social media personal branding business

Detto da uno che ne fa largo uso sembrerebbe ipocrita come affermazione e, difatti, il titolo era volutamente provocativo. Allo stesso tempo devo confessarvi che c’è del vero in queste parole, non credete?

Con la nascita dei social media, di twitter in particolar modo, ci siamo trovati a fronteggiare un’evoluzione nell’ambito della divulgazione dell’informazione e del blogging: sempre meno blog, sempre più account twitter, e quindi sempre meno contenuti di qualità in favore della velocità a cui viaggia la microinformazione.

Per quanto sia vero che la microinformazione sia oramai alla base del sistema comunicativo di internet, rimango dell’idea che alle fondamenta di questo sistema vi siano ancora i contenuti di qualità.

Per essere chiari possiamo distinguere gli utenti del web in due categorie: i creatori di contenuti, ossia coloro che alimentano sul web il fuoco ardente delle passioni e delle notizie di qualità, e i distributori – che, come in una vera azienda,  riescono a trarre i loro profitti dalla semplice condivisione dei contenuti altrui.

Sono il primo ad essere consapevole che oggi basta un account twitter, qualche strumento di analisi e un sistema di condivisione automatica dei contenuti per far schizzare alle stelle la nostra audience sui social media. Ma questo non ci da il diritto di presentarci, nella nostra headline di twitter, come esperti di personal branding.

Tutto ciò che è social è nato dalla condivisione, e la condivisione ha come oggetto principale i contenuti: non vi sarebbe microinformazione senza un’informazione primaria.

Credo ancora nella meritocrazia, e trovo che un blog ben strutturato, con contenuti di qualità, sia un sinonimo di competenza – molto di più di quanto lo siano 100.000 followers su twitter.

Il content marketing, e gli stessi contenuti, sono gli strumenti di lavoro che stanno alla base del personal branding: è inutile fare personal branding se non abbiamo un prodotto da pubblicizzare e, in primo luogo, quel prodotto sono le nostre competenze personali.

Per questo mi sento di lasciare un consiglio a tutti: se pensate di avere buone competenze, e volete fare personal branding di voi stessi, aprite un blog.

Scrivete di voi stessi, delle vostre esperienze, delle vostre conoscenze. Fregatevene di dare titoli commerciali ai vostri post per renderli più visibili ai motori di ricerca, state parlando di voi. Lasciate che il vostro blog vi racconti, che i vostri lettori si sentano vicini alla vostra persona: uno dei punti di forza dei blog personali è, appunto, di essere personali.

Smettete di vivere in ansia vedendo il blog come un impegno,  smettete di cercare di stare al passo di altri blog o magazine che pubblicano numerosi articoli al giorno. Allora, forse, riuscirete  a essere costanti nel vostro impegno, e non rischierete di abbandonare il vostro blog, come molti altri hanno già fatto.

Il blog è uno strumento personale e, per questo – in termini di personal branding – deve essere utilizzato per condividere le proprie competenze ed esperienze, in modo da instaurare un rapporto con i propri lettori, creare una community attorno ai propri interessi e ampliare il proprio network di possibili clienti.

Voi cosa ne pensate? siete ancora tradizionalisti come me, o credete che nel futuro viaggeremo solo sull’onda della microinformazione? Mi piacerebbe sapere la vostra opinione.

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  • Da pochissimo mi sono affacciato al modo del web, quasi sconosciuto fino a poco fa, ma ritengo, rispondendo alla tua domanda, di essere tradizionalista come te. Ritengo che la microinformazione stimola l'”essenzialismo” e la fantasia (come il titolo del tuo post, per esempio). E’ implicito che nel retroscena ci devono essere dei contenuti di valore.

      • fiorenzo

        Ciao Dario, bravo e sentiti complimenti.
        Io ho un sito e vendo video formazione, in questi giorni con il rinnovo del sito mi balena una domanda nella testa che è ! meglio un form come aWeber che ho io attualmente, oppure un modulo di iscrizione per la creazione di un account? Girando in internet trovo sempre più blog e siti che creano account per le liste, piuttosto che un semplice form !
        quale è il tuo punto di vista ?

  • Non sai quanto mi ci ritrovo nelle tue parole.

    • Bhe diciamo che la qualità dell’informazione va di pari passo alla sua condivisione non credi?

      • Ovviamente Donald :-) Ma credo anche che la qualità dell’informazione potrebbe esistere senza condivisione ma la condivisione senza la qualità dell’informazione assolutamente no!

    • Alessandro Fregni

      La questione dell’approfondimento è cruciale. Non vi pare che il tweet in una foresta sia come una foglia autunnale caduta in strada?

      • Ciao alessandro.

        Ma l’aspetto importante che rimane costante è che il tweet sia caduto o meno da un bellissimo albero ;-)

    • L’articolo cade a fagiolo, Giovedì discuto la mia tesi di laurea proprio sul personal branding. Le tue parole suonano molto familiari per me, che mi appassiono ma che non arriverò mai a considerarmi una professionista. Sono profondamente e totalmente d’accordo con te Dario, non c’è nessun male a condividere condividere condividere, ma se si punta a voler essere una “marca star” bisogna CREARE! Creare per comunicare la propria essenza profonda e condividerla con il proprio seguito.
      Buon Lavoro a tutti ;)

      • Beh Angela,
        mi scuso per il ritardo. Mi auguro sia andata bene!! ;-)

    • sante parole

    • Mi schiero apertamente con te! Inizialmente mi sono fatta prendere dall’ansia di scrivere e scrivere e scrivere ancora…per poi rischiar di parlare del nulla o del già detto! Adesso scrivo se ho dei contenuti che penso possano essere interessanti e se voglio dare una mia opinione personale su un tema, fatto o opinione. Faccio bene? Faccio male? Non mi pongo queste domande ma credo che sia meglio scrivere per comunicare e non per copiare qualcun’altro ;)

      Ho il mio stile, cerco di mantenerlo e curarlo ma non voglio farmi venire l’ansia da social…

      • Giustissimo. Avere un proprio modo di scrivere e un proprio stile è assolutamente necessario.

        Per quanto mi riguarda il blog è un portfolio delle mie competenze ;-)

        Comunque io voto SI: FAI BENE!

    • Credo che sia giusto segnalare altri contenuti.

      Purtroppo un tempo i blog si facevano forza l’un l’altro citando i contenuti e le fonti.

      Oggi è tutto un “copia ma non citare”.

      Stiamo diventando piuttosto antipatici! ;-)

      “Lavorare 14 ore al giorno per riuscire a vivere (o sopravvivere) non nobilita affatto l’animo umano nè la nostra vita; neanche il denaro che qualcuno può riuscire a trarre da tutta questa quantità di lavoro può nobilitare; anzi, spesso è l’elemento che dirotta di continuo la nostra esistenza e le nostre scelte…”

      Sagge parole

    • Alberto Buscicchio

      Visto che ci chiedi cosa ne pensiamo, ti dirò la mia! Proprio poche settimane fa, prima di aprire il mio blog, discutevo con un’amica del perché aprirlo, invece di limitarmi ad una pagina facebook: perché penso che i social media siano inadatti ad esprimere appieno le proprie passioni, li vedo come dei semplici “distributori”, come dici tu, sui quali crearti un seguito da indirizzare però sul proprio blog, che è la vera espressione della nostra personalità. Alla fine ho optato per il blog, e grazie a te ho capito di aver fatto la scelta giusta!
      Nonostante la mia inesperienza mi faccia capire che ho ancora tanto (ma proprio tanto)da imparare, anche il solo fatto di averci visto giusto su quest’argomento mi motiva ad andare avanti…
      Continua così, sei davvero in gamba! Ora basta però con gli elogi eheh :-)

    • PAOLA

      PERCHé NON COMMENTARE? hO LETTO CIò CHE DICI, COME GIORNALISTA SONO IN PIENO ACCORDO CON TE MA SEMPRE COME GIORNALISTA VEDO TROPPO OTTIMISMO, “TUTTOFACILEDAICREDIMI””. PERò SCRIVI DA DIO. ABITUATA ALLA SINTESI DA CRONACA NERA (MA TRATTO TECNOLOGIE, ECONOMIA E FINANZA DELLE TECNOLOGIE) MI DICONO IN TANTI PERCHè NON FAI UN TUO BLOG? mANCANO TEMPO, FIDUCIA, VOGLIA FORSE. PERò PERò SEI UN PERSUASORE INNATO…VOGLIO PROVARE.
      aH, SI, HO AVUTO NUMEROSE CONTROPROVE DI UNA MIA ECCELLENTE CAPACITà DI COMUNICARE IN AUDIO, VIDEO E NON SOLO CON I TESTI…VEDIAMO SE FARE UN BLO DI SUCCESSO DAVVERO è POSSIBNILE E NON è DIFFICILISSIMO…

      • Ciao Paola,

        il primo passo da fare è conoscere la netiquette, in particolare scrivere in maiuscolo nel web significa “gridare”. Il consiglio è che se vuoi avere un identità nel web, il primo passo è avere un blog, i consigli di Dario fanno scuola.

    • condivido in pieno !

    • Ewa Aleksandra Wieczorek

      Bravo Dario! Condivido il tuo punto di vista. Sto per aprire un mio blog e sto imparando tantissimo da te, grazie :) Sarà il primo e spero di farcela. Buona continuazione!

    • Rossella

      Ciao Davide, ti ho scoperto solo oggi e mi piace quello che dici. Ho iniziato a scrivere un blog da circa 3 mesi, cerco di rispettare il mio stile e parlare solo di quello che mi piace, pero’ non nascondo che vorrei mi seguissero in tanti.Ho notato invece che, nonostante abbia un numero decente di visualizzazioni, solo pochissimi commentano o manifestano interesse, questo mi fa pensare che i miei post non piacciono. Cosa dovrei fare? come faccio a intepretare i desideri dei potenazili lettori senza snaturarmi?

      • Chi è Davide???

        Il giorno ven 20 nov 2015 alle ore 12:01 Disqus ha scritto:

    • Raffaella Farina

      ciao Dario, sono tornata a leggere il tuo blog dopo aver fatto un giro non troppo lungo e devo dire che sono effettivamente attratta dal modo in cui scrivi! quello che noto è che c’è tecnica nel tuo stile ma tra le righe si avverte anche la passione che rende i tuoi contenuti veramente vibranti. Quel che mi piace sopratutto è che sei concreto e suggerisci strumenti utili proponendoli con una grande semplicità. In genere non faccio commenti positivi ma questo me l’hai proprio strappato ;-)

    • Alessandra

      Con questo articolo mi rincuori, è davvero dura stare dietro a tutti questi social…e ti porta via tantissimo tempo.. preferisco scrivere… Che avere 100.000 contatti su twitter

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