Marketing Politico ed Elettorale: le strategie di Trump per le elezioni Americane

In questo post vedremo assieme a Marco quali siano le strategie di Marketing Politico ed elettorale che regolano le elezioni Americane. Scopriremo anche come Donald Trump sia riuscito ad ottenere una visibilità mediatica straordinaria allocando un Budget ben inferiore a quello di Hillary Clinton.

Sei pronto a scoprire le strategie di politica online di queste primarie? Si comincia!

Marketing Politico ed Elettorale: le strategie utilizzate da Donald Trump per le elezioni Americane.

Il Presidente degli Stati Uniti d’America è la persona più potente del mondo. Non sappiamo chi sarà il prossimo presidente fra Hillary Clinton e Donald Trump, ma dati alla mano sappiamo che dei due il più influente sui social network è Donald.

Analizzando le sue strategie di Marketing Politico possiamo imparare molto. Ma prima, un avvertimento.

Donald Trump è un personaggio che divide, dunque chiarisco subito che questo post non parla della qualità delle sue idee politiche, ma della qualità della sua comunicazione online. Che è altissima.

Separati quindi dalle ideologie politiche e leggi questo post al solo scopo di imparare le strategie online di Marketing elettorale usate dall’uomo più discusso di queste elezioni americane.

Vediamo solo alcuni dati che dimostrano l’efficacia della comunicazione social di Trump e facciamo qualche paragone con il marketing politico ed elettorale della Clinton.

Su Twitter, Trump ha 12milioni 127mila followers, mentre la Clinton ne ha 9milioni 407mila.

L’efficacia della strategia comunicativa di Trump su Twitter è dimostrata dalla crescita esplosiva che ha avuto rispetto alla candidata del Partito Democratico, partita in vantaggio ad inizio campagna.

Follower Twitter dei candidati alle presidenziali americane

Ok Marco – dirai – ma questi sono followers, mica voti.

Non proprio. Uno studio dimostra che il 70% dei followers di Trump sono supporter reali e il 90% di loro sono persone che vanno a votare (cosa importante negli Usa dove l’astensionismo è altissimo).

Vediamo altri dati più velocemente a conferma del fatto che la comunicazione politica social di Trump sia più efficace di quella della Clinton.

  • Dirette YouTube: Trump ha una media di 30,000 spettatori per stream, Clinton solo 500.
  • Instagram: Trump: 2.5 millioni di followers, Clinton 2,1 milioni.
  • Facebook: Trump 10 milioni 772 mila fans, Clinton 6 milioni 171mila.

Politica online: come fare una campagna elettorale

Anche nel dibattito tv dei record (seguito da più di 100 milioni di persone e che commento qui) andato in onda fra i due, e che secondo il sondaggio CNN è stato vinto dalla Clinton (col 62% dei voti), il più menzionato su Twitter è stato in realtà Trump.

Adesso sei convinto che fra i due candidati alla Casa Bianca sia Donald Trump la webstar?

Se è così, sei pronto per scoprire i 3 segreti del suo successo sui social network e imparare come puoi applicarli nella tua attività.

Ottenere pubblicità gratuita grazie al Social Media Marketing Politico (e scalare la catena mediatica)

Senti sempre parlare di Donald Trump in tv. Ma sapevi che non ha speso neanche un dollaro per pubblicità televisive?

Sembra incredibile, ma è così: a differenza della Clinton, che produce spot televisivi e compra spazi a profusione, Trump non ha dato un dollaro a questo media tradizionale, pur ottenendo su di esso molta più visibilità della Clinton.

Per darti un’idea di quanto spendano i candidati alla presidenza degli Stati Uniti, sappi che Barack Obama secondo l’istituto di ricerca indipendente Center for Responsive Politics, ha speso oltre 6 miliardi di euro in Marketing Politico ed Elettorale per la sua seconda campagna presidenzenziale, mentre nel 2008 ne ha spesi 5,3.

La realtà è che Trump sta spendendo relativamente poco ed ottiene invece pubblicità gratis. Ecco un conto fatto a marzo.

Marketing Politico online fare pubblicità gratis

Nella colonna di sinistra vediamo quanto spendono i candidati americani per acquistare spazi pubblicitari sui media.

In quella di destra, vediamo quanto avrebbero dovuto spendere per comprare la visibilità che hanno ottenuto spontaneamente su TV, radio e giornali.

E’ la loro pubblicità gratis!

A Donald Trump sarebbero serviti circa 2 miliardi di dollari per comprare tutta la copertura mediatica che ha avuto gratis fino a Marzo. Invece ha speso solo 10 milioni di dollari. E come vediamo continua sulla stessa linea.

Come organizzare una campagna politica ed ottenere pubblicità gratis? Ecco il metodo “Donald Trump”

Come insegno ai miei clienti politici, ci sono due modi per far parlare di sé:

  • Pagare per avere visibilità (pubblicità a pagamento)
    Acquistando spazi su cartelloni, spot tv, campagne a pagamento online e offline, grossi eventi.
  • Attirare i media spontaneamente (ovvero gratis)
    Adottare strategie di comunicazione che portino i media spontaneamente a cercarti, a seguirti, a parlare di te volontariamente e quindi gratuitamente.

Il secondo metodo è il mio preferito ed è quello che uso con i miei clienti, il cui vantaggio è ovviamente economico: questo approccio consente di avere visibilità e notorietà gratuiti. 

E’ lo stesso principio che usa Dario Vignali nell’insegnarti come ottenere traffico gratis al tuo sito, dai motori di ricerca.

Ma nel marketing elettorale e nel mondo dell’informazione ci sono alcune differenze fondamentali. Le vediamo di seguito.

Impararle ti darà nuovi spunti da usare insieme alle strategie che già conosci nel marketing aziendale.

Come fa Donald Trump ad attirare i media?

Trump fa notizia grazie ai suoi tweet e ai suoi post, quindi scala la catena mediatica.

Scalare la catena mediatica significa partire da un media inferiore (per costi e portata) e finire gradualmente su media superiori.

Per esempio: faccio un tweet – il tweet viene ripreso da un giornale – la notizia del giornale viene ripresa dal telegiornale – vieni invitato dai talk show televisivi la sera.

Con un tweet ben fatto sei finito in tv. Gratis.

Trump inoltre, quando va in tv, dice cose altrettanto forti e controverse dei suoi tweet, oppure estremamente argute, che vengono riprese dai giornali del giorno dopo e dai media internazionali. E il circolo virtuoso continua.

In tutto il mondo non si può fare a meno di parlare di lui.

Un altro caso interessante è quello che riguarda Trump e Justin Bieber. L’idolo delle teenager ha messo un like ad un post di Trump.

Twitter Justin Bibier follower Trump

L’imprenditore non si è fatto sfuggire l’occasione ed ha invitato il cantante ad un evento di campagna elettorale, offrendogli, pensate, 5 milioni di dollari!

Bieber ha accettato? Probabilmente avrebbe voluto, ma il suo manager glielo ha impedito.

Il concerto quindi non c’è stato, ma la notizia dell’evento sfumato, soprattutto grazie alla cifra del cachet promesso dal candidato repubblicano, ha fatto comunque il giro del mondo.

Oggi quindi tutti sanno che Bieber è un supporter di Trump e che la simpatia è reciproca, ma per ottenere questo mega spot, da un testimonial del genere, il candidato alla Casa Bianca non ha sganciato un dollaro. Altro che 5 milioni!

Questa è solo una delle tante storie sui modi in cui Trump e qualsiasi candidato, artista o libero professionista possono ottenere una visibilità esponenziale sui media col minimo sforzo, usando le giuste strategie di marketing e comunicazione.

E quei 10 milioni di dollari spesi da Trump che vediamo nella tabella, dove sono stati investiti? Eventi a parte, il tycoon newyorkese ha puntato tutto sull’online.

Per esempio nell’ultimo giorno della convention repubblicana ha speso circa 200,000 dollari per promuovere hashtag che hanno raggiunto il pubblico americano su Twitter.

Quella di puntare sul marketing online (anche in politica) è una scelta strategica data driven (cioè effettuata dopo un’analisi dei dati): Google rivela che solo nell’ultimo anno, le persone hanno guardato 110 milioni di ore di video YouTube di candidati o temi della campagna.

Gli elettori oggi passano più tempo online, almeno due ore per ogni ora spesa guardando la tv, ha spiegato il consulente politico e partner di Google, Frank Luntz.

Trump quindi ha fatto bene. Ricordiamo che è partito quasi per scherzo e assolutamente sfavorito. Ma nei sondaggi per la campagna elettorale americana tallona costantemente la Clinton, che nei progetti del suo partito avrebbe dovuto vincere senza problemi.

Quindi, una lezione nella lezione è: guarda i dati e ottimizza i costi. Esattamente come nel marketing aziendale.

Per riepilogare

  • Un rifiuto non è detto che sia una cattiva notizia, nel caso di The Donald è stato un’opportunità.
  • Ottimizza i costi, investendo in pubblicità a pagamento solo online.
  • Commenta le notizie giuste in modo originale per scalare la catena mediatica. Studia i titoli dei giornali nel tuo settore, cerca di capire cosa gli interessa e usa i social dando tue notizie. Avranno una scadenza breve, è l’opposto della coda lunga che usi sul tuo blog e in generale per il marketing. Non ti porterà vendite nel breve, ma aumenterà la tua notorietà, garantendoti vendite sul lungo periodo.

Ma per fare questo, devi essere veloce. Quindi passiamo alla seconda strategia.

2 Velocità: nel Marketing Politico ed Elettorale il tempismo è tutto.

Per fare notizia devi stare sul pezzo, come diciamo noi tecnici della comunicazione (Google invece dice “topical”, quando incontra noi comunicatori politici.)

Tradotto: sii veloce coi tuoi post e i tuoi tweet.

Ripeto, non parlo di articoli per il blog, i quali saranno validi anche fra mesi. Parlo di contenuti usa e getta, utili a darti visibilità nelle prossime ore e notorietà.

Per esempio, dopo i recenti attentati con bombe a New York e in Minnesota e gli accoltellamenti in New Jersey, Donald Trump ha twittato prima che le autorità fornissero i dettagli dell’attentato.

Per Donald Trump: “E’ una cosa terribile quella che sta succedendo nel nostro mondo, quello che sta avvenendo nel nostro Paese. Saremo duri, intelligenti e vigili e metteremo fine a tutto questo”.

Di diverso avviso, più lenta e prudente, è stata Hillary Clinton: “Prima di giudicare dovremo capire meglio cosa è successo, avere informazioni precise, capire i moventi di questi persone, capire chi si cela dietro questi incidenti”. “Credo che sia sempre più saggio aspettare fino a quando non si hanno informazioni precise e dettagliate, siamo appena all’inizio delle indagini”.

Le indagini confermeranno la matrice terroristica, dando ragione a Trump, che ha incassato una grande vittoria.

Trump in quell’occasione ha perfino parlato di “bomba” a NY in un altro intervento, prima che le autorità stesse dessero la notizia che, in effetti, di una bomba si trattava.

Se non hai le fonti di Trump, tranquillo. Non serve uscire perfino prima, basta uscire primi.

Consigli tecnici per essere veloci sui social network

Per essere veloci non fate come Romney (ex candidato avversario di Obama), i cui tweet dovevano essere controllati da 17 persone dello staff prima della pubblicazione. Ma non fare neanche come Hillary.

Come vediamo dalle analisi del suo account, la Clinton twitta soprattutto da tweetdeck (79,7%), ovvero una piattaforma con la quale è possibile programmare i tweet (che quindi non saranno fatti in tempo reale) oppure richiedere l’approvazione del tweet ai membri dello staff.

Al contrario, Trump twitta quasi esclusivamente da Android e da iPhone, quindi senza tweet programmati e senza troppe verifiche da parte dello staff.

Anche io e i miei clienti usiamo soprattutto lo smartphone per scrivere tweet e post Facebook.

Marketing Elettorale: la velocità conta

Basta un messaggio per avere o dare l’ok ad un contenuto, non servono mille controlli.

Altrimenti la notizia la farà qualcun altro.

A proposito di velocità, un aneddoto divertente.

L’avversario di Trump all’interno del suo partito, Jeb Bush (fratello di George W.), aveva dimenticato di rinnovare subito il suo dominio. Indovinate chi lo ha comprato?

Trump Social Media Marketing: come fare una campagna elettorale

La velocità è tutto.

Quindi, commenta ogni fatto rilevante nel tuo settore, dicendo cose interessanti o comunque fuori dal coro.

Anche nella comunicazione, non nuotare nell’oceano rosso, ma punta a una nicchia.

Non ci serve qualcun altro che dica le solite banalità. Vogliamo opinioni nuove, ma le vogliamo subito.

Un altro alleato della velocità e della popolarità è la semplicità. Ecco perché parlare in modo semplice è fondamentale.

3 Linguaggio semplice: il segreto che sta alla base della politica online. 

Trump parla con una grammatica comprensibile ad un bambino di sesta elementare. Non è né una battuta né un’esagerazione, è il risultato di un’analisi della complessità lessicale e grammaticale dei discorsi dei candidati democratici e repubblicani, realizzato da un team di ricercatori del Language Technologies Institute della Carnegie Mellon University.

Trump dal vivo e sui social network usa frasi corte e parole semplici (come “vittoria”, in inglese win, al posto di “successo”, successful), evita termini tecnici oppure li spiega. Se si parla di un ”trattato economico con i paesi asiatici”, lui dice “fare affari con la Cina” e così via.

Sembra assurdo? Non lo è affatto. Questa è un’altra scelta data driven di Marketing Elettorale.

Gli americani sono un popolo di analfabeti funzionali.

Secondo gli ultimi dati stilati dal Dipartimento per l’educazione USA ben 32 milioni di americani ha difficoltà nella lettura. Un americano su sette ha dimostrato di avere un vocabolario molto limitato, di non capire il significato di molte delle parole e di non riconoscere i termini dal loro slang.

Solo il 13% della popolazione è autosufficiente in queste tre aree: la capacità di comparare due punti di vista, come due editoriali; la capacità di interpretare una tabella della pressione del sangue con età e attività fisica; o di comparare il costo all’etto degli alimenti.

Per parlare agli americani quindi Trump ha capito che deve usare un linguaggio elementare.

Ok Marco – dirai – ma a noi italiani cosa interessa? Purtroppo ci interessa eccome :-(

Nella classifica dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) gli Stati uniti, dei quali abbiamo parlato, sono il terzo Paese col più alto tasso di analfabetismo funzionale, prima di loro il Messico e al primo posto, paradossalmente, il Paese della cultura, l’Italia con il 47% di analfabeti funzionali.

Chi sono gli analfabeti funzionali e come influiscono sulle campagne di Marketing Politico.

Se sei arrivato fino a qui nella lettura di questo post, tu non sei un analfabeta funzionale. Ma forse il tuo vicino e molti di quelli che conosci sì.

Un analfabeta funzionale, apparentemente, non deve chiedere aiuto a nessuno per leggere o scrivere qualcosa, come invece succedeva una volta quando esisteva una vera e propria professione – lo scrivano – per indicare le persone che, a pagamento, leggevano o scrivevano le lettere per i parenti lontani.

Un analfabeta funzionale, però, anche se apparentemente autonomo, non comprende il senso di un articolo pubblicato su un quotidiano, non è capace di riassumere e di appassionarsi ad un testo scritto, non è in grado di interpretare un grafico.

E in Italia ce ne sono più che in America.

Quindi, la terza lezione di Marketing Politico ed Elettorale sui social network che possiamo imparare da Trump è: usa un linguaggio semplice.

Quanto semplice? Come quello di un bambino di sesta elementare.

Se ti occupi di marketing online per esempio spiega i termini tecnici, non dare niente per scontato.

Quando usi termini inglesi, se non sono di uso comune (come “Internet” e “Computer”) spiegali.

Non fare ragionamenti complessi, spezzettali. Così come le frasi.

Fai post corti su Facebook e cita pochi numeri.

Nel tuo settore sei obbligato di tanto in tanto a pubblicare sui social ragionamenti più complessi, magari con statistiche e termini tecnici?

Allora fai un video. Non fare post lunghi di testo.

Il video è passivo per l’utente, mentre la lettura è cognitivamente attivante (e più faticosa per un analfabeta funzionale).

Quindi con l’escamotage del video puoi dilungarti qualche minuto, spiegando dati e nozioni tecniche, ripetendo più volte i concetti, senza spremere le meningi del nostro popolo di analfabeti funzionali.

Per i non analfabeti funzionali e per chi è veramente interessato ad approfondire ciò che hai da dire, c’è il tuo blog.

Se no che l’hai aperto a fare? ;)

Spero tu abbia trovato questo post interessante e soprattutto che ti abbia dato consigli utili di comunicazione efficace sui social network.

Ora passo la parola a Dario.

Ringrazio Marco Venturini, esperto e consulente in comunicazione politica e personale.

Marco aiuta politici e professionisti a comunicare al meglio, dal vivo e online. Da un po’ di tempo aiuta anche le persone comuni a farlo, rivelando loro le tecniche usate da politici e imprenditori di successo.

Se vuoi dare un’occhiata al suo blog, lo puoi trovare qua: http://www.marcoventurini.org

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