personal branding

In questa guida scoprirai come fare personal branding. Vedremo assieme le migliori strategie per imparare a vendersi online e creare un immagine di sé che spacchi. Parleremo di Personal Brand, Copywriting, Vlogging, Video, Instagram ed Email Marketing. Risultati assicurati ;-)

Sei pronto? Si Comincia!

Cavalese, Val di Fiemme, Ore diciotto e ventidue, 8 Gennaio 2017.

Sto chiudendo le ultime slide per il mio prossimo discorso presso una delle sedi di una delle maggiori multinazionali al mondo.

Mi fa sorridere il fatto che negli ultimi 5 mesi io sia stato rimbalzato come speaker dal palco di una conferenza all’altra.

Proprio io che non ho una laurea o una certificazione per quel che racconto. Io che ancora non ho finito l’università e che mai ho seguito un solo corso di digital marketing dal vivo.

Come ci sono arrivato?

Grazie al mio personal brand.

Ed è proprio questo di cui parlerò durante questa giornata di formazione…

Personal Branding.

Vorrei parlarne anche qua sul blog con questo breve articolo.

Lo faccio perché credo che il Personal Branding possa stravolgere la vita di ognuno di noianche la tua che mi stai leggendo.

Dovrebbe essere LA DISCIPLINA del 2017.

Se c’è qualcosa che – in ambito business – possa generare risultati simili alla pillola del film “limitless”, è proprio la capacità di “impachettare” le proprie competenze in un personal brand efficace.

Un tempo solo gli uomini di potere avevano la possibilità di trasportare la propria immagine all’interno dei programmi televisivi. In pochi potevano permettersi di apparire sui diversi media nazionali o internazionali.

Le armi “segrete” che garantivano un immagine di successo e una forte comunicazione erano riservate solamente a loro.

Non tanto perché fossero realmente segrete, ma proprio perché il resto delle persone mai avrebbero avuto la possibilità di esibirsi o esporsi a un pubblico composto da milioni di persone.

Internet ha drammaticamente cambiato le regole del gioco.

Oggi chiunque abbia un messaggio abbastanza forte da diffondere e un tipo di comunicazione con i contro-cazzi può arrivare a raggiungere migliaia o centinaia di migliaia persone.

Basti pensare che e i diversi siti dei progetti associati negli ultimi 24 mesi hanno raggiunto milioni di visitatori unici.

Avere un personal brand capace di definirci ed elevarci è diventata una priorità.

Oggi vorrei spiegarvi almeno le basi di quella che potrebbe essere definita “una strategia avanzata di personal branding”.

Partiamo subito.

Cos’è il Personal Branding e a cosa serve?

Lasciamo a wikipedia la definizione del significato di personal branding.

Io vorrei invece raccontarti quella che è la mia idea di questa disciplina.

A mio avviso il Personal Branding non è altro che la capacità di “vendere noi stessi” e creare empatia con gli altri.

Proprio così, empatia. È su questo che si basa il marketing. E il Personal Branding non è altro che l’effetto di un marketing efficace applicato alla nostra persona.

Ci siamo noi con i nostri valori, la nostra storia, le nostre scelte, le nostre ambizioni, le nostre capacità e competenze.

E poi ci sono loro: le persone che ci scoprono per la prima volta, quelle che invece appartengono alla nostra vita, quelle che ci seguono per qualche strano motivo e quelle che ancora non sanno che esistiamo.

La magia comincia lì. Nell’insieme d’intersezione, quando noi pensiamo, possediamo, raccontiamo, desideriamo le stesse cose che il nostro pubblico pensa e desidera.

Personal Branding e condivisione

Il Personal Brand comincia dalla condivisione. È un gioco di menti, di stima, di invidia, di rispetto, di ambizione.

Frasi come “Vorrei avere la vita di quella quella persona”, “Vorrei Assumere quel professionista”, “Vorrei lavorare con quell’imprenditore” sono conseguenza di un Personal Branding efficace.

In questo stesso momento qualcuno sta visitando il mio blog e sta pensando qualcosa di simile.

Proprio per questo mi riferisco al Personal Branding come ad un asset autonomo capace di generare interesse verso la tua persona in maniera automatica e passiva.

Non siamo noi a vendere il nostro personal branding ma è il nostro personal branding a vendere noi stessi.

Ma come si fa Personal Branding?

Serve una piattaforma.

Mi piace riferirmi alla piattaforma come ad un’estensione virtuale della nostra persona.

Intendo qualsiasi canale capace di raccontare i nostri valori, la nostra storia e le nostre competenze.

Un profilo social, un blog, un podcast, un canale youtube sono tutti ottimi esempi di piattaforma.

La Piattaforma diffonde i nostri valori e raccoglie un’audience attorno ad essi.

Lo fa 24h su 24, anche mentre dormiamo, lavoriamo o ci stiamo semplicemente rilassando su una spiaggia.

Quando ero un ragazzino ero piuttosto bravo a vincere a Monopoli.

Non era poi così difficile. Bastava acquistare i terreni prima che lo facessero gli altri.

Gli amici finivano per passare sopra alle nostre proprietà e a doverci pagare i tributi.

Con quei soldi costruivamo quindi le case e gli hotel necessari a vincere la partita.

Se ci pensi bene, sul web non è troppo diverso.

Ogni nuovo contenuto che pubblichiamo è un investimento immobiliare.

Lo creiamo e lo posizioniamo sul mercato del web.

Le persone, come a monopoli, prima o poi ci passano sopra.E ci pagano pure!

Come? Con il loro tempo, la loro attenzione, il loro interesse.

Noi invece ne guadagnamo in termini di Personal Branding.

È proprio a questo punto che le persone entrano in quello che definisco “Funnel di Personal Branding”.

La Mia Strategia: Il Funnel di Personal Branding.

Personal Branding definizione

Il funnel personal branding è un “percorso” di consapevolezza dove l’utente, leggendo i nostri contenuti, prende confidenza con la nostra persona e il nostro modo di pensare.

Man mano che le persone scendono nel nostro funnel, la relazione che costruiscono con il nostro personal brand si trasforma.

Si passa da uno stadio di prima conoscenza, ad uno di consapevolezza a quello di empatia.

Ad ogni stadio corrispondono contenuti diversi tra loro.

Difficilmente potremo proporre un post del nostro blog di 5000 parole ad una persona che non ci conosce.

(a meno che il nostro Personal Branding non sia estremamente efficace)

I micro contenuti, come immagini, aforismi, brevi post su Facebook rappresentano quindi una prima occasione di contatto.

Hanno il ruolo di dimostrare il nostro valore, i nostri ideali e i nostri risultati.

L’obiettivo? Generare hype, interesse e curiosità nei nostri confronti.

Solamente così potremo far si che le persone si interessino maggiormente ed entrino in una fase più “profonda” del nostro funnel.

Un esempio di micro-contenuto è questo mio post sul viaggio.

 

Personal Branding esempi

Un piccolo post capace di far riflettere tante persone. Un post che crea scalpore.

Con 5 euro di promozione, 120.000 persone raggiunte su una pagina di 50.000 like. Più di 100 condivisioni e migliaia di like.

A proposito di post di viaggio…

Devi sapere che molte persone mi scoprono su Facebook grazie alle foto o agli aforismi di viaggio che pubblico.

La domanda sorge spontanea: “Che lavoro fa Dario per essere sempre in giro per il mondo?

A quel punto cominciano a leggere qualche post in lungo e in largo sul mio blog, capendoci ben poco.

Abbandoneranno quindi il mio blog, ma non prima di aver lasciato la loro email per ottenere i contenuti premium e il mio piccolo report per costruire il loro business online.

Il report è pensato apposta per essere comprensibile a tutti!

È qui che comincia il bello ed entra in gioco il mio strumento preferito: l’email marketing.

Le persone cominciano a ricevere quella che è la mia Soap Opera Sequence.

La Soap Opera Sequence non è altro che una sequenza (automatica) di email che la persona riceve di giorno in giorno.

Questa strategia prende il nome dalle serie televisive Americane perché incarna al suo interno gli stessi principi di Marketing adottate dai registi.

È molto semplice: ogni email apre un loop, un racconto, che si chiude nella mail successiva.

Come fare personal branding

Al termine dell’email, l’hype del racconto è talmente alto che la persona non vede l’ora di aprire e leggere quella del giorno successivo.

La Soap Opera Sequence, o SOS, non ha l’obiettivo di vendere.

Ha il compito di raccontare una storia, la tua storia.

Il goal è quello di far si che la persona si cali nei tuoi panni, entri in sintonia con te, con la tua storia e con il tuo modo di vedere le cose.

Deve avere quasi la sensazione di conoscerti intimamente!

Una Soap Opera che funziona è capace di creare una grande relazione empatia nei nostri confronti nella mente di chi la segue.

Nel 2016 internet ci permette di conoscere talmente tanto riguardo a qualsiasi cosa che diventa quasi difficile, su piano psicologico, acquistare qualcosa che non conosciamo da chi non conosciamo.

Prima di vendere, diventa quindi essenziale farsi conoscere.

La Soap Opera Sequence è lo strumento perfetto.

Se non sei iscritto alla mia newsletter e vuoi iscriverti e ricevere la mia soap opera sequence fai click qui.

Qui invece trovi 3 fantastiche guide che ho scritto sull’email marketing:

• Guida 1: Creare una Newsletter di successo [guida definitiva] + BONUS: guadagnare 16.000 euro in una settimana.

• Guida 2: Direct Email Marketing: la guida definitiva per guadagnare con una Newsletter

Ah, prima di continuare ti chiedo un favore. Questo post ha richiesto ore, settimane del mio tempo per essere scritto. Che ne dici di farmi un grande piacere e far click su +1?

A te costa un secondo del tuo tempo, per me è fonte di grande felicità! ;-)

Torniamo ora a parlare della tua piattaforma.

Come ti dicevo ogni canale sociale può spesso diventare un’ottima piattaforma di Personal Branding.

Basti guardare a quanti influencer hanno raggiunto un grande successo grazie ad instagram.

Sai però cos’hanno in comune Kayla Itsines, Fedez, Chiara Ferragni, Ella Mills, Mariano Di Vaio e tutti gli influencers di questa terra?

Possiedono un sito web.

Proprio così.

Arriva un momento nella vita dell’artista dove la sua agenzia di management lo obbliga ad aprire un blog o sito web.

Il motivo è semplice: il blog è motore centrale del loro business online.

Grazie ad un blog o sito web puoi vendere i tuoi servizi, i tuoi prodotti, la tua capsule collection, la partecipazione ai tuoi concerti o l’accesso alla tua community privata.

No blog no money, bitches!

(Ho spiegato qua come creare il tuo)

Per quanto mi riguarda, il tuo dominio personale rappresenta l’asset più importante della tua strategia di personal branding.

Come abbiamo raccontato in Career Acceleratorci sono paesi del mondo dove nemmeno si viene assunti se non si possiede un sito web personale.

Non importa che tu abbia un podcast o un canale youtube.

È necessario avere un proprio sito web o blog che sia.

Il motivo principale è che un blog garantisce i 5 elementi necessari per fare Personal Branding.

In ordine:

  1. Raccoglie un Audience
  2. Offre una chiara visione della tua USP
  3. Garantisce una Visual Identity personalizzata
  4. Mostra i tuoi risultati
  5. Evidenzia i Testimonials

Un Blog ha la grande capacità di tenere la tua audience all’interno del tuo “mondo”.

Questo ti garantirà statistiche, dati e analytics superiori a qualunque insight ti possa fornire una piattaforma video o di social networking.

E, lascia che te lo dica, i dati valgono più di qualsiasi cosa.

Grazie al tuo blog potrai infatti:

• realizzare sondaggi come questo per segmentare il tuo pubblico

• per poi potergli offrire un prodotto che rispecchi le sue necessità

• inviandogli offerte personalizzate grazie alla tua strategia di email marketing

A dire il vero questo è niente in confronto a quello che puoi fare con un blog.

Voglio dire, ti permette anche di avere il TUO design personalizzato.

Un design con i contro-coglioni non è cosa da poco. 

È capace di esprimere al meglio la tua Unique Selling Proposition, ed è uno degli elementi più importanti del tuo personal brand.

Cos’è la Unique Selling Proposition?

La USP della tua persona, in termini di personal branding, è una frase che deve rendere subito chiaro all’utente quale sia la tua missione e il tuo posizionamento.

Chi Sei. Cosa Fai. Perché diamine la gente dovrebbe seguirti.

Poco tempo fa io e il mio amico Marco abbiamo fatto la review di più di 100 siti web per lo sviluppo di un nuovo corso.

Molti siti erano anche fatti piuttosto bene ma, il 99% di questi, presentavano un errore in comune.

La loro USP era completamente assente.

Ai giorni nostri, dove un utente non spende più di 3 secondi nella costruzione di un giudizio relativo ad un sito web, diventa estremamente importante avere una USP ben in evidenza.

Nel mio caso la mia USP è la prima cosa che una persona vede quando entra su .

Si trova al di sopra della “main CallToAction” e recita “Guadagnare con le proprie Passioni, Viaggiare il Mondo, Vivere alla Grande”.

Il personal brand

Il personal brand comincia dalla USP

Questo è il mio ruolo nel web Italiano. È quel che faccio ed è ciò che deve interessare al mio utente target.

Cazzo, vedo centinaia di persone parlare di Unique Selling Proposition sui loro blog di Marketing e nessuno che la utilizzi a dovere!

Anche la Visual Identity è parte integrante del tuo Personal Branding.

i-colori-del-personal-branding

I colori sono parte del marketing. La scelta di una paletta di colori può determinare diverse emozioni nella mente di chi ti segue.

Non solo. Le persone ti ricorderanno per i tuoi colori, il tuo logo e le tue scelte stilistiche.

Se c’è gente disposta a spendere 30.000€ per un redesign del proprio blog wordpress un motivo c’è.

Dai un’occhiata a ChrisDucker.comredesign wordpress da 15.000$. Ogni colore, elemento grafico o pulsante è stato studiato per convertire e aumentare l’autorevolezza percepita di Chris.

Chi ti dice che l’estetica di un sito web non conta non capisce un cavolo di digital marketing.

Parliamo ora di risultati.

I tuoi risultati stanno al centro della tua strategia di Personal Branding.

Molto spesso le persone non sanno bene che scrivere sul proprio blog.

Io faccio una sola cosa:

In ogni mio post racconto che strategie ho utilizzato per raggiungere un determinato risultato.

In questo modo:

  • Mostro il mio valore e le mie competenze
  • Aiuto le persone ad ottenere risultati simili
  • Ricevo richieste di preventivo da parte di chi desidera ottenere risultati simili ma non ha il tempo di farlo

In questo modo ne beneficiano tutti, soprattutto io.

La cosa che deve essere ben chiara a tutti è che le persone non acquistano un prodotto o una persona sulla base delle loro caratteristiche.

Le persone acquistano un prodotto sulla base dei risultati che vogliono ottenere.

Non vai al super mercato perché desideri la zucchina più bella, grande, con le venature dorate.

No cazzo, vai al super mercato per avere la zucchina che ti possa garantire il piatto di pasta alle zucchine più buono di sempre.

Non assumi la persona che ha il curriculum migliore, assumi la persona che possa portare a termine il lavoro che hai in mente nel minor tempo possibile ottenendo il miglior risultato.

Tutti ambiamo a un risultato.

Poco tempo fa ho acquistato una Macchina fotografica da 4000€ presso un rivenditore di nome Oscar.

Ad un certo punto della conversazione Oscar si è perso per 13 minuti a descrivermi l’avanzata gestione del bilanciamento del bianco della Sony A7RII.

Gli ho messo la mano sulla spalla e gli ho detto:

“Oscar, non mi importa, sul serio. A me basta fare belle foto. Del bilanciamento del bianco non so praticamente niente, come il 90% dei fotografi.”

Noi tutti ambiamo al risultato.

Il punto è questo: mostra i tuoi risultati e ti venderai al meglio.

E non mi sto riferendo all’idea di pubblicare uno stupido portfolio professionale sul tuo sito web.

Ti sto dicendo di raccontare COME hai ottenuto quei risultati.

Altra cosa importante: le testimonianze.

Il fatto che il tuo sito debba mettere in evidenza gli endorsement che le persone ti fanno non penso che sia una novità.

Io ho cominciato quando avevo 17 anni su Twitter. Mettevo like (<3) solamente agli endorsement su di me in modo che la mia schermata “favourite” fosse una bacheca dei miei testimonial.

Rapido e veloce, ma mi ha sempre portato grandi soddisfazioni.

Ancora oggi quel link è nella mia bio di Twitter.

Il punto è che oramai le recensioni sono parte integrante dell’ecosistema in cui viviamo.

Lascia che siano gli altri a posizionarti come leader per un determinato mercato.

L’Aspetto più importante di tutti: fare video.

I contenuti video stanno dominando il mondo della comunicazione.

Viviamo in un epoca dove ognuno di noi può essere una piccola media-company.

Fare video è divenuto un fattore critico di successo.

Io stesso mi facevo qualche problema a mettermi davanti alla videocamera, almeno fino a qualche tempo fa.

Poi, ad una conferenza, conobbi il mio amico Paolo Bacchi.

Paolo è un grandioso Film Maker.

Qualche mese dopo averlo incontrato lo chiamai e gli dissi:

Ehi Paolo, stavo giusto guardando un video di GaryVee. Ma che ne dici se partiamo, andiamo a NewYork, accendi la video-camera e vediamo che ne esce? Io ti pago il viaggio, tu mi insegni a stare in video.

Detto fatto.

Dall’esserci visti una sola volta siamo passati al dormire nello stesso letto a NewYork per una decina di giorni. E poi di nuovo, in Islanda.

 

Paolo Bacchi Film Maker

Che storia la vita.

Il video che ne uscii cambiò drasticamente il mio business.

Durante le 4 settimane successive alla sua pubblicazione fui contattato da testate giornalistiche di ogni genere.

Mi chiedevano se fossi stato interessato ad un intervista e facevano quasi sempre riferimento al mio video girato a NewYork.

Incredibile quanta credibilità possa darti un semplice video.

Non solo. Più volte i miei lettori mi hanno fatto riflettere su quanto, questo video, abbia rafforzato il posizionamento del mio personal brand sul mercato.

Ho pure aggiunto questo stesso video su alcune delle mie sales-page registrando una crescita di diversi punti percentuali in termini di vendite.

Fare video è il miglior modo per amplificare il proprio personal branding.

Non so se lo avete notato, ma Youtube negli ultimi tempi sta tornando in auge.

Persone da tutto il mondo prendono piede ad una nuova moda: raccontare la propria vita con dei vlog (videoblog giornalieri).

Semplici video di 5-10 minuti dove vengono riproposti spezzoni della propria giornata.

Tra i miei preferiti Casey Neistat, Jon Olsson, Mr Ben Brown, Gary Vee. Anche in Italia la moda sta prendendo piede.

Chi diavolo guarda 10 minuti di video di una giornata altrui?

Me lo sono chiesto anche io mentre guardavo il vlog di questo pazzo che si filmava mentre girava per le strade di NewYork sul suo skateboard motorizzato.

Era la prima volta che guardavo un vlog di Casey Nesitat e oggi guardo tutti i video che pubblica.

Posso dirlo? La sua vita è la mia serie tv preferita.

Casey Neistat non ha la minima idea di chi io sia, ma a me sembra di conoscerlo da una vita.

Questo è l’effetto dei vlog applicato al personal branding.

Cazzo, è dannatamente potente, non vi pare?

Seguire le vite delle persone alla lunga ci fa affezionare a loro.

Questo è incredibile.

Ce l’ha insegnato il Grande Fratello anni fa. Il problema è che la gente finiva per seguire le vicessitudini di una casa di scoppiati.

Oggi puoi decidere di seguire e imparare dalle vite di persone estremamente interessanti.

Io stesso ho aperto un canale youtube su cui carico i miei vlog di viaggio. (lo trovi qua)

Certo, girare video come questo non è semplice. Magari nemmeno hai il tempo di imparare a fare i video.

Oppure, molto semplicemente ti vergogni a stare davanti alla fotocamera.

Esiste una soluzione straordinaria, si chiama Instagram Stories (o Snapchat) :p

Pubblicando la tua storia giornaliera su instagram (seguitemi per vedere la mia) ti puoi abituare e allenare a stare davanti alla fotocamera.

Instagram Stories è uno strumento micidiale per fare engagement e creare empatia con il tuo pubblico.

Non ci credi? Guarda questa email di Angelo, uno dei miei lettori più affiatati (grazie Angelo!)

fare-personal-branding-con-le-instagram-stories

Passiamo ora alla tua pagina About.

Poche pagine sono più importanti della pagina About del tuo sito web.

Arriva un momento della vita in cui si apre un sito wordpress e la pagina about è già lì, di default.

Il 99% delle persone si limitano semplicemente a cambiare il testo scrivendo due o tre minchiate.

Magari i propri dati anagrafici oppure, di male in peggio, il proprio curriculum vitae.

Cavolo. La pagina about è la pagina più importante.

Non tutti la guarderanno, ma posso assicurarti che il 99% delle persone che ha acquistato qualcosa da te ha letto la tua pagina about.

Dico davvero, l’about page è la pagina di vendita più efficace del tuo blog o sito web, soprattutto se si parla di Personal Branding.

Ha lo scopo di raccontare te, la tua storia personale e quella professionale.

Ha la magica capacità di creare rapport ed empatia verso chi la legge.

Impegnati. Dedicategli tempo, risorse e buona scrittura.

Un’About Page fatta bene deve lasciare, a chi la legge, la sensazione di conoscerti intimamente.

Deve essere lunga, raccontare la tua storia, avvicinare il lettore al tuo lato umano.

L’about page di Charles Ngo e quella di Chris Ducker sono due grandiosi esempi.

Per finire: il tuo copywriting.

Rimango sempre inorridito quando vedo le persone convincersi che il copywriting sia uno stile di scrittura per creare 1) discorsi formali e grammaticalmente corretti 2) o lettere di vendita aggressive con il solo obiettivo di appioppare qualcosa a qualcuno.

Scordatelo.

Il copy è lo strumento principale per far risuonare il tuo “Tone Of Voice”.

Non ha niente a che vedere con l’aggressività o la formalità.

Anzi, una comunicazione formale è una comunicazione incapace di differenziarti.

Nel 1965 Calvino pubblica su “Il Giorno” un articolo dal titolo “L’antilingua”.

Lo stesso Calvino, nel corpo della pubblicazione, punta il dito contro la lingua dei “colti”.

Una comunicazione formale o professionale non avvicina i tuoi lettori… Li fa scappare a gambe levate!

Anche avere un linguaggio troppo banale è un problema: ti rende banale e annoia il tuo pubblico!

Devi trovare il tuo stile di comunicazione.

Uno stile che sia intrinseco nella tua persona, nei tuoi valori, nei tuoi modi.

Non avere paura a far risuonare fuori quel che ti suona dentro!

Questo è assolutamente importante.

Un tipo di linguaggio personale ti permette di differenziarti, di diventare una voce fuori dal coro da seguire.

Non avere paura di essere te stesso, di essere colorito, di metterci anche qualche parola forte se ti parte da dentro.

E con questo passo e chiudo! :-)

Un Abbraccio,

Dario.

PS: se l’articolo ti è piaciuto e non l’hai ancora fatto che ne dici di fare click su +1? Grazie di cuore, poi ti offro il caffè! ;-)

PS: Sei un imprenditore digitale o aspirante tale?

Nel 2015 ho creato un gruppo segreto di esperti di digital Marketing. Oggi Marketers è il più grande gruppo d’Italia di Imprenditori Digitali. Stiamo approvando nuovi membri!

Scopri i nostri segreti, le nostre strategie e le nostre tecniche per lanciare il tuo business online. Siamo in più di 19.000 membri ed è 100% gratuito! Fai click qui per iscriviti!

  • Ciao Dario, come sempre un ottimo articolo. Sinceramente non sono totalmente d’accordo con il fatto che la cosa più importante siano i video.

    Sicuramente sono sempre più importanti ma credo che siano solo un parte della strategia. Credo che il successo del tuo brand sia più legato ai prodotti che hai creato (con o senza video), al modo unico che hai di scrivere e di fare marketing e chiaramente ai risultati che hai ottenuto, che per inciso, non credo siano dovuti (sopratutto) al video che citi, per quanto sia fatto bene e abbia avuto successo.

    Un saluto e ancora complimenti

    • No, certo. I video non sono l’asset più importante. Non sto dicendo questo.

      Sto dicendo che i video sono uno strumento che non deve mancare nel proprio arsenale di marketing.

      Per me il blogging rimane il mio asset più importante ad esempio! :)

  • Giuseppe

    Ciao Dario cosa ne pensi del non utilizzare il proprio nome originale, ad esempio un nome lievemente alterato? Ti faccio i miei complimenti per i tuoi traguardi.

    • Penso che sia una buona strategia. L’importante è capirne di brand positioning :)

  • Architetto Giuseppe Barra

    Altri personaggi scrivono libri pieni zeppi di bla bla bla mentre tu regali tanti contenuti raccontati con una semplicità tale che pure un bambino può capire. Stima !!!

    • Grazie di cuore Giuseppe! I tuoi commenti rientrano tra quelli che mi regalano più soddisfazioni in assoluto :D

  • Ilenia Bertapelle

    Ciao Dario, un grande grazie per questo articolo che pian piano rileggero’ con calma approfondendo tutti link, sono novizia e inesperta nel settore! Pertanto chiedo se esiste anche qualche tuo articolo dove consigli l’attrezzatura da acquistare per lanciare un blog/business online. Parlo di notebook, pc, fotocamera, smartphone, applicativi software per gestione immagini, video e tanta musica.
    Thanks in advance Dario!
    Ile

    • Grazie di cuore Ilenia! Sul mio account youtube trovi un video dedicato all’attrezzatura :)

  • UAU!

    La domanda più stimolante che mi sia stata posta negli ultimi mesi Alessio!

    Ok, provo a risponderti con (dis)ordine.

    1) Prima di tutto… Non ho cambiato realmente rotta! Nell’ultimo anno ho pubblicato pochi articoli ma mi sono fatto il culo quadro per:

    • lanciare marketers (siamo diventati un’azienda e dopo un solo anno facciamo già consulenza a realtà con fatturati superiori ai 50mln di euro)

    • lavorare al backend del mio business: certo, ho pubblicato poco, ma in un anno abbiamo realizzato più di 10 video-corsi super avanzati (alcuni ancora devono uscire) e ai loro rispettivi funnel (che reputo tra i più professionali sul panorama italiano)

    • specializzarmi nel settore video (piano piano, oltre al pubblicare vlog di viaggio, sto cominciando a pubblicare video relativi al marketing)

    • lanciare marketers.media. Se visiti il sito ti accorgerai che in pochi mesi abbiamo pubblicato tonnellate di contenuti, guide e tanto altro.

    • organizzare eventi dal vivo. Dodici mesi e abbiamo realizzato 4 marketers meetup con alcuni tra i più famosi blogger e affiliate marketer d’Italia in location e luoghi da urlo.

    • strutturare il mio lavoro: fino a 12 mesi fa ero schiavo del mio business. Gestivo in prima persona QUALSIASI cosa. Oggi abbiamo più di 10 collaboratori che gestiscono diversi aspetti del business.

    In via definitiva ho rallentato molto sul front-end per strutturare tutto quello che c’era dietro. Crescere è sempre bello, ma arriva un punto in cui ti senti schiacciato dalle responsabilità. Ahimé ero un ingranaggio del mio stesso business e ho lavorato duramente per tirarmene fuori. Del resto per me l’imprenditore non è altro che una persona che cerca di rendersi inutile all’impresa.

    2) Fino a un anno fa ero un semplice blogger: scrivevo e vendevo. Oggi potrei dire di essermi avventurato verso il mondo imprenditoriale.

    Non è un cambiamento da poco: gestire persone, risorse, uffici, relazioni richiede una buona dose di conoscenze e competenze.

    È stato un anno di sperimentazioni, sbagli, finanziamenti, società disorganizzate. Solamente negli ultimi 2-3 mesi posso dire di aver intrapreso una crescita strutturata.

    Il mio obiettivo era quello di lanciare marketers e, piano piano, stiamo ottenendo grandi risultati.

    Ed è proprio ciò di cui ci occupiamo: marketing, nothing else.

    Dall’esperto di marketing sto viaggiando verso una posizione di “direttore” di un’azienda di marketing, che è ben differente.

    3) Multiposizionamento.

    Riguardo alla tua nota relativa alla mia USP, penso che tu abbia in parte ragione: non è focalizzata verso una nicchia precisa.

    Ma è veramente un problema?

    Guarda Tim Ferriss, Mark Menson, Ramith Sethi e tanti altri.

    Il personal branding, a differenza del branding aziendale, ti permette di raggiungere un multiposizionamento.

    Tim ferriss ha realizzato libri sulla libertà finanziaria, sul body-hacking, sulla cucina e sulla crescita personale.

    Ramith Sethi è partito dalla libertà finanziaria, è arrivato a parlare di digital marketing e ultimamente ha avviato un progetto interessante sulla crescita personale.

    Lo stesso Anthony Robbins è conosciuto per i suoi corsi sulla crescita personale ma in realtà la maggior parte del suo fatturato deriva dalla consulenza B2B e dai suoi corsi di Business Mastery.

    C’è che mi vede come un esperto di marketing, c’è invece ancora più gente che crede che io sia un travel blogger e altri ancora un imprenditore seriale.

    Questo mi permette di avere un immagine pubblica molto più estesa di tanti professionisti tecnici (da te citati) e di avere un accesso più semplice a media, collaborazioni con grandi brand e relazioni su diversi mercati.

    Credo che sia proprio questo personal branding stravagante e multi-potenziale che mi abbia permesso, nel tempo, di raggiungere risultati economici maggiori rispetto alla media dei miei colleghi.

    Il proprio personal branding, se esteso a dovere, può essere come una strategia ad imbuto: si lavora di immagine sul grande pubblico per poi targettizzare una nicchia definita di clienti potenziali.

    Mi spiace averti dato una risposta così confusa. Avrei mille elementi per discutere di queste questioni, ma ci servirebbe un calice di vino e una serata da dedicargli :)

  • Luca

    Ciao Dario,
    complimenti e grazie per il post… mi piace molto soprattutto per quella vocina di fondo che dice “impara a venderti, devi imparare a venderti ca**o”.
    A proposito forse questo è l’articolo con più parolacce del blog, avendoli studiati quasi tutti mi pare di si … ed io che dicevo a mia moglie “questo ragazzo non è mai banalmente scurrile” :-)
    Un abbraccio

  • Fenomale questo articolo!! Mi è piaciuto davvero molto e concordo in pieno. Questo è quello su cui sto cercando di lavorare ormai da 1 anno. E i risultati iniziano a vedersi!! (p.s: ho seguito anche il tuo consiglio di passare a Siteground come hosting…mai scelta fu più azzeccata: il sito è veloce e visitatori unici raddoppiati!! grazie)

  • Monica Ruffati

    Una cosa è certa: quando uno sta facendo riflessioni su marketing, web, ma soprattutto posizionamento e USP, aprire una tua mail e un tuo post porta qualcosa in più ai propri pensieri. Faccio sempre caso al tuo “tono”: uno dei pochissimi che ho letto (mi iscrivo spesso a newsletter o blog di marketing, per curiosità) che non mi fa venire voglia di cancellarmi dopo le prime mail… Complimenti per questo e per i contenuti: non fai mai perdere tempo a chi ti segue.
    Magari un giorno ci verrò, a un marketers meetup… non so a fare cosa, ma, da come ne parli, fai venir voglia di venirci!
    La prossima volta che ti incontro in un aeroporto, ti ricorderò di offrirmi questo caffè ;))

  • Gianluca

    Complimenti Dario, ottimo articolo

  • Vinc

    Ciao,
    seguo questo blog da un po’ di tempo e ho lasciato lo stesso commento ad un tuo articolo di qualche anno fa e siccome mi piacerebe che tu mi rispondessi lo faccio anche qui, perchè sarebbe utile un confronto costruttivo.
    Leggo qui molte teorie sul marketing e su come guadagnare con un blog ma devo dire con sincerità che restano tutte belle teorie…ma il pratico?

    Il tuo è un ottimo blog, ma teorico! Il blog è intriso di concetti espressi ma nessuno di essi puo’ essere messo in pratica nella sua essenza; si ‘nasconde’ (o si ‘dimentica volutamente’) il ‘come’ si attuano certe strategie. Dopo la teoria deve seguire anche la pratica. Ogni articolo è ridondante se non segue l’applicazione del concetto.
    Non è un commento ‘haters’ è solo un commento di critica costruttiva che può essere utile ad ogni lettore che approda qui.
    Se, ad esempio, in molti articoli trattati su questo blog si parla di mettere in vendita infoprodotti dovrebbero seguire anche articoli che spiegano tecnicamente come si fa (tralasciando le teorie astratte di cosa li fa vendere). Non puoi fingere di non saperlo, perchè sono tutte cose che, dal punto di vista tecnico/informatico, utilizzi in prima persona per questo blog. Quindi sapresti trattare questi argomenti tecnici egregiamente.
    Sarebbe utile, dunque, spiegare come un infoprodotto si crea, e come (cosa essenziale) si fa dal punto di vista informatico a venderlo sul proprio blog, come creare la transazione per il proprio prodotto messo in vendita. Sarebbe utile dire, ad esempio una volta realizzato un infoprodotto di tipo e-book in pdf, come si crea una landing page, come si mette online sul proprio spazio hosting, in che cartella metterlo sul proprio hosting, come si fa (dal punto di vista tecnico/informatico) a creare il download a pagamento, su come creare le transazioni tra utente e blogger.
    Su questo punto non ci sono nè guide nè modus operandi che sono la chiave fondamentale per poter condividere la vera ed essenziale sintesi pratica di “come guadagnare con un blog”.
    Altre cose utili da trattare sono le gestioni dei pagamenti: come avvengono, dopo quanto tempo si riscuotono, le soglie da raggiungere; i collegamenti di come avviene nello specifico il pagamento tra l’utente e il blogger; bisognerebbe specificare che quando si parla di guadagni mensili sono solo medie poichè i guadagni oscillano a secondo dei picchi e che i rendiconti finali veri e propri si fanno gli anni successivi rispetto a quello precedente.

    Sarei davvero grato di leggere articoli utili anche dal punto di vista tecnico che ti fanno mettere in pratica ciò di cui tu parli, la teoria senza applicazione resta puro vaneggiare. Restano giri di parole.
    Spero ci sia risposta (probilmente non verrà data) ma in caso contrario è davvero utile un confronto costruttivo su questi punti.
    E scusa per l’ OT

  • Angela

    Ciao Dario, ti seguo ormai da un po’ e mi ispiri fiducia, quindi ti faccio una domanda alla quale mi aspetto che tu risponda sinceramente: ho aperto recentemente un fashion blog e vorrei riuscire a guadagnarci qualcosa. Quale dei tuoi corsi mi consigli? Grazie per il tuo tempo

  • Come al solito un articolo illuminante, bravo Dario.

  • Margherita Cuneo

    Ciao Dario. Ho letto qui e soprattutto in Copymaster quanto sia importante creare contenuti video. E’ vero che si possono creare contenuti video con le slides, ma niente è più efficace del proprio faccione in persuasivo eloquio.

    Ma…se una – come me – è un pò bruttina?!? Quanto conta secondo te l’immagine, ovviamente in un settore che non sia fashion o make up, ovviamente presentando un aspetto curato e non capelli da strega, nè abiti straccioni e pieni di peli di gatto?

    Seguo una vlogger di cosmesi fai da te che pur senza essere una Venere, è comunque un tipo affascinante ed è sempre molto “in tiro”.

    Quindi il problema è come ci si sente? Quali programmi video consiglieresti per cammuffare magagne come occhiaie, botoli da stress, o semplicemente stanchezza?

Share This