Lean Startup

fondare una startupPer creare una startup sono stati sviluppati dei metodi dedicati a questa tipologia di Impresa. La grande mente teorica a cui dobbiamo rendere omaggio è Eric Ries, con il suo metodo Lean Startup.

Come credi si possa creare una startup? Generalmente si pensa ad un processo di questo tipo:

  • Pensi ad una nuova idea
  • Provi a svilupparla alla perfezione, fin nei minimi dettagli
  • La lanci sul mercato spendendo molti soldi

Questa è la filosofia che viene seguita anche da tante multinazionali quando vogliono lanciare un prodotto nuovo. Capita molto spesso però che a nessuno piace questo nuovo prodotto e si ritrovano con un buco di centinaia di migliaia di dollari nel bilancio.

Una startup non può permettersi simili errori e se vuoi creare una startup devi essere molto bravo ad evitarli.

esempio di business plan startup

Il metodo Lean Startup prevede di sviluppare un minimo prodotto presentabile sul mercato (MVP). È inutile perdere tempo e risorse per sviluppare alla perfezione qualcosa di nuovo. Fallo provare quando ancora è brutto e imperfetto, raccogli i feedback ed una volta che hai capito come farlo funzionare miglioralo e poi lancialo sul mercato.

Questo è l’unico modo per procedere con cognizione di causa, altrimenti sarebbe come giocare alla roulette russa.

Se vuoi davvero provare a creare una startup devi assolutamente leggere Partire Leggeri di Eric Ries, pietra miliare nell’ambito startup, letto da tutti gli startupper di successo.

#5 Valida il modello e sviluppa delle metriche utili

creare una startup da zeroPer creare una startup serve una business idea, un Team forte e le nozioni del metodo Lean. Per ottenere il primo investimento questi tre fattori non bastano.

Convincere una persona o un acceleratore d’Impresa a darti €30.000 o €100.000 per finanziare un progetto estremamente rischioso come quello di una startup non è cosa facile. Ti servono dei risultati.

E come raccolgo i risultati senza un prodotto, Andrea? Bella domanda, serve molto ingegno. La risposta è dipende. Dipende da che tipo di startup stai creando, ma un modo per fare dei test in piccolo c’è sempre.

Nel nostro caso facevamo fare agli utenti le foto direttamente dal loro telefono e le inviavano alla nostra pagina Facebook. In cambio ricevevano un buono Amazon da un euro.

Nonostante il prodotto fosse terribilmente brutto, alle persone piaceva e questo è stato uno dei fattori fondamentali per convincere l’investitore.

Oltre a questo è necessario fare un modello di business accurato – Business Model Canvas, proiezioni dettagliate del possibile andamento della startup ed essere molto convincenti in fase di presentazione.

Il concetto è molto semplice: più dati e metriche convincenti porti ad un investitore, più sarà disposto a finanziare il tuo sogno di creare una startup.

#6 Ricerca il primo seed

lanciare una startupChe cos’è un seed? Il seed è una piccola somma di denaro iniziale che ti sarà utile per sviluppare l’MVPMinimum Viable Product — e per capire se piace al mercato.

Come si cerca un seed? Come ti dicevo nel capitolo 5, andando da investitori privati o acceleratori d’Impresa a presentare la tua business idea.

Iniziando a frequentare il mondo startup italiano — se vuoi creare una startup in Italia non puoi non farlo — scoprirai che ci sono molti eventi che ti permettono di fare un pitch davanti agli investitori.

Che cos’è un pitch? È una presentazione di 3, 5 o 7 minuti della tua business idea. Preparando un Powerpoint ben dettagliato — online trovi molti esempi di pitch — ed una esposizione convincente, devi riuscire a convincere chi ha soldi da investire a perdere altri 15 minuti per un colloquio più approfondito.

Noi di Friendz ad esempio, grazie ad eventi come la finale di InnovAction Lab 2015, il Web Marketing Festival 2015 e tanti altri siamo riusciti ad entrare in contatto con quasi tutti i più importanti investitori italiani.

Alla fine di tutti questi sforzi abbiamo trovato la persona giusta per noi ed abbiamo ottenuto i primi €60.000 per testare il mercato.

#7 Lavora fulltime

startup aziendaleC’è ancora chi è convinto di riuscire a creare una startup nei tempi morti, di sera quando finisce il turno al lavoro o la giornata di studi.

Lasciamelo direi. In questo modo non stai creando una startup, stai solo perdendo tempo.

Se vuoi fare startup devi lavorare fulltime, perché il progetto richiederà tantissime energie da mettere in campo ed i primi due anni saranno estremamente intensi.

Alessandro non ha ancora avuto tempo di terminare la laurea specialistica per lavorare a Friendz. Cecilia e Daniele hanno rinunciato a proposte lavorative in grandi aziende. Io ho congelato gli studi magistrali. Ci siamo trasferiti tutti a Milano, viviamo insieme e lavoriamo 15 ore al giorno.

Non puoi creare una startup se non lavori dalle 7.00 a 0.00 al tuo progetto. Non puoi creare una startup se non hai il coraggio di dare una svolta alla tua vita.

Fare startup è fare innovazione. Se non sei nemmeno in grado di innovare te stesso, rivoluzionare le tue abitudini e credere nel tuo sogno è meglio che lasci perdere in partenza.come realizzare una startup

Se sei disposto a fare sacrifici, a batterti per il tuo sogno, a lavorare duro per fare Impresa e per migliorare un paese dove mancano nuove idee allora creare startup è il lavoro che fa per te.

Creare la prima startup è la parte più difficile. Ti aspettano almeno due anni di sudore, ma un giorno venderai quel che hai creato e se sarai stato molto bravo potrai andare in pensione a meno di 30 anni.

Scherzi a parte, fare l’imprenditore è una sensazione che deve nascere dentro di te. Imprenditori si nasce, è una filosofia di vita. Lo si può capire più o meno tardi, ma i sintomi sono presenti in te fin da bambino.

Creare startup è un’avventura meravigliosa, che se funziona ti renderà estremamente soddisfatto. Una startup può anche fallire, ma ti lascia delle competenze che ti permetteranno di trovare lavoro in meno di 5 minuti.

Creare startup è uno stile di vita: fallo tuo

come creare la propria startupCome avrai potuto capire fare startup non è un giochino del momento, almeno non per tutti. È un movimento sano, brillante e vigoroso che si sta consolidando in Italia.

Se sei brillante, senti il desiderio di fare Impresa e sei in cerca di un’avventura meravigliosa non ti resta che provarci.

Se l’argomento ti interessa, presto io e Alessandro produrremo nuove informazioni e creeremo una struttura ad hoc per imparare a trasformare un’idea in un business partendo da zero.

Mi piacerebbe parlare con ognuno di voi personalmente. Se ti ho incuriosito, se sei uno startupper o se vuoi conoscere meglio Friendz ed il nostro stile di vita puoi scriverlo nei commenti.

Per tutto il resto, puoi seguirci sulla pagina Facebook ufficiale.

Siamo giunti alla fine del post. Io e Andrea aspettiamo i tuoi commenti e le tue riflessioni nei commenti…!

In più, se l’articolo ti è piaciuto, ti chiediamo un semplice +1 e una condivisione su Twitter!

Un abbraccio.

Dario e Andrea.

PS: Andrea ha preparato un bonus gratuito per i lettori di questo articolo. Arriva direttamente dal nostro corso “Startupheroes” e lo puoi scaricare da questa pagina.

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  • Ciao Andrea :-) Ho letto con molto piacere questo fantastico post e l’ho apprezzato soprattutto per le importanti riflessioni che hai fatto, anzitutto quella di trovare una business idea e dirla a tutti. È proprio vero che in Italia ragioniamo male, la nostra paura di essere fregati ci induce a non “spifferare” le nostre idee, a tenerle per noi… “no perché poi gli altri possono copiarcela, eh!”.

    D’altra parte – come hai evidenziato tu stesso – un conto è avere un’idea geniale, un’altro è trasformare quell’idea in un vero e proprio business che produce fatturati a 6 zeri.

    Centrale inoltre è – a mio parere – l’importanza di un team. È difficile raggiungere risultati ed ottenere successo facendo sempre tutto da soli. Tuttavia, spesso il vero problema è proprio quello di creare un team, ovvero trovare persone che, in un certo senso, “facciano parte del nostro mondo”, abbiano una visione delle cose simile alla nostra, siano disposte a mettersi in gioco, a rimboccarsi le maniche, fare sacrifici e rischiare il tutto e per tutto.

    Onestamente nelle mie zone non conosco alcun ragazzo/a che abbia simili qualità: tutti sembrano avere “l’ambizione” di terminare l’università e poi cercare “il posto fisso”, facendosi assumere da una qualche azienda. Tutto questo è molto triste, oltre che desolante…

    Da questo punto di vista, Andrea, faccio i complimenti a te e al tuo team, oltre ovviamente al nostro mitico @Dario Vignali, che non smette mai di sorprendermi :-)

    Come dici nel post, creare una startup è un lavoro fulltime: tu e Alessandro ad esempio non avete esitato a “mettere da parte” gli studi universitari per dedicarvi a tempo pieno al vostro progetto.

    Attualmente io ho appena iniziato la laurea magistrale, i cui corsi assorbono praticamente il 70-80% del mio tempo, impedendomi nella sostanza di seguire i miei progetti e fare ciò che realmente desidero. Dopo aver letto questo post ed aver captato la vostra grande intraprendenza, penso solo che dovrei prendermi a schiaffi, perché lì fuori c’è un mondo pieno di opportunità, opportunità che molto probabilmente sto sprecando.

    A tal proposito, dopo essermi dilungato un po’ troppo e per questo chiedo scusa, voglio concludere ponendo una domanda ad Andrea, a Dario e a chiunque sia più intraprendente di me e abbia superato le “colonne d’Ercole” della società odierna:

    In che modo avete superato le resistenze di chi vi stava intorno, di amici e parenti il cui giudizio contava, ma che non comprendevano né condividevano ciò che facevate, perché non era “ordinario”?

    Detto questo, rinnovo i miei complimenti ad Andrea per il fantastico post! ;-)

    Un abbraccio,

    Alessio

    • Biochronicles

      Grazie mille Alessio :-)

      Per quanto riguarda la parte del Team, è fondamentale ed il cuore pulsante di una startup. Non è facile trovare il giusto gruppo, ma ci sono dei luoghi fisici e virtuali in cui è possibile farlo. Friendz si è formata ad InnovAction Lab, tante startup si formano lì e tante altre sui gruppi Facebook dedicati a startupper. Bisogna iniziare a frequentare il mondo startup/digital e crearsi un network. Le mie altre attività sono partite dopo aver conosciuto per caso un ragazzo sul gruppo Facebook di Dario. Da lì sono nate connessione, anche con Dario stesso, e stanno nascendo nuove sinergie.

      Hai posto una bella domanda, ti dico come l’ho affrontata io che mi sono ritrovato a spiegare alla mia famiglia che abbandonavo l’università e mi mettevo a fare Impresa. In primo luogo ho svelato i miei progetti poco alla volta, secondo punto fondamentale li ho supportati con i risultati. Ad inizio anno ho collaborato con Friendz e mano a mano che arrivavano risultati ho iniziato a raccontare di quanto fosse bello, delle opportunità immense e mi sono preso più tempo da dedicargli. Poi ho avviato altri due business, che hanno iniziato subito a macinare risultati. A settembre ho raccontato dettagliatamente cosa stavo andando a creare, ho dimostrato quanto avrei fino a fine anno, che opportunità immense si stavano aprendo e quanto fosse poco saggio perdere un altro anno sui banchi dell’università. Oggi l’università l’ho abbandonata, mi sono trasferito a Milano in casa Friendz e non tornerei indietro per nulla al mondo. Ci vuole coraggio e non bisogna essere precipitosi :-)

    • Andrea

      Grazie mille Alessio :-)

      Per quanto riguarda la parte del Team, è fondamentale ed il cuore pulsante di una startup. Non è facile trovare il giusto gruppo, ma ci sono dei luoghi fisici e virtuali in cui è possibile farlo. Friendz si è formata ad InnovAction Lab, tante startup si formano lì e tante altre sui gruppi Facebook dedicati a startupper. Bisogna iniziare a frequentare il mondo startup/digital e crearsi un network. Le mie altre attività sono partite dopo aver conosciuto per caso un ragazzo sul gruppo Facebook di Dario. Da lì sono nate connessione, anche con Dario stesso, e stanno nascendo nuove sinergie.

      Hai posto una bella domanda, ti dico come l’ho affrontata io che mi sono ritrovato a spiegare alla mia famiglia che abbandonavo l’università e mi mettevo a fare Impresa. In primo luogo ho svelato i miei progetti poco alla volta, secondo punto fondamentale li ho supportati con i risultati. Ad inizio anno ho collaborato con Friendz e mano a mano che arrivavano risultati ho iniziato a raccontare di quanto fosse bello, delle opportunità immense e mi sono preso più tempo da dedicargli. Poi ho avviato altri due business, che hanno iniziato subito a macinare risultati. A settembre ho raccontato dettagliatamente cosa stavo andando a creare, ho dimostrato quanto avrei fino a fine anno, che opportunità immense si stavano aprendo e quanto fosse poco saggio perdere un altro anno sui banchi dell’università. Oggi l’università l’ho abbandonata, mi sono trasferito a Milano in casa Friendz e non tornerei indietro per nulla al mondo. Ci vuole coraggio e non bisogna essere precipitosi :-)

      • Grazie Andrea, cercherò di far tesoro dei tuoi consigli e della tua esperienza! :-) In ogni caso, hai perfettamente ragione quando dici “ci vuole coraggio e non bisogna essere precipitosi” e credo sia proprio questo il mio problema: aver fretta di raggiungere i miei obiettivi, pur non avendo la giusta dose di coraggio… e forse nemmeno le idee abbastanza chiare. È evidente che dovrò lavorare molto su questi aspetti. Grazie ancora ;-)

        Un abbraccio,

        Alessio

  • Cristina Altieri

    Ciao Dario, ciao Andrea,
    cosa ne pensate dei form on line per il seeding (vedi per esempio italianangels)? grazie per il post, mi frega un po’ il 7-00 avendo già un lavoro e due figli, ma ce la farò lo stesso ;)))

    • Andrea

      Una startup in ricerca di seed deve sicuramente fare tutte le application interessanti che trova, come IAG ad esempio. Bisogna essere consapevoli però che per avere una speranza bisogna lavorare veramente tanto, fare un’application non è una cosa che ci si può inventare su due piedi. Noi ci abbiamo messo mesi a trovare una quadra e abbiamo preso tante porte in faccia prima di trovare il giusto investimento, abbiamo anche rifiutato offerte.

      • Cristina Altieri

        grazie mille, terrò presente!

    • Nicolò Borghi

      Cristina,
      i fondi ricevono una quantità enorme di progetti. Credo che IAG ne riceva più di 300 ogni anno.

      Nel 99,9% dei casi finanziano quelli che arrivano presentati da qualcuno. In questo caso non sono d’accordo con Andrea: anche se è hanno il form on-line, non è mai una buona idea usarlo per inviare il proprio progetto. Anzi, alcuni fondi americani lo usano proprio per scartare le startup.

  • Michelangelo Kobayashi

    Ciao Andrea. :)

    Franco Salvetti, che immagino conoscerai già, in un’intervista afferma testuali parole sugli startuppari:”Un po’ moda, un po’ troppo superficiali, un po’ troppo pronti a fare soldi facili e non a pensare a risolvere problemi veri. Risolvere problemi veri che la gente ha; tipo fai un incidente con la macchina ti fermi e devi spendere 20 minuti per scambiarti i numeri delle carte, etc. immagina di poterlo fare in 2 secondi e non dover discutere.”

    Ecco, mi chiedo, Friendz risolve problemi veri? A mio parere, ai potenziali utenti non credo(cos’è che li motiverebbe, apparire in qualche pubblicità? è sufficiente?), alle aziende ne dubito. Non so, proprio non riesco a inquadrare quale bisogno soddisfa Friendz, se ti va, potresti fare un po’ di chiarezza?

    Altre domande ingenue: a chi hai(avete) esposto la tua idea? Quegli ipotetici 50, erano colleghiesperti del vostro settore e affini, o profani?

    “Finisco” dicendo che concordo al 100% con la frase “Non esiste idea perfetta in partenza.” e con l’intero concetto di “contorno”.
    D’altronde questo modus pensandi è caratteristico di molte altre aziende popolari come Google.

    P.S. Domino’s Pizza, McDonald’s, Burger King, etc. non sono state imprese scalabili?

    • Michelangelo, perdonami. Anche i programmi e i network di affiliazione non risolvono problemi delle persone…. Creano possibilità. Friendz è molto simile si network di affiliazione e permette alle persone di creare revenue sfruttando cose che fa già: foto con i Brand che indossa o che usa.
      In più, Friendz, risolve anche un problema delle aziende: è difatti uno strumento per veicolare e accelerare il passaparola.

      Ovviamente Friendz non è una startup che offre servizi di prima necessità, ma se tutti e le aziende dovessero offrire prodotti o servizi che rispondono a problemi o domande di prima necessità allora non esisterebbe il mercato delle commodity:-)

      Un abbraccio a entrambi
      Il giorno mar 6 ott 2015 alle 08:47 Disqus ha scritto:

      • Ale

        Il mercato delle commodity è quello delle materie prime, dal cotone al petrolio…

    • Andrea

      Dario ha già esposto bene i problemi che risolve Friendz. Le aziende hanno difficoltà a fare marketing efficace, ne sono un esempio i banner che tutti coloro che navigano in rete odiano. Noi permettiamo di fare un marketing molto più efficace e naturale, inoltre paghiamo gli utenti per delle foto che si farebbero già naturalmente. Non pensare alle foto dei nostri utenti come delle persone impalate con una bottiglia di Coca Cola in mano, sono foto molto creative come quelle che vedi ogni giorno su Facebook. Non risolviamo la fame nel mondo o problemi quotidiani delle persone, a questo ci pensano già tante altre startup.

      Che le startup siano una moda dettata da fare soldi facili è vero, ma fino ad un certo punto. Dipende con che testa di approcci alle cose. Se oggi in Italia vuoi fare Impresa e vuoi innovare, sono una possibilità concreta. Se vuoi provare a fare il big money con facilità, preparati al fallimento. Piuttosto che dire delle frasi banali e scontate, sarebbe meglio analizzare la situazione nel dettaglio come in ogni cosa nella vita. Troppo comodo sparare a zero sulla folla :-)

      • Ale

        Ciao Andrea, sono anche io interessato al tema dell’avvio di impresa in ambito digitale, e ho da poco cominciato a progettare un’applicazione. Volevo farti una domanda riguardo un aspetto del vostro percorso che mi ha incuriosito: come mai la vostra app, seppure in beta, non è disponibile al pubblico? Da quel che mi pare di capire seguite i principi del lean design, e quindi perchè non cercare un pubblico più vasto per poter validare il prodotto meglio (e magari con un campione diverso da quello dei “marketer” veri o finti, che sono poco rappresentativi del pubblico generalista)?

        • Andrea

          Ciao Ale :-) Siamo partiti da un’app beta privata, ovvero un’app scaricabile solo tramite link e non rintracciabile dallo store. Abbiamo ipotizzato che fosse un’app abbastanza virale, per cui non potevamo ritrovarci nella condizione di dare a 10.000 persone un’app tutta da testare con bug, UI e UX da testare. Abbiamo fatto marketing poco alla volta e siamo arrivati oggi a 3000 utenti circa, che non sono affatto del settore marketing. Sono tutti utenti comuni, intercettati tramite campagne ADS mirate. Il nostro pubblico è rappresentativo del mercato, ci ha aiutato a crescere e testare ed abbiamo seguito tutti i principi del metodo lean, MVP compreso. Ora che siamo alla fine della fase di test, ci si avvicina al lancio ufficiale.

          • Ale

            Capisco, grazie per la risposta :)
            Quindi avete intercettato un pubblico tramite ads di facebook e adwords (immagino) e poi per i test che metodi avete usato? A:B, sondaggi diretti…
            Un’altra cosa: il problema dell’avere 10k persone riguardava soprattutto un problema di infrastruttura o piuttosto avevate problemi a seguire molti utenti, ognuno con la sua opinione?
            Scusa se faccio tante domande, ma come avrai capito il tema mi interessa molto! :D

          • Andrea

            Facebook Ads, AdWords mai toccato. Per i test abbiamo usato un metodo molto particolare, ma oggi posso dire estremamente efficace. Abbiamo messo tutti i nostri beta-tester nel gruppo Facebook Friendz Beta-Tester e abbiamo raccolto tutti i loro feedback spontanei. Ci hanno letteralmente riempito di feedback, li abbiamo filtrati e abbiamo preso quelli utili. Abbiamo costruito l’app in base a quel che i nostri utenti volevano, ovviamente a patto che fosse compatibile con i nostri interessi. L’approccio però è questo: se c’è un modo per farli felici senza danneggiare il nostro business, si fa. Per fare questo siamo stati impegnati con la community giorno e notte, gestire 2000 persone è già difficile, immagina se fossero state 10.000 :-D Se ti fai un giro sul nostro gruppo Facebook, puoi renderti conto dell’attività di quel gruppo e di cosa significa per noi.

          • Ale

            Interessante! Sto leggendo in questo periodo un testo di Laura Klein, UX for Lean Startups (di sicuro lo conosci), che tra molti concetti dice sì di usare le opinioni del pubblico, ma secondo i principi del PDD (Pain Driven Design, se non sbaglio). Ovvero: ascolta i problemi dei tuoi utenti o dei potenziali fruitori del tuo prodotto, ma non i suggerimenti che ti danno.
            Aprirsi così al pubblico come fate voi (ho dato una sbirciata al gruppo) è un lavoro enorme che contraddice in parte quanto afferma la Klein, ma se ce la fate tanto di cappello!

            E in ogni caso gestire il confronto con chi ti segue non è banale, ci vuole maturità (magari ricordalo al tuo ospite: le proposte di correzione si lasciano, si ringrazia e si corregge, se è il caso; la chetichella è passata di moda :D)

          • Andrea

            Si, infatti abbiamo ascoltato i loro problemi e ci hanno aiutato a risolverli. Il gruppo ha proprio questo obiettivo. Ovviamente in tantissimi propongono idee, ma il modello di business non lo cambiamo certo quando gli viene in mente qualcosa :-D

            Non ho capito la parte del tuo ospite e della chetichella sinceramente.

          • Ale

            L’ultima parte riguardava il blog che ti ospita che ha cancellato un mio intervento in questa discussione, ma poco importa ;)
            Confermo i complimenti dopo aver fatto un bel giro sul gruppo (anche se siete davvero molto pazienti, immagino che la strategia comunicativa cambierà al crescere dei numeri).

          • Ale ho cancellato perché ho corretto, svista mia. Grazie comunque :-)

            Il giorno ven 9 ott 2015 alle ore 15:42 Disqus ha scritto:

    • Nicolò Borghi

      Michelangelo, ti do la mia opinione in merito. Salvetti ha fatto cose super interessanti ma onestamente il problema di cui parla (se non ricordo male era un puntata de Le Iene), è oggettivamente trascurabile. Insomma, poteva scegliere un esempio molto più interessante.

      Relativamente a chi esporre la propria idea: per esperienza ti posso dire che le uniche persone a cui esporre la propria idea sono i potenziali clienti. Sono loro che stanno vivendo il problema che vuoi risolvere e sono loro che alla fine ti daranno i soldi. Certo la tendenza è condividere con tutti (mamma, ragazzo, ragazza, fratelli, sorelle) la propria idea ma è un pò una perdita di tempo.

      Per quanto riguarda l’ultimo punto, si le aziende che citi sono scalate parecchio ma si tratta di franchising. Ciò di cui si parla nell’articolo è la pizzeria sotto casa. O, se proprio vogliamo dirla, anche una società di consulenza non è esattamente una startup perchè non c’è un vero e proprio prodotto ma si vendono “solamente” competenze.

  • Grazie Andrea e Dario bel post!

    Mi è piaciuta molto questa frase :)

    “Non fare Impresa con i tuoi amici. Trova degli amici nelle persone con cui fai Impresa.”

    p.s. Leggerò il libro!

  • Stefano Curtoni

    ciao Andrea,
    il post è molto interessante e anche la vostra startup ma c’è una domanda a cui non ho ancora trovato una risposta: come si trova un co-founder?

    Se stai sviluppando la tua idea di startup da solo come fai a trovare una o più persone da coinvolgere nel tuo progetto, con le competenze giuste e che siano disposte a lavorare full-time sul tuo progetto?
    Considerando anche che sarebbe meglio che fossero al di fuori delle cerchie di amici.
    Nel tuo caso come hai trovato Alessandro, Cecilia e Daniele?
    Saluti
    Stefano

    • Andrea

      Una buona domanda. Per prima cosa tengo a precisare che i Co-Founder di Friendz sono Alessandr, Daniele e Cecilia. Io mi sono aggiunto pochissimi mesi dopo, quando Friendz era ancora un PowerPoint senza utenti :-D

      Il modo migliore è sicuramente quello di crearsi un network di contatti nel settore startup. Alessandro ha impiegato mesi a trovare qualcuno che volesse sviluppare la sua idea e fare una startup. Ha trovato prima Daniele ed in seguito, partecipando ad InnovAction Lab, Cecilia. Frequentare i gruppi di startupper su Facebook — basta cercare startup — e tutti gli eventi dedicati a questo tipo di Impresa è sicuramente la strada giusta. D’altronde se non conosci nessuno con cui fare Impresa, l’unico modo è allargare le proprie conoscenze.

      Io, ad esempio, oltre a Friendz ho due altri progetti che mi portano lavoro. Il mio socio, Luca Ferrari, sai come l’ho conosciuto? Scrivendo un post sul gruppo di Dario Vignali, dove chiedevo se qualcuno volesse iniziare con me a lavorare ad un progetto. Ho conosciuto Luca, ci siamo trovati bene ed è iniziata la nostra storia di Impresa.

      • Stefano Curtoni

        Grazie Andrea, mi hai dato alcuni buoni spunti su cui lavorare ;-)

      • Matteo Martis

        grazie… potresti condividere qualche pagina, gruppo da dove iniziare?

    • Nicolò Borghi

      Stefano,
      trovare un co-founder non è facile. E’ quasi come dire “dove posso trovare una moglie?” :) In realtà è preferibile il contrario rispetto a quanto dici, ovvero è sempre meglio che siano tuoi amici, in questo modo il rapporto fra di voi sarà più saldo e non si rompe al primo problema dell’azienda.

      • Stefano Curtoni

        Ciao Nicolò,

        in parte sono d’accordo con quello che dici: se ci sono le giuste condizioni è meglio partire con degli amici. Se per esempio il progetto parte negli anni dell’università è molto probabile che si inizi con dei compagni di università (che solitamente sono anche degli amici)
        Se invece inizia quando già hai un lavoro diventa tutto più difficile: non tutti, giustamente, sono disposti a sacrificare tutto il loro tempo libero per

      • Matteo Martis

        non è detto che usare amici o colleghi come co-founder sia un’ottima idea… si presume che ci hai lavorato insieme… Avendoci lavorato già insieme, c’è già stato lo scambio di competenze e idee e quindi rischi una situazione di stagnazione delle idee.

  • francesco stabilito

    tutto molto condivisibile, tranne il punto sul fulltime, se non si dispongono di risorse finanziarie per poter prendere in affitto un posto dove vivere/lavorare avere una forma di sostentamento con qualche tipo di lavoro è necessario per potersi poi dedicare alla startup.

    • Andrea

      Obiezione condivisibile. Io ho avuto la possibilità di lasciare tutto e dedicarmi per quasi un anno allo sviluppo dei miei progetti sfruttando i risparmi del mio precedente lavoro. Vivendo ancora con i genitori fino a poco tempo fa è stato più semplice. Non tutti hanno questa possibilità, ma ho conosciuto tanti imprenditori che per partire lavoravano 4/8 ore al giorno in azienda e ne dedicavano altre 8 alla propria attività fino ad arrivare a potersi permettere il licenziamento. È vero, vivi un anno d’inferno, ma sono grandi soddisfazione quando diventi indipendente :-)

      • Matteo Martis

        consiglio molto utile :)

  • Matteo Fercia

    L’argomento mi interessa parecchio, sono molto giovane e mi trovo spesso isolato quando propongo le mie idee o solamente la voglia di fare impresa alle persone che mi circondano, quindi vorrei capire meglio e più a fondo quali sono i consigli che si possono adottare in questo caso.
    Nella ma università esistono dei progetti per sviluppare delle idee di impresa ma mi sono precluse poiché sono troppo giovane e per quelle dovrò aspettare qualche anno, mi è anche difficile spostarmi facilmente dato che abito in una delle due grandi isole italiane, ma sarebbe fantastico partecipare a un evento. Le mie piccole idee sono rivolte alla cosidetta “moneta intelligente”, ma anche verso degli spazi di comunione di idee che risolverebbero proprio le esigenze di chi come me ha tanta voglia di fare e si trova però senza punti di riferimento.
    grazie e buona fortuna per il vostro progetto!

  • Giorgia

    Buongiorno ragazzi, anche io ho un’idea di start-up. Sto ultimando il business model. Poi pensavo di farlo visionare al mio professore di economia aziendale che si occupa anche di consulenze, ed infine, di mostrarlo al team di Dpixel. Secondo voi è la strada giusta?
    Amo l’imprenditoria e stimo chiunque partendo da zero ce l’ha fatta perciò per quanto mi riguarda siete dei grandi! in bocca al lupo!

    • Evio Elvis Scopano

      Ciao Giorgia.
      Parliamone se ti va, mi piacerebbe conoscere la tua idea e poterti aiutare.
      Ti lascio il mio contatto.
      [email protected]
      Buona giornata,
      Evio

  • Francesco Perazzo

    Ciao ragazzi,
    io ed un altro ragazzo siamo alle prese con lo sviluppo di una startup tutta nostra, partendo da zero. Per ora siamo in fase di realizzazione di una sorta di versione Beta dell’App da poter testare con amici e conoscenti, ma è ancora in fase embrionale. Crediamo davvero nella nostra idea e parlandone con molte altre persone abbiamo potuto raccogliere solo commenti positivi. È un’App non molto semplice da realizzare, ma siccome i sogni non sono fatti per restre nel cassetto, siamo disposti a tutto per farla decollare. Cosa ne pensate?

    • Matteo Martis

      l’App app è molto interessante… tre righe per descriverla per sommi capi no?

  • Simone Palma

    Buongiorno sognatori,
    come Andrea ha trovato Luca scrivendo un post, provo a fare lo stesso anch’io ;) Sto lavorando per creare una startup nel settore della salute e sono nella fase di business plan. Essendo un campo speciale, necessito di almeno un dottore/medico nel team ed ovviamente di altri ragazzi/e che siano vogliosi di mettersi in gioco e di innovare. Se fossi interessato/a puoi scrivermi a [email protected] così ci conosciamo di persona e ti racconto di cosa si tratta. Grazie

    • massimo scalatelli

      se nn dovesse essre tardi io sono un professionista che potrebbe aiutarti per il BP
      335 8 222 157

  • Matteo Martis

    un bel social per potenziali start-upper, startupper non esiste?

    • Andrea

      In italiano, non credo. Ci sono molti gruppi Facebook, community ed eventi per startupper che sicuramente possono dare una mano :)

      • Matteo Martis

        le app e i siti si fanno sempre in ottica multilingue, iniziando in inglese e poi proseguendo con le altre lingue…
        C’è ci crede che i social network come facebook e twitter soddisfino qualsiasi richiesta, io credo invece che dovrebbe esiste un social per ogni necessità, magari usano facebook per loggarsi… una cosa che ho interiorizzato nel tempo è che una buona idea deve ‘rompere’ qualcosa per creare qualcosa che soddisfisfi una necessità, che netraulizzi ‘un disagio’.
        Quanti start-upper esistono? Chi sono? Quanti potenziali start-upper esistono? chi sono? dove sono? Chi sono i potenziali business angel? dove sono? chi sono i venture capitalist? dove sono? quali community? quali eventi?
        Esiste una startup che soddisfi il mio bisogno?
        Nel momento in cui avremmo accorciato tutte le distanze e distrutto tutti i libri, allora avremmo soddifatto il 99.999999999999% dei nostri bisogni…

  • Elvis whyte

    Sei un uomo d’affari o una donna? Sei in qualsiasi disordine finanziario o fare

    avete bisogno di fondi per avviare la propria attività? Avete bisogno di prestito per

    saldare il debito o pagare le bollette o avviare un business bello?

    Avete un basso punteggio di credito e si stanno trovando difficile da ottenere

    prestito di capitale da parte delle banche / altri istituti finanziari locali?

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    ) prestito personale, Affari espansione,

    ) Business Start-up, l’istruzione,

    ) il consolidamento del debito

    ) prestiti di denaro rigido

    Non preoccupatevi più, perché offriamo prestito ad un tasso di interesse del 3% -5% e con nessun controllo del credito, offriamo prestiti personali, prestiti di consolidamento del debito, il capitale di rischio,

    prestiti commerciali, prestiti istruzione, mutui casa o “prestiti per nessun motivo!

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    possibilità di ottenere i fondi necessari! I candidati interessati devono contattare il nostro [email protected]-mail per ulteriori informazioni.

  • Claudia

    CIAO!!!
    Sto promuovendo un progetto di innovazione nel settore trasporti: siamo già avviati ed abbiamo ottenuto dei riconoscimenti ma necessitiamo ancora di fondi e di persone che credano in esso per ampliarlo.
    Ho scritto in questa comunity perchè vorrei scambiare l’informazione mirata con visionari/sognatori che conoscono l’impegno che nasce nell’appoggiare, o creare, una start-up ma mantengono sempre la curiosità di saperne di più e trarre benefici da ogni opportunità.

    InfoE-mail: [email protected]

    GRAZIE A TUTTI!!!

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