medium italiaIn questo post vi offro la mia recensione personale a riguardo di Medium.com, il nuovo social media di Twitter di cui tanto vi ho parlato. Ti invito a leggere l’articolo direttamente dal mio profilo medium.

Un po’ come il primo uomo sulla Luna,

uno dei primi Italiani su Medium.com.

Lo ammetto, sono piuttosto emozionato.

Sono fatto così. Appena so che sta per uscire la nuova “chicca” del momento mi entusiasmo a tal punto da controllare in modo ossessivo la sua data di uscita.

Con Medium era da mesi che andavo avanti: mi collegavo a medium.com giornalmente nella speranza che mi concedessero finalmente la prova del servizio.

Di che cos’è Medium ne avevo già parlato qui, ovviamente senza saperne poi così tanto.

Oggi, Martedì 16 Aprile, lo provo per la prima volta: un po’ per me, un po’ per voi.

Medium a prima vista

Ci tengo a precisare che quello che sto scrivendo è frutto dei miei primi 20 minuti di navigazione su questa nuova piattaforma

Come definire Medium?

Medium non è altro che l’ennesimo social-media, ma con la particolarità di essere dedicato al mondo dei blogger e di chi di scrittura se ne intende.

La sua organizzazione e le sue funzioni sono incredibilmente identiche a quelle di Pinterest, unica eccezione la fanno i contenuti, che sono prettamente testuali (o fotografici).

Le Collections

Al centro dell’universo ci siete sempre voi, con il vostro profilo.

Da questo partono tanti rami, le cosidette “Collections”, che come funzionamento sono identiche alle famigerate board di Pinterest, tanto per comprenderci!

recensione medium.com twitter

Nell’immagine potete vedere un esempio di collections.

Le Collections del vostro profilo le potete coltivare voi, con i vostri soli contenuti, o potete farlo in modo più sociale condividendone la formazione con altri utenti medium: in questo modo chiunque potrà pubblicare nuovi post nella vostra collection.

Inutile dirvi che, se invitati, anche voi potrete partecipare alla pubblicazione di nuovi articoli in collections aperte.

Per farvi un esempio questo primo post fa parte della collection “Medium Italia”, collection che ho reso aperta in modo che chiunque ne possa approfittare per pubblicare il suo primo post e avere visibilità nella community Italiana.

Attraverso le collections vi è la possibilità di farsi notare e trovare nuovi lettori.

Ma sopratutto attraverso queste si può realizzare qualcosa che sino ad oggi era impensabile per ogni blogger…

…realizzare un “blog” (se così si può definire) pluritematico!

Suona quasi come una bestemmia per noi blogger una tale brutalità.

Regola n°1 in ogni post sul come diventare blogger di successo: mai creare contenuti non pertinenti al tema del tuo blog, cura solo la tua passione primaria e rendila una fonte seria e professionale.

Probabilmente da oggi dovrete rimuovere queste convinzioni dal vostro modo di vedere la rete.

Su Medium – con le collections – potrete parlare di ciò che volete: dedicate una collections al vostro lavoro, una al giardinaggio, l’altra alla crescita professionale. I vostri utenti seguiranno solo le collections che gli interessano.

L’editor, il design, l’user experience

Medium è come lo vedi, non c’è nient’altro.

Non è come un CMS simil wordpress con una dashboard completa, o un editor di testo ricco di settari.

Vedi-ciò-che-scrivi!

Questa è la filosofia di Medium.

Comunque sia l’effetto è sorprendente: una leggibilità del font più che rara e un design minimale capace di dare risalto al contenuto degno di Steve Jobs.

Trovate qui sotto lo screen di ciò che vedo io mentre scrivo questo articolo:

Qualche tecnicismo

Un consiglio a tutti i masticatori di SEO:

mettetevi il cuore in pace.

Proprio così, non vi è ancora modo di sapere come saranno trattati da Google i contenuti postati su Medium.com .

Medium supporta le statistiche, che sono già integrate negli strumenti offerti all’utente (Nulla di paragonabile a Google Analytics)

Con medium non è possibile modificare il design del profilo o inserire widget di qualsiasi tipo: tutto è incentrato sulla qualità dei contenuti.

Medium.com è il miglior amico per chi, come me, apprezza i valori del content marketing.

Qual’è il futuro del blogging

E’ evidente come l’uscita di Medium lasci immaginare un panorama nel mondo dei blogger piuttosto diverso da quello attuale.

Sicuramente se una società importante e benvista nel web come Twitter si è lanciata in un progetto di questo tipo è perché ha intravisto qualche possibile scenario futuro per medium.com

Avevo già fatto qualche considerazione sull’evoluzione del blogging dopo l’avvento dei social media e della microinformazione.

E’ ovvio che una piattaforma come Medium, supportata da un socialnetwork come Twitter potrebbe riscuotere un grosso successo:

ma siamo in grado di abbandonare il nostro blog o sito personale per buttarci su un social network che potrebbe chiudere da un giorno all’altro mandando in fumo anni di SEO sul nostro blog precedente e vanificare ogni impegno di costruzione di una community?

La mia risposta personale

Ok, faccio fatica alle parole che sto per dirvi.

Nel blogging sono ancora un tradizionalista: due colonne, widget nella sidebar, newsletter per i lettori, tag e categorie.

Però mi sto anche rendendo conto di come stia cambiando in breve tempo il panorama e di quale sia la migliore soluzione per rimanere al passo coi tempi.

Volete sapere come vedo il futuro dei blogger?

Contenuti in valigia e continuo movimento!

Non sarà più il nome del tuo blog a contare, ma ciò che scrivi.

La google authorship farà da padrona dell’informazione e i vostri lettori affezionati vi seguiranno ovunque scriviate tramite la condivisione dei vostri contenuti sui profili dei social media.

Se saremo furbi cercheremo di convincere il flusso di persone che ci seguono ad iscriversi alla nostra newsletter cosicché – ovunque andremo – saranno sempre in grado di trovare i nostri contenuti.

Il SEO?

Addio.

Queste sono le mie personali considerazioni.

Sono curioso di sapere le vostre.

Dario

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  • Luca Vivan

    Dario, da blogger ed utente di Medium, mi trovi molto d’accordo. Quello che dici ricalca la mia filosofia attuale, quella di scrivere su varie piattaforme e anche per altri, piuttosto di replicare un blog su questo e quello (trave, food, ecc..) di cui la rete è stra piena. Sono anche felice di pensare, come persone a cui piace curare quello che scrive, che sarà più importante il contenuto che il SEO.

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