IKIGAI: il metodo definitivo per trovare il tuo scopo di vita e trasformare la tua carriera

Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.” – Francesco d’Assisi

“Scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua.” – Confucio

Due massime, secoli di distanza, ma un filo invisibile che le unisce: la ricerca di un senso, di uno scopo che trascenda la mera sopravvivenza nel nostro vagare quotidiano. 

È un viaggio che inizia con una domanda semplice ma carica di potenziale rivoluzionario 

Come faccio a trovare e scegliere un lavoro che amo?

Qui non si tratta solo di una riflessione filosofica; è una questione che batte nel cuore di ognuno di noi. 

In una società in cui il paradigma del successo è stato scritto anni fa per rispondere a esigenze ormai superate, dove ci viene detto di perseguire carriere che promettono stabilità piuttosto che passione, il conflitto interiore è inevitabile. 

Ci hanno detto di studiare per ottenere titoli, non per nutrire la nostra curiosità. 

Di cercare posti di lavoro sicuri, non di esplorare vocazioni. 

Di vivere per lavorare, non lavorare per vivere la vita che desideriamo veramente.

Allora, se questo è il percorso che ci è stato tracciato, come possiamo sperare di svegliarci ogni mattina con un senso di entusiasmo e appagamento per il giorno che ci attende?

Come possiamo scoprire quale sia veramente il percorso che risuona con chi siamo e con chi vogliamo diventare, che possa portarci ad essere la versione migliore di noi stessi?

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Penso che queste domande ce le siamo fatte e rifatte migliaia di volte… sì, anche io me le sono poste.

Infatti in questo articolo ti parlerò anche secondo la mia esperienza personale.

Voglio condividere con te non solo le mie riflessioni, ma anche strategie concrete per aiutarti a districarti nella giungla delle opportunità che il nostro mondo moderno offre.

Ma prima, se non mi conosci, mi presento: mi chiamo Dario, imprenditore e fondatore di Marketers, la mia azienda con la quale aiuto per lo più altri imprenditori e/o celebrity ad aumentare i loro risultati online in termini di fatturato, di crescita e di visibilità.

Ma aiuto anche giovani ragazzi e ragazze a formarsi nel mondo del digitale per portarli a perseguire una carriera in questo settore.

Sì però io non so qual è la mia passione, non so che cosa voglio fare della mia vita. Sto studiando, mi sto laureando… ma poi non so che cosa voglio fare”.

Questo è quello che mi sento dire sempre più spesso dai ragazzi che si approcciano a me e al mondo del marketing digitale.

Questo è quello che la nostra società, rimasta radicata nelle sue convinzioni che potevano andar bene magari 70 anni fa, ci sta facendo.

E allora oggi voglio darti un metodo, una strada, una strategia.

Voglio farti capire esattamente qual è la miglior cosa da fare che possa darti il massimo ritorno in termini di soddisfazione, opportunità professionali ed economiche.

Ti parlerò di come scoprire che cosa fare nella tua vita.

Qual è la tua vocazione?

Che cosa sei bravo/brava a fare?

In che modo puoi avere un lavoro soddisfacente e guadagnare da tutto ciò?

Ti parlerò del concetto di Ikigai.

Iniziamo.

L’arte di trovare il senso della propria vita: esploriamo l’ikigai.

Il concetto di Ikigai arriva dal Giappone e significa letteralmente “Ragione di Vita”.

Secondo questa filosofia di vita, trovare il proprio ikigai può portare a una vita significativa e appagante, in cui ci si sente realizzati e in armonia con sé stessi e con gli altri.

È un concetto che invita alla riflessione sulla propria vita e sulle scelte che facciamo per perseguire la felicità e il suo significato.

Quando vivi secondo il tuo ikigai ti senti motivato e realizzato.

È una ricerca continua che richiede tempo, attenzione e cuore.

Inizia da qui: i quattro (potenti) elementi dell’ikigai

Ikigai è un’espressione con cui i giapponesi si riferiscono a quella specifica competenza che si trova nell’intersezione tra 4 elementi chiave:

  1. Ciò che ami fare
  2. Ciò in cui sei bravo
  3. Ciò per cui puoi essere pagato
  4. Ciò di cui il mondo ha bisogno

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Qui troviamo la nostra risposta, troviamo tutto il senso di ciò che dovremmo fare nella nostra vita.

Ma vediamo subito il significato di ogni punto.

1. Ciò che ami fare

Questo punto in verità è molto semplice da comprendere: tutti noi abbiamo qualcosa che ci piace fare.

Ci piace stare su instagram, guardare le serie tv, ci piace il cinema o giocare ai videogiochi.

Ma anche la matematica, la filosofia, ci piace scrivere e quanto altro ti possa venire in mente.

Chiediti: cos’è che ami fare? Qual è il tuo hobby?

Non per forza devi avere una passione che poi sfoci in una competenza, però tutti noi in qualche modo dovremmo sapere che cosa ci piace fare, come amiamo passare il nostro tempo.

2. Ciò in cui sei bravo

Questa è una domanda introspettiva molto importante, perché molti pensano: “io sto studiando, non so se c’è qualcosa in cui sono già bravo, sto cercando di diventare la persona che potrebbe essere bravo a fare qualcosa ma ancora non mi sento in grado”.

La risposta in realtà è piuttosto banale: c’è sempre qualcosa in cui siamo bravi.

Abbiamo sempre delle inclinazioni caratteriali che ci portano ad essere migliori di altri in qualcosa, anche se stiamo partendo da zero.

Abbiamo sempre dei fattori critici di successo, dei punti di forza.

Che cosa significa questo?

Significa per esempio che potresti avere un’inclinazione estroversa e quindi sei già più portato di altri a vendere, a fare public relation, a fare dei pitch di vendita.

O comunque in qualche modo ad ottenere un tipo di lavoro, un tipo di carriera, che abbia più a che vedere con la presenza e la capacità di dialogare con il prossimo.

Oppure potresti avere un’inclinazione introversa e non per questo essere sfavorito, anzi!

Ci sono un sacco di studi e libri riguardo all’essere introversi che ci raccontano come questo sia in verità un punto di forza, perché significa avere la capacità per ideare la vendita, per esempio.

Le persone introverse sono abili ascoltatrici, hanno un’intuizione molto elevata riguardo a quello che passa per la testa delle persone.

Hanno una grande capacità di comprendere l’emotività delle persone e quindi in qualche modo questo si traduce in leadership.

Se vuoi approfondire, ti lascio qui il link a un articolo che ho scritto proprio su come sconfiggere la timidezza.

Insomma il punto è che ognuno di noi ha delle inclinazioni caratteriali e per ognuna di esse possiamo avere un tipo di personalità che ci porta ad essere più bravi rispetto ad un’altra persona su una specifica competenza.

Il problema è che tante volte possediamo dei micro strumenti, ma non ne siamo consapevoli e non sappiamo tutti i lavori che ci consentono di fare.

Magari ce ne siamo dimenticati.

Magari sei bravo/a a disegnare e potresti fare il web designer, l’ux designer o il disegnatore grafico.

Quindi in qualche modo ciò che siamo bravi a fare ha a che vedere con un percorso di introspezione dove ci analizziamo dentro, dove cerchiamo di raccogliere quanti più dettagli sulla nostra vita.

3. Ciò di cui il mondo ha bisogno

Qui potremmo in realtà sostituire la parola “mondo” con la parola “mercato”.

Quindi, ciò di cui il mercato ha bisogno.

Perché effettivamente, non so se studi economia o se ne conosci le basi, ma tutto il mercato e quindi anche quello del lavoro si basa sulla legge della domanda e dell’offerta.

Se c’è bisogno di qualcosa, allora c’è anche bisogno di qualcuno che faccia questo qualcosa.

C’è bisogno di persone che siano in grado di portare dei risultati in termini professionali perché il mercato ne ha bisogno.

Chiediti sempre: come puoi, con le tue competenze, contribuire a migliorare la tua società e il benessere degli altri?

4. Ciò per cui puoi essere pagato

E ora arriviamo all’ultimo punto, all’ultimo insieme di intersezione del metodo Ikigai.

In base ai 3 punti precedenti, quindi: che cosa ami fare, che cosa sei bravo a fare e di che cosa il mercato ha bisogno, ci sono una quantità di sbocchi impressionanti per cui possiamo essere pagati.

Viviamo in un mercato dove ogni anno nascono nuove professioni:

  • lo psicologo del marketing
  • i coach formativi delle aziende
  • i designer di applicazioni
  • gli sviluppatori di siti web

Per ogni tipo di competenza c’è un’occupazione.

Il problema è che molto spesso la carriera universitaria non ci mette nelle condizioni di conoscere tutti gli sbocchi professionali a cui possiamo accedere.

Ma pensandoci bene non si tratta solo dell’università, perché io per esempio non ho mai finito l’università e sono un imprenditore.

Ho fondato diverse aziende proprio sulla base delle mie competenze e ogni volta che sapevo che volevo fare qualcosa, andavo a cercare di capire come acquisire le competenze necessarie per fare quel qualcosa.

E riuscire a fare questo è dannatamente importante per la tua carriera.

Missione, Passione, Professione, Vocazione: scendiamo nel vivo delle intersezioni vitali dell’ikigai

Fino ad ora abbiamo visto i quattro pilastri principali per iniziare la ricerca e la scoperta del proprio Ikigai.

Ognuno degli elementi che abbiamo visto si interseca con l’altro, creando quelle che mi piace definire le quattro intersezioni vitali.

Scendiamo quindi ancora un po’ più in profondità.

1. Missione

La prima intersezione vitale si trova tra ciò che ami e ciò di cui il mondo (mercato) ha bisogno: una missione.

Questo metodo, questa grande struttura che ci permette di identificare ciò che risuona in noi e che può risuonare con il mercato, in qualche modo ci dà una missione di vita.

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Parlo di missione perché il nostro lavoro, alla fine, ha molto a che fare con la nostra missione di vita.

Passiamo la maggior parte del nostro tempo a lavorare e quindi dobbiamo trovare e fare qualcosa che ci stimoli, che ci dia un senso di missione, che ci faccia scendere dal letto la mattina pieni di energia.

Qualcosa che ci permetta di lavorare in ciò che crediamo veramente.

Ci deve dare soddisfazione, interesse e deve essere in linea con la missione del mercato, così che possa esserci ovviamente un aumento delle probabilità di successo e di fama.

Le persone si interesseranno più facilmente a noi e i diversi player che stanno nel mercato si accorgeranno di noi più facilmente.

Ma fai bene attenzione: la nostra missione deve essere condivisa tra ciò di cui il mondo ha bisogno e ciò che amiamo fare, perché se la missione diventa solo andare nella direzione dei bisogni del mercato, non è più una vera missione.

È così che raggiungiamo la strada dell’eccellenza.

E la strada dell’eccellenza è sempre, sempre, sempre libera.

2. Passione

La seconda intersezione vitale si trova tra ciò che ami e ciò in cui sei bravo: la passione.

La passione è dannatamente importante, perché provare passione ci permette di lavorare più duramente facendo meno fatica.

Ci permette di lavorare di più ottenendo più risultati, dove altri che non sono appassionati arrancano e ci mettono meno impegno.

Ci mettono meno eccellenza.

E la passione è un catalizzatore dell’eccellenza.

Pensa ai più grandi imprenditori al mondo: da Richard Branson a Steve Jobs a Elon Musk e tanti altri ancora.

Di cosa parlano? Di passione.

Perché quando provi passione non ti costa fare ciò che fai e diventi più bravo/a di tutti e ci metti più impegno, ma ti costa meno.

Ed è un fattore critico di successo incredibile.

3. Vocazione

La terza intersezione vitale la troviamo tra ciò di cui ha bisogno il mondo e ciò per cui possiamo essere (altamente) pagati: una vocazione.

Che cosa significa avere una vocazione?

Significa avere in qualche modo la possibilità di perseguire qualcosa di cui il mondo ha bisogno, ma in un contesto dove effettivamente abbia senso essere pagati.

È la nostra finestra d’opportunità, è dove dobbiamo tuffarci e darci da fare.

4. Professione

La quarta e ultima intersezione vitale la troviamo tra ciò per cui siamo bravi e ciò per cui possiamo essere potenzialmente pagati: una professione.

In questo caso, beh, possiamo avere un lavoro.

Ma avere un lavoro non significa di conseguenza essere felice, non significa avere passione, non significa avere una missione o una vocazione.

Per svelare il nostro ikigai dobbiamo sentirci allineati con tutte e quattro le intersezioni vitali.

Dobbiamo sentirci allineati con ciò che vuole il mercato, con ciò per cui possiamo essere pagati, con ciò per cui siamo bravi e con ciò che amiamo fare.

E c’è una differenza tra tutte queste cose, perché non è detto che ciò che amiamo fare in qualche modo ci dia la possibilità di essere pagati.

Perché magari ami giocare alla play, ma quello non è qualcosa per cui puoi essere pagato, a meno che tu non sia dannatamente bravo a farlo e il mercato non abbia estremamente bisogno di un gamer valido.

E allora cosa dobbiamo fare?

Dobbiamo avere passione e missione, perché se abbiamo questi due elementi fondamentali e poi aggiungiamo anche una vocazione e un lavoro, allora ecco che si sviluppa l’ikigai.

Dove ti porta la ricerca della tua Ragione di Vita

Quando raggiungiamo l’ikigai in qualche modo abbiamo proprio la sensazione di fare qualcosa di sensato nella vita.

Saremo in grado di rispondere a queste domande:

Che cosa voglio fare nella vita?

Che senso ha la mia vita?

L’ikigai è qualcosa che ci dà eccellenza, un’eccellenza di cui andare fieri e che ci riempie di orgoglio.

È la capacità di fare ogni giorno qualcosa che ci permetta di esprimere noi stessi, di migliorare, di perseguire e ottenere un risultato che sia sì economico ma anche di soddisfazione.

Tutto questo fa sì che i grandi imprenditori escano dal letto la mattina e abbiano un desiderio sfrenato di andare a lavorare.

Pensate a tutte quelle persone che hanno milioni di euro in banca, ma che ogni giorno continuano ad andare a lavoro con immenso entusiasmo.

E magari noi penseremmo che se li avessimo noi non faremmo più niente nella vita.

Ma la verità è che quando riesci a sviluppare il tuo ikigai, quando fai qualcosa per cui provi passione e per cui ti diverti, lo fai ogni giorno perché lo vuoi fare e non perché lo devi fare.

E tutto questo è vero per i grandi imprenditori miliardari, ma è vero anche per il singolo freelancer o per il dipendente che è felice di lavorare in un’azienda che condivide i suoi stessi valori.

Ma ciò è possibile solamente se sappiamo qual è il nostro ikigai e soprattutto solamente se andiamo nella direzione congrua a quella che è la direzione del mercato e quella che è la direzione del nostro cuore.

Il lavoro da svolgere è sicuramente profondo e importante, ma se non sai da dove partire lascia che ti dia un suggerimento: entra a far parte di Marketers Pro.

All’interno troverai centinaia di persone che proprio come te stanno ricercando la loro strada, o magari alcuni l’hanno già trovata e potrai leggere le loro storie.

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Che cos’è Marketers Pro?

È la community Premium di Marketers che oltre a permetterti di conoscere esperti marketer o aspiranti tali, ti offre formazione, masterclass di approfondimento e un supporto da parte dei docenti della Family.

E se invece vuoi scoprire quanti e quali sbocchi professionali sono a tua disposizione nel mondo digitale, ti aspetto al Marketers World: l’evento più atteso da imprenditori digitali, creator, freelance o aspiranti tali

Vieni, ottieni strategie, stringi nuove amicizie e acquisisci nuove competenze.

Un abbraccio,

Dario

Cose che non puoi perderti:

  1. Iscriviti alla Community di Marketers. È la nostra scuola online pensata per chiunque desideri intraprendere una carriera nel mercato digitale.

  2. Vieni al Marketers World, l’evento che organizziamo per aiutarti ad impostare un cambio di vita, intraprendere una carriera digitale o accelerare le tue competenze di marketing e business.

  3. Iscriviti alla mia Newsletter. Ogni settimana ti invierò riflessioni, strumenti o strategie che mi hanno aiutato nel corso della mia carriera nel mercato digitale.

  4. Scopri Business Genetics: si tratta del mio corso dove ti insegno il mio lavoro. È perfetto se hai un business da crescere, se hai un’agenzia da scalare o se desideri lavorare nel Marketing Digitale.
Dario Vignali

Ciao sono Dario! Ho fondato Marketers e altre aziende digitali mentre viaggiavo per il mondo.

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