Come e quanto guadagna un blogger
Quando ci si avvicina al mondo del blogging sorgono spontaneamente moltissime domande: quanto guadagna un blogger? Come guadagna un blogger? Tutti possono fare i blogger? Ma il blogging è un lavoro? E si può vivere di blogging?

In questo articolo voglio dare una risposta definitiva a tutte queste domande. Ti donerò la mia esperienza e il mio solito punto di vista, con tutti i suggerimenti e i consigli che ne conseguono.

Questo post proprio non te lo puoi perdere. 

Sei pronto? Si comincia!

Quanto guadagna un blogger? Blog, numeri e speculazioni varie

I blogger di successo guadagnano molto, questo oramai è chiaro a tutti e anche i più scettici hanno dovuto ricredersi.

Ma quanto si guadagna con un blog?

guadagni di un bloggerPer scoprirlo, partiamo da qualche esempio.

Chiara Ferragni e il suo fashion blog “The Blonde Salad” nel 2016 ha fatturato 10 milioni di euro.

Altri milioni di euro di fatturato annuale sono attribuiti al blog di Beppe Grillo.

Ti ho anche raccontato le strategie con le quali, un blogger di nicchia come Andrea Giuliodori riesce guadagnare ben oltre 25.000 euro al mese.

Rudy Bandiera, dal blog, ci ha guadagnato pure una macchina.

Questi sono solo alcuni degli esempi italiani, ma se diamo un’occhiata ai blogger d’oltreoceano troviamo esempi come entrepreneuronfire.com, che fattura una media di 250.000 euro al mese, oppure Pat Flyn con il suo SmartPassiveIncome da 240.000$ trimestrali.

Un altro esempio straordinario? Zen Habits di Leo Babauta, che ha un valore stimato di 15 milioni di euro.

C’è chi dice che per i blog in lingua inglese sia più semplice guadagnare. Del resto, il loro bacino di lettori è potenzialmente illimitato.

Beh, per noi Italiani – che siamo così in pochi a farlo – è ancora più semplice. Non dico che sia possibile arrivare a guadagnare le loro stesse cifre, dico solo che è molto più semplice guadagnare fin da subito :-)

Del resto, anche su MarketersBook abbiamo raccontato le storie di tanti italiani che guadagnano migliaia di euro al mese con semplici blog o altri business online.

PICCOLO CONSIGLIO

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E tu Dario?

Lascia che ti racconti come ho iniziato a guadagnare con un blog. In questo video ti racconto la mia esperienza:

Sul mio canale YouTube troverai tantissimi altri consigli per sviluppare il tuo business e per imparare come guadagnare con un blog. Corri a vederlo!

Ma adesso bando alle ciance.

Vediamo come guadagnano i blogger di successo! (Se ancora non hai un blog, in questo articolo troverai come crearne uno in soli 5 minuti)

Come guadagna un blogger: la scienza che determina la relazione tra opinion-leader e ricchezza

In quanto blogger non posso negare di provare un infimo piacere quando la gente specula riguardo i potenziali redditi di altri colleghi nazionali o internazionali.

C’è sempre tanta confusione sull’argomento e spesso le supposizioni escono dalla bocca di chi non ha voce in capitolo.

C’è poi chi afferma che con un blog non ci si guadagni affatto e chi invece sospetta profitti che superano il milione d’euro.

come e quanto si guadagna con un blogMa diciamocelo, io e te lo sappiamo, il web trascende la regolarità statistica e dona soddisfazioni economiche a pochi eletti che, secondo Nassim Taleb, potrebbero definirsi cigni neri in un mondo di cigni bianchi.

Il riferimento a pochi eletti non è casuale, ne rispetta appieno la sua definizione letterale.

Eletti, ma eletti da chi? Da te che ne parli, da colui che li critica e da coloro che li elevano a leader, leader d’opinione o, come direbbero gli amici americani, opinion-leader.

Seguimi, le cose che ti sto per dire potranno sembrarti dissertazioni sulle realtà del web, ma la loro influenza sulla relazione blogger-guadagni è DECISIVA

Guadagnare senza aver compreso queste teorie è pressoché impossibile.

Credimi se ti dico che chi guadagna senza la padronanza di tali realtà lo deve alla pura fortuna.

Oggi parleremo di blog, ma solamente di blog di opinion leading.

I blog di opinion-leading si riconoscono subito: il loro compito principale è quello di promuovere il blogger e le sue idee. Non sono blog di recensioni, tanto meno magazine scritti a più mani e nemmeno blog aziendali.

I blog di opinion-leading sono spazi virtuali, dominati dalla personalità del blogger e dalle sue idee

Ne sono un esempio dariovignali.net per il mercato dell’internet marketing, Chiara Ferragni e le altre blogger per il mercato fashion, Favij (mettiamoci dentro anche gli youtubers) per il mercato dei videogiochi. Di esempi ce ne sono tanti e sono sicuro che tu stesso avrai i tuoi opinion leader preferiti.

Quanto guadagnano i blogger di opinion-leading? Tanto. Probabilmente i blogger che guadagnano più di tutti, a patto però che raggiungano il successo necessario. 

Certo, esistono altre realtà: il mercato dei viral blog è esploso pochi anni fa e ha permesso a blog come Viralnova di guadagnare 100.000 euro a settimana. Ma non bisogna però dimenticare che si tratta di puri trend, dotati di un inizio e di una fine.

I guadagni stellari degli scorsi anni – prodotti dai blog di notizie virali – sono drammaticamente calati, un po’ per colpa dei cambiamenti dell’algoritmo di Facebook, un po’ a causa della saturazione di mercato: la gente ha iniziato a elevare muri di difesa psicologica contro le perdite di tempo dovute ai viral video.

I blog di opinion-leading invece continuano a crescere: il loro business model è scalabile, il loro pubblico aumenta in modo proporzionale al loro successo e il loro perdurare è direttamente legato al perdurare del loro mercato di competenza.

A meno che domani la gente non smetta di interessarsi di marketing, moda o videogiochi, difficilmente questi blog scompariranno nel dimenticatoio.

Potremmo paragonare i blog di opinion-leading a vere e proprie aziende che hanno l’obiettivo di crescere il numero di clienti e aumentare il proprio reddito nel tempo.

I blog di notizie o video virali sono invece simili al caso dei prodotti lancio

Immagina per esempio i fidget spinner o altri piccoli prodotti che ogni tanto vengono lanciati: hanno successo per una stagione, generano grandi guadagni e poi spariscono dal mercato nel momento in cui escono dai trend del momento.

C’è anche il caso delle testate giornalistiche online o dei magazine redatti a più mani, ma non è quello di cui ti parlerò in questo post.

Se il tuo interesse è quello di imparare o conoscere i metodi di guadagno di un blog di opinion-leading ti trovi nel posto giusto.

Se invece la tua intenzione è quella di aprire un blog virale o di news per guadagnare qualche soldo, ti trovi invece nel posto sbagliato.

Se sei capitato qui per caso e sei interessato solamente a conoscere i guadagni dei vari blogger ti invito a fermare la lettura adesso.

In ogni caso sarebbe veramente splendido che, prima di continuare la lettura, tu ripagassi i miei sforzi facendo click sul pulsante +1 qui a seguito. A te non costa nulla, per me è fonte di grande soddisfazione :-)

Ma andiamo avanti.

Adesso che sai cos’è un leading blog, concentriamoci sul motivo per il quale tanta gente li segue con grande interesse.

Marie Forleo, Dereck Halpern, Chiara Ferragni e Neil Patel sono solo alcuni dei più grandi blogger al mondo (qua abbiamo parlato di quelli italiani).

Sai cosa li accomuna?

Hanno tanta personalità. Ne hanno talmente tanta che ne potrebbero vendere un po’ a tutti quanti, e questo è esattamente ciò che fanno

Secondo la teoria del cerchio d’oro di Simon Sinek, Apple è stata la prima azienda a generare una rivoluzione globale. Il motivo è molto semplice: mentre la maggior parte delle aziende era occupata a vendere i propri prodotti sulla base delle loro caratteristiche, Apple si preoccupava di vendere un’idea, un pensiero comune, un sogno, un perché, quello stesso perché che Simon Sinek definisce “WHY”.

Apple ha avuto un successo planetario grazie alla propria capacità di veicolare un WHY all’interno dei propri prodotti.

Del resto, cos’hanno a che vedere il Dalai Lama, Albert Einstein e Mandela con un iPhone o un Mac? 

ASSOLUTAMENTE NIENTE, se non fosse che le immagini di questi grandi pensatori sono comparse in innumerevoli cartelloni pubblicitari dell’azienda della mela morsicata.

apple think different, proprio come i blogger che guadagnano

Think different, è così che Apple apre e chiude le danze durante le proprie campagne promozionali.

L’azienda di Jobs è stata una tra le prime ad aver intrapreso la via delle emozioni e oggi tutto questo si è fatto ancora più frequente.

Dai un’occhiata a questo video promozionale dell’azienda thailandese di telecomunicazioni TrueMove H e ti renderai conto di quanto le pubblicità si siano evolute in questo senso.

Ma cos’ha a che vedere tutto questo con i blog di opinion-leading?

Probabilmente ci sarai già arrivato: i blogger opinion-leader sono estremamente bravi a vendere un WHY e a costruirci una community di persone interessate attorno.

Neil Patel desiderava creare il più importante blog di internet marketing al mondo e oggi, con quicksprout, si occupa di fornire ai propri lettori strategie di internet marketing per migliorare la propria presenza online.

Dereck Halpern aveva come obiettivo quello di vendersi come esperto di influenza sociale e vendita: il suo blog, Social Triggers, offre grandiosi spunti di riflessione ed è uno dei più letti del pianeta sull’argomento.

Marie Forleo ha iniziato a dispensare consigli di crescita personale e professionale con YouTube e oggi marieforleo.com è diventato uno dei blog più redditizi al mondo.

Chiara Ferragni voleva raccontare il proprio stile al web e ha iniziato caricando le proprie foto su flickr: oggi il suo blog è tra i primi tre fashion blog più letti al mondo.

Io ho iniziato con l’idea di insegnare alle persone come ottenere un’indipendenza economica grazie alla rete e alle proprie idee: oggi dariovignali.net non è il blog più letto al mondo ma è sicuramente uno dei più letti d’Italia da coloro che si definiscono “imprenditori creativi”.

Tutti i più grandi blogger al mondo hanno una MISSIONE chiara e precisa, per loro il blog è solamente uno strumento per veicolare il proprio WHY.

Lascia che te lo dica, è proprio qui che la maggior parte dei blogger fallisce!

Non ci sarà successo, condivisione e community finché non avrai un tuo WHY, una tua mission.

perché i blogger guadagnanoI blogger che falliscono sono quelli che hanno come asset principale il proprio blog, quelli che vincono sono coloro che mettono il proprio why davanti a tutto

Simon Sinek afferma che le persone non comprano quello che fai ma comprano il perché lo fai. Se parli delle cose in cui credi, attrarrai coloro che credono in ciò che credi.

Ed è esattamente questo di cui avrai bisogno per creare una community solida e affiatata che ruota intorno alla tua idea, al tuo progetto, ai tuoi valori.

Date queste premesse, ti invito quindi a smettere di pensare al tuo blog, al tuo sito web o al tuo canale YouTube come se fosse l’elemento determinante per il tuo successo poiché non lo è affatto.

Il tuo blog è solamente uno strumento.

Piuttosto inizia a chiederti quale sia il tuo WHY, la tua mission.

La tua mission non può rimanere un pensiero intangibile della tua mente, DEVI SCRIVERLA. Devi sbatterla in faccia a tutti i tuoi lettori.

Chiediti: “Cosa voglio comunicare al mondo? Quali sono le competenze e le passioni che potrei trasmettere agli altri?

Mettilo per iscritto e trova il tuo WHY. Fallo adesso.

Se qualcuno ti chiedesse quale sia l’obbiettivo del tuo blog e tu potessi rispondergli con una sola frase, cosa gli diresti?

La tua risposta corrisponde alla tua mission. Fai sì che sia chiara e semplice da esporre.

Quando ho creato dariovignali.net ho impiegato mesi prima di trovare la mission del mio blog. Doveva essere qualcosa che mi riguardasse e che fosse indissolubilmente legato alla mia persona, ai miei valori umani, al mio modo di vedere le cose e di affrontare la vita.

Da quando ho ideato la mia mission la metto d’ovunque: nelle interviste, nei guest post, nella mia pagina About me e nei miei profili social.

Eccola, questa è la mia mission. Questi sono i valori su cui si fonda il mio blog ed è attorno a questi stessi valori che voglio creare una community di lettori appassionati

Avere un WHY significa poter illustrare al tuo pubblico dove stai andando, dove sei diretto e cos’hai da condividere.

Solamente quando possiedi una mission chiara e condivisibile i tuoi lettori potranno decidere se seguirti nel tuo percorso, se appassionarsi alla tua storia.

Se saprai essere di ispirazione e saprai trasmettere a chi ti segue la tua passione, i tuoi valori e il tuo sistema di credenze, sarai riconosciuto come leader nel tuo settore.

Tutto questo sarà fondamentale per la costruzione della tua personal branding.

Ma cosa significa personal branding? E perché è così importante per diventare un opinion leader?

Te lo spiego tra un momento. Prima però facciamo un piccolo passo indietro.

Personal Branding: l’essenza dell’opinion leader

Valori umani, gira tutto attorno a questo.

Te l’ho detto e ridetto, il web si basa sulla condivisione e sulla catalizzazione di idee, passioni e valori.

Quando hai una mission hai un obiettivo e se hai un blog hai il giusto strumento per realizzarlo.

La tua mission è il valore che vuoi comunicare, ma senza una buona dose di umanità nessuno vorrà seguirti.

Valori umani, ricordi?

L’intero mondo si stupisce perché sempre più aziende decidono di spendere parte del proprio budget dedicato alla pubblicità per assoldare gli influencer della rete.

Centinaia di aziende che investono migliaia di euro per pagare blogger di nicchia piuttosto che spendere i propri soldi in spot televisivi o cartellonistica.

Pensa che è stato calcolato che nel 2017 gli investimenti pubblicitari sul web supereranno per la prima volta quelli televisivi.

E una grande parte di questi investimenti sono destinati proprio agli influencer del web.

E’ un Mistero?

Adam Kadmon ti direbbe di no.

io dico di no non è un mistero che i blogger guadagnino

Ma perché questa scelta di riservare un così ampio budget ai blogger?

E’ molto semplice.

Noi umani amiamo impersonarci in altri umani, siamo empatici e siamo portati per natura ad empatizzare con le storie altrui, in particolar modo con le storie di coloro che condividono i nostri valori e che, nella vita, hanno raggiunto i propri obiettivi.

Le aziende lo sanno bene. Lo sanno che la gente è più propensa a impersonarsi con un blogger o con un influencer che trasmette i nostri stessi valori o immedesimarsi con il calciatore o con l’attore dello spot televisivo che amiamo.

Quando guardi una pubblicità fine a se stessa, sai che è li per tentare di convincerti, persuaderti, manipolarti.

Quando invece leggi un blog è come se entrassi nel salotto del blogger per scambiare qualche riflessione con lui e i suoi lettori.

Un blogger sarà sempre più empatico ed emotivo di una pubblicità costruita a tavolino.

Ecco perché sempre più aziende scelgono gli influencer e l’umanità piuttosto che la pubblicità passiva della televisione.

Certo, ci sono blogger disposti a vendere l’anima al diavolo pur di guadagnarci qualcosa, ma questo è un discorso sull’etica che andrà affrontato in un post a parte.

Dovresti oramai aver colto il grande potere dei blogger e degli influencer, ossia la loro umanità e la loro capacità di ispirare gli altri a operare un cambiamento e passare all’azione.

Studiare l’internet marketing significa studiare come indurre questo cambiamento e come spingere la gente all’azione in maniera efficace.

Anche il marketing può essere utilizzato in modi più o meno etici, ma credo che questo tu già lo sappia.

Quello che invece desidero che ti sia chiaro è che la tua mission e il tuo valore umano vengono prima di tutto: prima del tuo blog, prima del tuo budget, prima dei tuoi strumenti e prima ancora delle tue competenze di internet marketing.

Ecco, lascia che te lo dica: se vuoi avere successo devi metterci la faccia, o il tuo blog avrà un’umanità pressoché INESISTENTE.

Due delle domande che mi vengono ripetute più spesso sono:

1 – Posso evitare di scrivere chi sono e lasciare il blog anonimo?

2 – Che nome dovrei scegliere per il mio blog?

Domanda uno.

NO, NO e NO.

La risposta ormai dovrebbe essere chiara: un blog senza blogger NON è un blog di opinion-leading. La sua efficacia non può che essere meno di zero.

La gente segue un blog per la persona che ci sta dietro, per il suo modo di raccontare e di vedere le cose, per il suo WHY.

Non puoi e non devi nasconderti a meno che la tua intenzione non sia quella di aprire un blog prettamente tecnico. Solo in questi casi può avere senso rimanere nell’anonimato, ma ti assicuro che non sarai mai un blogger: sarai piuttosto un idraulico o un elettricista del web

La gente visiterà il tuo blog solamente per trovare risposta ai propri problemi, non certo per trovare ispirazione e condividere idee o pensieri.

Non dico che questo non possa funzionare, anzi. Salvatore Aranzulla ha sfiorato i 2 milioni di euro nel 2016 esattamente utilizzando questa tecnica (e la faccia ce la mette lo stesso). Intendo dire solo che non è quello a cui mi riferisco in questo articolo.

Domanda due.

Il nome del blog non è mai una questione semplice da trattare.

Non penso ci sia una risposta assoluta su quale sia il nome “giusto” da dare al proprio blog, ma di sicuro dando al blog il proprio nome non si può sbagliare.

Prima di creare dariovignali.net ho aperto e chiuso un centinaio di blog su argomenti totalmente diversi tra loro. L’unico che tra questi ha avuto successo si chiamava insidetheworld, un nome privo di senso, ma del resto avevo 13 anni quando l’ho creato.

Nel tempo mi sono reso conto che gran parte delle volte che abbandonavo un blog lo facevo perché portava un nome che non mi apparteneva più.

Nel 2012 ho deciso di dare al blog il mio stesso nome e – da questa scelta – ho potuto trarre numerosi vantaggi, primo tra tutti il personal branding.

Ma cosa significa quindi personal branding?

Fare personal branding significa promuovere se stessi, la propria immagine e i propri valori.

Quando qualcuno visita dariovignali.net più di una volta finisce per ricordarsi il mio nome e questo ha un valore inestimabile: significa che i lettori associano alla mia persona i valori e i contenuti del mio blog.

Un elemento a sostegno della mia tesi me lo fornisce direttamente Google Analytics: la quarta keyword che genera la maggior quantità di traffico dai motori di ricerca è proprio “Dario Vignali”, che viene cercato circa 80 volte nel corso di una giornata:

Dario Vignali google analytics

Quando ho vistato marieforleo.com per la prima volta non ho potuto far altro che ricordare il suo nome e associare a Marie i valori e i suggerimenti contenuti nei suoi post.

Al contrario, le prime volte che mi recavo su quicksprout.com lo facevo con la sola intenzione di apprendere qualche nuova nozione di social media marketing. Ho dovuto leggere Quicksprout diverse volte prima di scoprire e ricordare il nome del suo creatore, Neil Patel.

Personalmente credo che un opinion-leading blog sia un’estensione di se stessi: un proprio spazio virtuale dove poter amplificare la propria voce e farla risuonare sul web, alla ricerca di persone che adottino la stessa “frequenza” in termini di passioni e interessi.

Proprio per questo ritengo che dare il proprio nome al proprio blog sia quanto di più semplice ed efficace si possa fare: sono Dario Vignali nella realtà e lo sono pure sul web, il mio blog non è un progetto editoriale e non necessita di un nome particolare.

Il mio blog è una semplice estensione virtuale di quello che farei comunque, nella realtà.

Questo ragionamento non lo faccio in termini assoluti: ci sono tantissimi blogger che sono partiti con un nome diverso dal proprio. Basti pensare a Quicksprout, Social Triggers, The Blonde Salad, Entrepreneur on Fire, che sono tutti blogger di portata internazionale.

Ci sono casi in cui un nome caratteristico è necessario, prendiamo ad esempio il caso di Italian Indie.

Ho conosciuto Italian Indie quando era ancora in fase embrionale, il primo a parlarmene è stato Samuele Onelia, il suo fondatore, che è passato a Ferrara a prendersi un caffè. 

Quando Samuele me ne parlò, la mission del progetto Italian Indie appariva più che chiara: raccontare le storie di successo dei migliori imprenditori Italiani, persone capaci di rivoluzionare i mercati e di innovare il sistema.

Ispirazione, innovazione e azione.

Era piuttosto chiaro, italianindie.com non sarebbe mai potuto essere il blog di Samuele, nasceva già in partenza come progetto editoriale e necessitava di un nome che comunicasse i valori del progetto. Quale nome se non “Italian Indie”?

Credo che questi siano ottimi spunti di riflessione su cui basare la scelta del nome di un blog, e diciamocelo: il nome del proprio blog, nel lungo termine, è tanto importante quanto la propria mission!

Se sceglierai di dare al blog il tuo stesso nome non sbaglierai mai, ma se devi sceglierne uno particolare assicurati che sia quello definitvo sin dall’inizio.

Dopo diverse ricerche e analisi ho notato altri due fattori a sostegno di un blog che porti il proprio nome:

1) La maggior parte dei blogger di successo come Neil Patel e Chiara Ferragni vivono in costante competizione in termini di fama con il loro stesso blog. Sia Neil che Chiara si sono ritrovati a dover creare profili social sia a loro nome, sia con il nome del blog. E’ più famoso Neil o Quicksprout? Chiara Ferragni o The Blonde Salad? Sono domande divertenti, ma credo che facciano riflettere.

Gestire più profili o fare una scelta di questo tipo non è cosa da poco.

2) Ho seguito la crescita di diversi blog e ho notato che i blog che portano il nome dei propri autori raggiungono la fama molto più in fretta. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che la gente è portata a ricordarli più facilmente e a identificarsi in loro e nelle loro idee.

Un blog che porta il nome di una persona avrà sempre valore umano più alto rispetto ad un blog dotato di un nome editoriale, ricordalo.

Tra pochissimo passeremo a cose più tangibili, ma prima voglio rivelarti una cosa. 

Tutti mi chiedono quali plugin, quali temi, quali strategie ho utilizzato per ottenere quel poco di successo che dariovignali.net ha raggiunto.

Beh, lascia che te lo dica: non avrei raggiunto assolutamente nulla senza l’umanità, la passione e il valore che cerco di far trasparire nei miei post.

Probabilmente se creassi un nuovo blog con gli stessi contenuti (guide, tutorial, ecc…) di dariovignali.net ma con nome diverso, senza pagina about, senza il mio modo di scrivere, senza metterci la faccia non otterrei alcun risultato.

La tua persona, i tuoi valori, la tua mission sono tra le poche cose capaci di renderti unico e diverso dai 7 miliardi di persone che popolano il nostro pianeta.

UN PICCOLO SUGGERIMENTO

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Strategie per guadagnare con un blog: spunti di riflessione che dovresti considerare per massimizzare e scalare i profitti

vivere di bloggingFinora abbiamo parlato di blogger famosi che riescono a guadagnare cifre astronomiche con i rispettivi blog.

Passiamo però ora all’aspetto operativo: come diavolo guadagna un blogger?

In Marketers Book abbiamo già visto diverse strategie che hanno permesso a moltissimi blogger di ottenere risultati straordinari.

Prima di capire nel dettaglio come sia possibile guadagnare con un blog, è importante distinguere tra due diverse forme di guadagno:

  • Guadagni passivi, imputabili direttamente al blog: banner, affiliazioni, post sponsorizzati, infoprodotti, ecc..
  • Guadagni attivi, imputabili all’eco-sistema: conferenze, eventi, servizi, consulenze, corsi, ecc…

Ti faccio qualche esempio pratico.

Esempi e definizioni di guadagni passivi:

  • Affiliazioni: linki i prodotti di e-commerce come Amazon ed Ebay e guadagni commissioni sugli acquisti effettuati dai tuoi lettori
  • Banner: guadagni a seconda di quanti visitatori visualizzano o cliccano sui banner ospitati sul tuo blog
  • Post sponsorizzati: le aziende del mercato di riferimento del tuo blog ti pagano per scrivere le recensioni dei loro prodotti 
  • Infoprodotti: scrivi guide, manuali o libri in pdf e guadagni attraverso la loro vendita sul tuo blog. Puoi vendere con servizi quali Paypal, Stripe o Gumroad.
  • Aree premium: guadagni grazie all’iscrizione dei tuoi lettori ad aree premium del tuo blog. Ne è un esempio Copyblogger Authority.

Definizione dei diversi guadagni attivi:

  • Conferenze: vieni pagato per tenere un discorso a conferenze riguardanti il mercato di riferimento del tuo blog
  • Eventi: vieni pagato per presenziare ad eventi o conferenze di ogni genere e per promuoverle sul tuo blog e sui tuoi canali sociali
  • Consulenze: vieni pagato ad ora o a giornata per fare consulenze di persona o via skype
  • Corsi: vieni pagato per tenere corsi online (webinar) o offline riguardo alle tue materie di competenza
  • Servizi: vieni pagato per svolgere un lavoro al cliente che si rivolge a te

I guadagni passivi sono i miei preferiti per una ragione ben chiara: sfruttano l’intera potenzialità del web.

Si definiscono guadagni passivi poiché, una volta “inizializzati”, non presuppongono altro impegno (se non minimo). Sono imputabili direttamente al blog perché è proprio il blog che vende e lavora per te anche mentre dormi. Sono accomulabili e spesso pure scalabili, poi vedremo perché.

I guadagni attivi invece sono dovuti alla fama del tuo blog ma imputabili all’eco-sistema: non è il blog che guadagna, sei tu che guadagni vendendo i tuoi servizi, le tue consulenze o  veri e propri corsi. In questo modo non guadagni dal blog, ma grazie al blog.

Chiariamo il tutto con un esempio pratico (oppure crea subito il tuo blog).

Riflessioni ed esempi di guadagno passivo

guadagnare con un blog e profitti passiviAndrea Giuliodori, blogger di efficacemente.com, vende infoprodotti (libri e manuali) di crescita personale scritti da se stesso in prima persona, in più arrotonda con banner e affiliazioni.

Ipotizziamo che Andrea realizzi due infoprodotti in formato ebook PDF e li metta in vendita sul suo blog. Cosa accade?

  • Non gli è richiesto altro impegno ed è il blog che vende per lui: una volta che il primo infoprofotto è in vendita Andrea non deve più far nulla (a parte un normale lavoro di manutenzione e controllo dei sistemi di pagamento e della soddisfazione dei clienti). Anche mentre Andrea dorme i suoi lettori continuano a comprare e lui guadagna senza sforzi aggiuntivi. Se Andrea guadagnasse invece con le consulenze dovrebbe fare una consulenza dopo l’altra per continuare a vendere e guadagnare.
  • Il processo è accumulabile: Con le vendite della prima guida Andrea guadagna 1.000 euro (ovviamente è una cifra indicativa, in realtà guadagna molto di più) e, grazie ai nuovi lettori che acquisisce ogni mese con il blog, continua a guadagnare 1.000 euro al mese vendita dopo vendita. Quando Andrea lancia il secondo infoprodotto i 1.000 euro di guadagno mensili diventano 2.000. Dato che, come abbiamo visto, il blog e le vendite non richiedono altri sforzi, Andrea ha il tempo per produrre una nuova guida e venderla, raggiungendo così i 3.000 euro mensili. Inutile dire che Andrea potrà sfornare una quarta, una quinta e una sesta guida.
  • Il processo è scalabile: Andrea aumenta il tasso di crescita dei nuovi lettori del suo blog grazie a strategie di Growth Hacking. Se le guide gli fruttavano 1.000 euro al mese ognuna, ora gli fruttano 2.000 euro ognuna. Il suo guadagno è passato da 2.000 a 4.000 euro.
  • Il processo può essere scalato a livello esponenziale: ipotizziamo che Andrea avvii una campagna di advertising su Facebook per i suoi infoprodotti. Dopo un periodo di test della campagna, Andrea scopre di riuscire a vendere una guida ogni 7 euro spesi in pubblicità. Se la guida cosa 20 euro, Andrea ottiene 13 euro di profitto. A quel punto Andrea può scalare la campagna Facebook: aumenta la spesa in pubblicità ed aumenta le vendite, aumentando così anche i profitti. In questo modo è possibile aumentare la spesa sempre di più, arrivando a guadagnare cifre vertiginose (e te lo dico per esperienza). La campagna è scalabile fino a quando il potenziale di vendita si satura e non si trova più gente disposta ad acquistare. 

Direi che ora hai un’idea chiara di cosa significhi guadagnare passivamente. Facciamo quindi adesso l’esempio di un guadagno attivo.

Riflessioni ed esempi di guadagno attivo

Prendiamo ora in esame Riccardo Scandellari.

Skande.com è senza dubbio uno dei più famosi blogger di marketing della sfera italiana, un vero e proprio influencer (ho anche avuto il piacere di essere ospitato sul suo blog).

Anche Riccardo (Skande per gli amici del web), avendo da poco scritto un libro, guadagna in maniera passiva.

Prendiamo però in esame l’asset di guadagno principale del suo blog: quello che io definisco guadagno attivo.

Skande è talmente famoso da essere costantemente invitato a conferenze ed eventi di ogni tipo e questa sua notorietà gli ha permesso di consolidare la propria strategia di Inbound Marketing.

Riprendendo le parole di Wikipedia, l’Inbound Marketing indica una modalità di marketing centrata sull’essere trovati da potenziali clienti (outside-in).

Skande, assieme al noto Rudy Bandiera (altro super big del web italiano), ha avviato l’azienda NetPropaganda, che si occupa di SEO e inbound marketing.

La loro strategia è tanto semplice quanto efficace: Skande e Rudy hanno lavorato sul proprio personal branding fino a che questo non è divenuto l’asset principale della loro strategia di inbound marketing.

La loro fama genera nuovi potenziali clienti per NetPropaganda e questo porta ovviamente a nuovi progetti e a nuove fonti di reddito.

Allo stesso modo, sia Skande che Rudy, potrebbero guadagnare extra-profitti grazie a consulenze, corsi ed eventi.

Il modello di guadagno attivo ha un grande pregio: questo risiede nella riprova sociale e nella meritocrazia che regolano, più o meno, il successo del blogger o dell’azienda. Nessuno paga i servizi di un freelance o di un’azienda – tanto meno la loro partecipazione ad una conferenza – se il loro lavoro non è ineccepibile dal punto di vista qualitativo.

Un posto nel mondo dei cosidetti “esperti” bisogna pur sempre guadagnarselo!

I limiti del guadagno attivo sono ovviamente contrapposti ai pregi del guadagno attivo:

  • E’ richiesto impegno: mentre Andrea Giuliodori può dormire o prendersi una vacanza senza che il proprio flusso di entrate ne venga danneggiato, Skande deve mantenere le proprie relazioni sociali, rispondere ai clienti e continuare a lavorare sui loro progetti.
  • Il processo non è accumulabile: mentre Andrea può continuare a sfornare libri e guadagnare un tot in più al mese, Skande al massimo potrà guadagnare un tot prestabilito per ogni progetto.
  • Il processo è parzialmente scalabile: mentre Andrea può aumentare le vendite dei propri infoprodotti senza dover scrivere un ebook per ogni vendita, Skande deve acquisire nuovi clienti e impegnarsi di conseguenza in nuovi progetti.
  • Il processo è parzialmente scalabile, ma fino a un certo punto: mentre lo sforzo di Andrea per vendere 100 o 1000 libri rimane lo stesso, per Skande le cose cambiano. Riccardo potrà anche aumentare i propri clienti, ma a un certo punto sarà costretto a fermarsi. Un conto è fare 10 o 50 consulenze al mese, ma farne mille non è cosa semplice! 

Ovviamente Andrea e Skande guadagnano da entrambi i modelli (passivi e attivi), proprio come ogni blogger che si rispetti dovrebbe fare. 

Altri metodi per guadagnare con un blog

quanto guadagna un blog di un opinion leaderCi sono tanti altri modi per guadagnare grazie ad un blog.

Prendiamo il caso di Chiara Ferragni che, a quanto pare, nel 2016 ha fatturato la straordinaria cifra di 10 milioni di euro.

Molti credono che li abbia guadagnati con il blog, ma si sbagliano. Chiara li ha guadagnati GRAZIE al blog. La differenza è tanto sottile quanto fondamentale.

Chiara ha avuto successo grazie al blog e il blog le ha permesso di guadagnare tale cifra, ma la maggior parte di questi guadagni sono imputabili all’ecosistema di Chiara e non al suo blog

Non dimentichiamoci che Chiara ha anche una sua linea di scarpe e collaborazioni di ogni genere.

Secondo alcune speculazioni, solo il 30% dei guadagni della blogger sarebbero imputabili direttamente al blog, tutto il resto è frutto dei suoi progetti imprenditoriali scalabili, come la vendita della sua linea di scarpe.

La capacità di trovare un punto di tangenza tra il proprio successo in rete e validi progetti imprenditoriali offline può dare vita ad altre mille-mila modalità di guadagno.

Conclusioni affrettate :-)

Una volta che il tuo blog (crealo ora) avrà avuto successo ti accorgerai che le modalità per generare profitti sono pressoché infinite

Potresti, già ora, promuovere prodotti affiliati, scrivere e vendere ebook, vendere i tuoi servizi, offrire consulenze, guadagnare con i banner, costruire un ecommerce per i tuoi prodotti, guadagnare con i post sponsorizzati o effettuare corsi online.

Il mio consiglio? Inizia a realizzare un infoprodotto sin da SUBITO. Non importa quanti pochi lettori hai o quanto sia giovane il tuo blog, il momento per iniziare è ADESSO!

Ti ho già spiegato che avere un infoprodotto in vendita sul tuo blog aumenta l’autorevolezza percepita dai tuoi lettori e posso garantirti che io, appena creato dariovignali.net, guadagnavo già qualcosina dalla vendita di una guida pdf dedicata al mondo delle fashion blogger.

Cosa aspetti a creare il tuo infoprodotto? Credi di non esserne all’altezza?

Non pensarci nemmeno per sogno! Se hai aperto un blog significa che hai SICURAMENTE qualcosa da dire.

Io non posso che ringraziarti per la lettura di questo post lunghissimo, se sei arrivato fino alla fine significa che sei una persona PERSISTENTE. 

E ricordiamocelo… essere persistenti è la qualità che accomuna tutti i blogger di successo!

Per partorire e scrivere questo post, ad esempio, ho impiegato ben 5 giorni di lavoro. Che ne dici di contraccambiare questo sforzo con un like o un fantastico +1? :-)

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Le risorse allegate di questo post.

INBOUND MARKETING

Semrush è uno dei miei tools preferiti per il SEO e per l’inbound marketing.

Il blog di moz.com è uno dei migliori blog in assoluto per imparare le diverse strategie di inbound.

BLOGGER CITATI

Samuele Onelia è il fondatore di Italian Indie
Andrea Giuliodori è l’autore del blog di crescita personale efficacemente.com
Riccardo Scandellari scrive su skande.com ed è cofondatore di Netpropaganda
Rudy Bandiera scrive su rudybandiera.com ed è cofondatore di Netpropaganda assieme a Skande
Dereck Halpern è il fondatore di Social Triggers
Marie Forleo scrive su marieforleo.com
Chiara Ferragni è la fashion blogger che sta dietro a The Blonde Salad
Neil Patel è il fondatore di Quicksprout

LIBRI 

Ricco non per caso è un libro capace di ispirare ogni blogger. Brandon, l’autore, illustra le modalità che regolano l’industria degli esperti.

Inbound Marketing di Jacopo Matteuzzi non l’ho ancora letto ma tutti ne parlano un gran bene.

Fai di te stesso un Brand è il libro di Riccardo Scandellari

Come trattare gli altri e farseli amici, un vademecum per muovere i primi passi nel personal branding

COSA FARE ORA???

Leggi Guadagnare con un blog: la guida definitiva
Procedi con Creare un blog WordPress: la guida definitiva
Oppure segui la video guida per acquistare hosting, ottenere dominio gratuito e creare il tuo blog.

Prima di chiudere la pagina.

Prima di chiudere la pagina sarebbe un piacere se tu scrivessi un breve commento. Mi piacerebbe sapere:

    • Se ti è piaciuto il post
    • Se hai un blog che guadagna e quali modalità di guadagno preferisci
    • Se hai provato a rendere profittevole il blog ma hai fallito
    • Se ancora non hai provato a trarre profitto dal blog e cosa stai aspettando
    • Qualsiasi altra considerazione o domanda che ti viene in mente

Un abbraccio,

Dario.

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PS: Sei un imprenditore digitale o aspirante tale?

Nel 2015 ho creato un gruppo segreto di esperti di digital Marketing. Oggi Marketers è il più grande gruppo d’Italia di Imprenditori Digitali. Stiamo approvando nuovi membri!

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  • Una guida fantastica, posso tradurla in Inglese e piazzarla sul mio blog? (scherzo ovviamente).

    Concordo con tutti i punti e devo ammettere che quando ho aperto il mio blog piu di due anni fa non avevo idea delle potenzialita’ di guadagno, quindi non mi sono soffermata molto a pensare alla scelta del nome o ad altri dettagli di marketing o branding.

    Un peccato che nella tua guida manchino completamente i travel bloggers (categoria di cui faccio parte, ma con blog in Inglese). Purtroppo la nostra nicchia, a differenza di quella marketing e fashion, non solo e’ sovraffolata ma anche meno profittevole a breve termine.

    Detto questo, in realta’ per qualsiasi tipo di blog si voglia aprire (e renderlo un vero e proprio business), oltre ai tuoi consigli fantastici serve un’ultima cosa, fondamentale direi (che in realta’ e’ riassiunta in tutti i punti che hai citato), e cioe’ bisogna essere bloggers ma soprattutto avere fin da subito una mentalita’ imprenditoriale.

    Questo e’ FONDAMENTALE. L’ho testato sulla mia pelle, visto che sono partita con un progetto totalmente amatoriale e non professionale, e quando e’ arrivato il momento di fare il salto mi sono ritrovata in netto svantaggio rispetto ai miei colleghi.

    Recuperare si puo’ eccome, ma la fatica sara’ doppia. Io ho aperto il blog quasi 2 anni e mezzo fa ed e’ diventato professionale (quindi la mia unica attivita’) da meno di un anno. Per incoraggiare chi e’ all’inizio, posso dire che se si seguono i consigli di Dario e si e’ disposti ad avere pazienza e non mollare, anche quando i risultati non arrivano, allora si e’ sulla strada giusta per avere successo.

    Sono in molti quelli che mi chiedono nelle interviste o via email quale sia il segreto. Beh, il vero segreto e’ essere disposti a non mollare, a fallire, rialzarsi e riprovarci.
    Io ho imparato l’inglese da zero all’eta’ di 30 anni e mi ritrovo ora a scrivere un blog interamente in Inglese ed essere (finalmente!) entrata a far parte dei top 50 travel bloggers al mondo (no, non lo dico per vantarmi, e’ una classifica stilata in base al traffico che riceve il sito).

    Se ce l’ho fatta io, con lo svantaggio della lingua, ed essendo partita da un progetto che di imprenditoriale non aveva nulla… ce la possono fare davvero tutti.

    Tornando all’argomento guadagno, io ho cominciato a monetizzare l’anno scorzo a fine Marzo e dopo nemmeno un anno i risultati sono stati super positivi. Io guadagno principalmente con gli affiliati, ma ultimamente mi stanno contattando diverse aziende per collaborazioni, con offerte molto interessanti. Ancora non arrivo alle cifre citate qui sopra, ma finalmente posso permettermi un assistente che mi auti con i diversi progetti.

    Per finire, un grazie a te Dario, perche’ dopo aver letto alcuni tuoi articoli mi sono finalmente decisa a cambiare Hosting e sono passata a Siteground da meno di un mese. A parte un piccolo problemino durante il trasferimento, posso dire di essere super contenta!

    Grazie per la bella guida, un saluto dalla Thailandia …e alla prossima!

    • Ale

      Fantastica anche tu!

    • Ti ho risposto su Facebook ma ci tengo a ripubblicare qui il mio commento per i lettori:

      “Quando scopro che qualcuno ce l’ha fatta, proprio come ce l’ho fatta io MI EMOZIONO.
      Quando qualcuno mi dice “grazie” perché rivede nei miei consigli anche una minima parte dei suoi successi, non posso che gioire immensamente.

      Posso solamente immaginare quanti lettori leggano assiduamente il mio blog senza avere la reale sensazione di potercela fare.

      Leggere ed entusiasmarsi è semplice, ma è proprio quando si tratta di passare alla pratica che spesso si fallisce.

      Il fallimento fa parte del percorso.

      Il problema è che in troppi abbandonano e altrettanti credono che il successo sia più lontano di quanto si possa anche solo immaginare.

      La realtà è che i primi 100 euro al mese sono i più sudati, ma una volta che si iniziano a capire le regole del gioco il passaggio da 100 a mille è semplice e da 1000 a 5000 lo è ancor di più.

      La ricetta per il successo è semplice: metteteci qualche fallimento, una grandiosa passione e costante autodisciplina e otterrete qualunque risultato desideriate.”

      Spero che la tua storia possa essere di ispirazione a tutti quei lettori che credono che farcela vada aldilà delle proprie capacità e competenze :-)

  • Ciao Dario, l’articolo è molto utile e ben fatto :-)
    Io ho questo blog https://rockofmysoul.wordpress.com/ ma non ho ancora cominciato a trarne profitto perchè non ho acquistato un domino e utilizzo la piattaforma wordpress.com.
    Vorrei aspettare che le visite aumentino, prima di comprare il dominio…tu cosa mi consigli?

    • Io ho fatto esattamente come stai facendo tu. Ma è stato l’errore di cui mi pento più spesso. Per anni ho coltivato il dominio .wordpress.com e quando ho fatto il grande passo ho perso anni di backlink, seo ecc :-(

  • Ale

    Come si fa a dire Grazie a Dario? per me è troppo poco. Questo ragazzo è speciale.

    • Grazie di cuore Ale, faccio del mio meglio e sono ben felice delle tue parole. E’ per i lettori come te che si scrive! :-)

  • Enza Ansalone

    Complimenti ottimo post, lunghissimo ho impiegato più di 15 minuti per leggerlo, ho preso pure appunti e devo dire che è utilissimo. Le parti più interessanti sono quelle in cui spieghi l’importanta del WHY e le ottime distinzioni tra redditto attivo e passivo, con tanto di esempi, tra l’altro sono una grande lettrice di alcuni dei blog da te citati, come quello di Andrea. Adesso mi manca solo il coraggio di iniziare la mia avventura con un blog che parli di me, di quello che so fare, sembra facile ma mi sa che sto procrastinando

    • 15 minuti è anche poco!!! :-)

      Ahia, speriamo che non ti abbia sentito Andrea allora! Enza, tutto quello che conta è PARTIRE!!!! Olé :-)

  • Meraviglioso questo articolo, anche perchè a noi interessa molto anche questo aspetto. Mi piace scrivere sul mio blog appena inaugurato, ma si vuole anche trovare il modo per monetizzare! Com’è giusto che sia è Blogging Business, non Blogging e basta…bravo! Ottimi anche i suggerimenti sui libri da leggere.

    • Grazie di cuore Giacomo!! In bocca al lupo per il tuo nuovo viaggio nel mondo del blogging allora :-)

  • Doublentry

    Grazie, illuminante per una neo blogger come me!

    • Figurati…. ti auguro il meglio per il tuo futuro da blogger professionista allora :-)

  • Ciao Dario :) Mi stavo giusto chiedendo quando avrei letto il tuo prossimo post e a quanto pare sono stato accontentato!

    Ti faccio i miei complimenti per l’ottimo post pubblicato, non solo per il tuo stile sempre fresco e mai banale, ma anche per l’argomento scelto “Come e quanto guadagna un blogger”. Si tratta di un argomento un po’ scottante e, per certi versi, alquanto inflazionato: troppe persone parlano di come guadagnare con un blog, spesso senza sapere nemmeno di cosa stanno parlando. Però, proprio perché ti ritengo un opinion leader nel tuo campo (lo sei davvero, non sto scherzando!) e ormai il tuo blog è tra i miei must read, ho deciso di immergermi nella lunga lettura e… le mie aspettative non sono state deluse!

    Ciò che mi ha davvero colpito è il tuo personale (e innovativo) punto di vista: nessun altro blogger (esperto nel tuo medesimo campo) che io conosca ha mai affrontato l’argomento in maniera così completa ed esaustiva, senza risparmio di colpi… Parli di mission e di why, spiegandone la relativa importanza, tratti del personal branding e dell’aspetto umano di un blog, esponi le strategie di guadagno che possono essere attuate utilizzando un blog come punto di partenza e strumento, illustrandone i vari aspetti e i concatenati vantaggi e limiti, poni esempi concreti di “blogger che ce l’hanno fatta” (come Chiara Ferragni e Andrea Giuliodori che già conoscevo)… Cavolo Dario, in questo post c’è proprio tutto! :)

    Un post davvero completo e che m’ispira a seguire questa strada, quindi… di nuovo complimenti!

    • Ciao Alessio! Grazie di cuore di questo fantastico commento.

      Io cerco di adottare un approccio olistico in modo da integrare filosofia, tecnica e strategia per ogni argomento che affronto e credo che queste tre realtà siano unite in modo indissolubile.

      Spesso uso esempi anche generici e banali (come il caso di chiara), ma questo è estremamente utile per riuscire a interessare il pubblico. Gli esempi conosciuti sono sempre quelli che funzionano meglio :-)

      Un abbraccio alessio!!!! E grazie ancora!!!!

  • LaFra

    Bellissimo articolo!
    Per alcuni anni sono stata “dentro” nel mondo dei foodblog, ma io ero solo una che lo faceva nel (poco) tempo libero visto che ho un lavoro che definirlo “full time” è riduttivo, poi ho mollato.
    Ora mi sto rimettendo in pista, ma con un progetto decisamente diverso. Diciamo che ho testato su Facebook il gradimento di alcune cose che scrivo (una specie di mini-post) e ho riscontrato un discreto successo con gente che mi sprona a scrivere ancora, quindi voglio provarci facendo le cose perbene (seguendo le tue indicazioni ho già comprato un hosting su Siteground e sto perdendo la testa nell’indecisione per un template su Themeforest).
    Detto questo, magari io non monetizzerò mai neanche un euro, ma ovviamente non escludo a priori questa possibilità. Quindi mi sento di dirti che c’è una parte importante che hai tralasciato in questo post (magari pensavi di parlare in un prossimo articolo) ed è la parte contabile. Insomma, come funziona esattamente? In questi casi c’è da dire che “purtroppo” siamo in Italia e le tasse assurde potrebbero far diventare gli introiti dei blog meno allettanti.
    Ti prego non dirmi di rivolgermi ad un commercialista perché prima di trovarne uno che capisce come funzionano gli introiti su web devi penare. Grazie.

    • Mi permetto di risponderti (anche se la domanda era per Dario).

      Secondo me il problema contabile diventa spesso una scusa, cioè non vedo dove sta il problema. Se incassi devi fatturare, e in genere aprire una partita IVA (in particolare se superi i 5.000 euro).

      Con le affiliazioni puoi in molti casi sospendere l’incasso finchè non ti sarà conveniente aprire la partita IVA.

      Se usi altre forme di monetizzazione tipo pubblicità, consulenze o prodotti tuoi la partita IVA ti serve da subito o quasi.

      Queste sono linee guida ultra generali e devi comunque parlare con un commercialista, perchè in Italia funziona così. Aggiungo che ho dovuto effettivamente parlare con 3 commercialisti diversi prima di trovare uno in grado di aiutarmi. Ma questi colloqui sono stati utili anche per me per capire la situazione.

      Aggiunta totalmente personale, secondo me è bene fissare obiettivi (e qualche strategie per realizzarli) già in partenza. Se punti a generare 200 euro dal blog è una cosa se vuoi arrivare a 2000 un’altra.

      Partire con il classico “lo faccio per passione, ma se mi capita di monetizzare è meglio” crea confusione mentale e spesso porta al fallimento e all’insoddisfazione.

      • LaFra

        Grazie per la risposta.
        Non ho aggiunto dettagli perché non volevo tediare oltre modo.
        Io una Partita Iva ce l’ho già avuta, ma per un negozio fisico, ed ho dovuto chiudere la baracca perché erano più le tasse che dovevo pagare che altro, ecco perché guardo con terrore la possibilità di doverla riaprire anche se in un settore completamente diverso. E’ la logica italiana che non funziona. Voglio dire, col negozio, anche se per assurdo incassavo zero per mesi, comunque dovevo pagare delle tasse (l’INPS sicuramente). Non credo sia diverso per le attività web.
        Quanto ai commercialisti, quando ho deciso di aprire parallelamente un negozio su eBay è stato il delirio. Cadevano tutti dalle nuvole (e sono di Milano, non di un paese sulle montagne)… persino l’Agenzia delle Entrate non sapeva come avrei dovuto regolarizzare la mia posizione, essendoci di mezzo un operatore di un paese in Black List (eBay con sede legale in Lussemburgo). Inutile dire che a distanza di anni sto pagando ancora le conseguenze delle loro incompetenze ( ho cambiato tre commercialisti in quattro anni!).
        Per cui la mia paura, per assurdo, non è quella di fallire nella mia idea di blog, ma di finire sommersa da più tasse che guadagni o da conteggi sbagliati…
        Scusatemi per l’OT.

        • Alcune volte, come dice Samuele, è una scusa.

          Altre volte si è rimasti “scottati”.

          Altre volte ancora ci si preoccupa troppo.

          Personalmente non ho aperto partita iva fino a quando non ho visto guadagni consistenti. Quando l’ho aperta il mio commercialista ha provveduto a mettere a posto anche tutte le entrate precedenti. :-)

      • Ylenia Sartori

        Grazie Samuel. Era la domanda che mi potevo pure io “quando entra in gioco il commercialista e la p.iva e tutte le altre menate che ci vanno dietro (ho lavorato per anni in uno studio di commercialisti).
        Grazie ancora per la delucidazione.

  • Daniele Mariotto

    Mi è piaciuto

  • er4t4

    che pappina!!! fallo + corto, no?

    oramai la gente preferisce cose brevi e concise…era meglio se il post lo dividevi e ne facevi uscire una parte dopo una settimana

    • Mi dispiace che non ti sia piaciuto. Se li faccio lunghi un motivo c’è :-)

      Inviato da Mailbox

      • er4t4

        non è che non mi sia piaciuto..ma l’avrei preferito + corto

        quale sarebbe il motivo?

        • il motore di ricera di google predilige post di 1000/1500 parole (tra le tante cose)

          • er4t4

            credo siano molte di +

          • nota bene: “(tra le tante cose)”. Ma credo, Dario mi corregga, che il rating sia l’aspetto determinante per rispondere alla tua domanda.

          • Esatto, e tante altre, come ho scritto nel nuovo commento sopra :-)

    • Danilo

      Mi dispiace er4t4, ma non mi trovi per niente d’accordo. Quando dici che la gente preferisce cose brevi e coincise parla per te stesso, per me la lunghezza dell’articolo andava benissimo e sono sicuro che la maggioranza dei lettori di Dario la pensa come me.
      Dario come sempre ti sei superato. L’attesa questa volta è stata lunga, ma ne è valsa la pena (e non avevo dubbi). Il successo del tuo blog è ormai più che evidente e a volte la gente ne è invidiosa.
      Se ti trovi a passare per Ravenna mi piacerebbe offrirti un caffè ;)

      • Grazie di cuore Danilo!

        Che la maggior parte dei lettori la pensino come te sarebbe un sogno!!

        Non a tutti piacciono le stesse cose, ma del resto non scrivo per tutti, io scrivo per la gente come te.

        Se mi dovesse capitare di passare per ravenna assolutamente! :-)

        Un abbraccio e grazie per le belle parole.

        PS: hai ragione, l’attesa è stata troppo lunga ma tra le ferie e il periodo di esami universitari è stata tosta. Quest anno chiudo il capitolo universitario della mia vita e la cosa si tradurrà in un sacco di novità bellissime (almeno per me). Le notizie non tarderanno ad arrivare

    • Vorrei dissentire da questa idea, i miei post più letti e apprezzati sono quelli lunghi

    • Lo ammetto, questo commento non è privo di elementi a suo sostegno. Del resto, in un era in cui le persone viaggiano alla velocità della micro-informazione, diviene una grande sfida rimanere concentrati durante la lettura di un post più lungo di 5000 parole.

      Lascia però che ti racconti un aneddoto riguardo la mia vita privata.

      All’età di 18 anni ho iniziato a leggere libri di ogni genere: internet marketing, copywriting, web analysis, comunicazione e crescita personale.

      Proprio in quegli anni mi sono imbattuto per la prima volta nel principio 20/80 e non ho esitato a citarlo più volte sul mio blog.

      Tra le tante teorie di applicazione ce n’era una particolarmente interessante:

      “Solamente il 20% di un libro contiene l’80% delle informazioni e delle teorie che l’autore desidera trasmettere ai propri lettori. Il resto è composto da giri di parole, esempi e pure riflessioni soggettive.”

      Così iniziai a formulare una teoria piuttosto interessante: se fossi riuscito a trovare i riassunti e le mappe concettuali di ogni libro che mi interessava, avrei potuto acquisirne le conoscenze e le teorie in un decimo del tempo senza doverlo leggere per intero.

      Questo è lo stesso errore che commette ogni studente convinto di passare gli esami leggendo i soli compendi dei propri testi universitari.

      Il lato positivo è che in rete ho trovato gran parte dei riassunti che cercavo, il lato negativo è che dopo aver letto i riassunti ho dimenticato tutto nel giro di pochissimi giorni.

      La nostra mente è fatta in modo tale da riuscire ad apprendere nuove teorie e nuovi concetti concatenandoli a modelli mentali preesistenti. Ecco perché è ASSOLUTAMENTE necessario che ogni nozione sia inserita all’interno di un contesto composto da esempi, riflessioni e sillogismi.

      Motivo per il quale ogni mio post è composto da storie, racconti, aneddoti, applicazioni pratiche e strategie.

      Certo, ogni lettore arriva su dariovignali.net per apprendere nuove strategie, ma ti posso assicurare che nessuna di queste avrebbe un impatto significativo senza l’ecosistema che vive all’interno di uno dei miei post.

      Ovviamente, scrivere articoli lunghi (più lunghi di 1200 parole) ha innumerevoli benefici:

      La gente rimane piacevolmente colpita dal valore dei contenuti

      Le strategie raccontate aumentano di significato

      Google posiziona meglio i post all’interno dei propri motori di ricerca

      Aumenta il tempo di permanenza degli utenti sul proprio sito web

      Cresce il tasso di conversione: i visitatori diventano lettori abituali

      La competizione viene annientata

      Ricorda però che è assolutamente inutile scrivere post lunghi senza contenuti di valore e senza la giusta forma.

      Un abbraccio,

      Dario.

  • Ciao,
    Un senso tra l’ammirato e l’irretito mi accompagna sempre durante i tuoi post più riflessivi. Ammirato perche è innegabile l’emozione trasmessa in certi passaggi. Irretito perche, da lettore “imparato” a suon di post tuoi e di rinomati blogger citati, è chiaro che il tutto è scritto in marketese. Non è necessariamente un punto a sfavore, ma leggendo le prolisse introduzioni atte a mettere in vetrina le keyword, le svariate citazioni che attraccano alla notorietà dei colleghi, le puntuali call to action, i richiami ai propri prodotti nonchè a precedenti articoli… Tutto questo mi fa nascere un why… La seo serve a mettere in evidenza i post o serve a scrivere i post stessi?
    Il mio vuole essere un contributo… Poi si sa che da qualche parte anche l’invidia e la frustrazione prendono piede ;)
    Btw: complimenti, grazie e alla prossima!

    • Questo è il commento più bello che io abbia mai ricevuto, contiene un grande spunto di riflessione.

      Gianmaria, sei ufficialmente caduto nella sindrome del marketer, e questo non può significare altro che te stesso sei un marketer a tua volta.

      Quando si imparano le strategie non si può fare a meno di inciampare nelle stesse quando si guarda l’operato altrui.

      Il “marketese”, come lo definisci tu, esiste e viene definito copywriting.

      Io ricorro al copywriting per due semplici ragioni:

      1. Far si che la gente arrivi fino in fondo alla lettura dei miei post, che ne colga il significato, che lo trovi stimolante e che la sproni a passare all’azione.

      2. Far si che il mio blog parli la stessa lingua di Google. Quando scrivo è come se mi rivolgessi costantemente a due interlocutori che parlano la stessa lingua ma dialetti diversi: i miei lettori e i motori di ricerca che distribuiscono i miei post ai lettori stessi.

      Quindi si, faccio uso del “marketese” e ne faccio uso pure per migliorare la portata del mio messaggio e i risultati del mio blog.

      C’è chi crede che guadagnare grazie ai propri lettori. Io credo che non lo sia, o almeno che non lo sia finché c’è un WHY e un contenuto capace di apportare valore ai lettori.

      Quando i miei stessi lettori mi diranno che leggendo il mio blog non hanno ottenuto alcun beneficio o alcun risultato allora forse mi ricrederò ;-)

      • Antonella

        Ciao a tutti ragazzi , Dario che bello che navigando navigando cercando idee per un nuovo lavoro ti ho incontrato , vivo a Panama ormai da 4 anni sono fuori dall’Italia per motivi che potete immaginare ovvero la crisi economica asi que perdita del lavoro e a 50anni non é stato facile reinventarsi , ma molto divertente :-) ! Ora dopo 4 anni oltreoceano pensavo di inventarmi qualcosa che mi permettesse di vivere qui a Panama 6 mesi ed il resto viaggiare Italia inclusa Napoli in particolare ed ho pensato di diventare una blogger ..ancora non so bene il why non l’ho trovato ed ho un nome troppo lungo da ricordare :-) scherzo Grazie molto istruttivo un mondo da scoprire ..fantastico un saluto
        Antonella Aulisio ;-)

  • Antonio Dalla Libera

    Famiglia a letto, divano, copertina e post di Dario Vignali. Quanto ti ho aspettato Dario, ma come scrivo ogni volta, ne valeva proprio la pena :)
    Riguardo al blog ho pronto da un bel pezzo Hosting (Siteground), Tema (Genesis) e domini vari ma…mi manca il coraggio, la determinazione, la nicchia giusta.. Insomma ho pronte tutte le scuse del mondo per non partire! Mea culpa, solo ed esclusivamente mia.
    Spero proprio di riuscire a berlo quel caffè con te un giorno :)

    • Ogni blogger utilizza diverse strategie per valutare il successo e i feedback dei propri post pubblicati.

      Il mio, ad esempio, è aspettare il commento di Antonio della libera. Se il commento arriva, il post è un successo.

      :-)

      Vaffanculo le scuse e via con i progetti, apri i cassetti e libera i sogni!

      Al di là di tutto, basta partire ;-)

  • Marco

    Ciao Dario

    Davvero un articolo interessante,con nuovi spunti da immagazzinare, e LINK di blog da leggere riguardanti la promozione,che è quella che mi interessa attualmente.

    Io quasi sto per entrare nel mondo della vendita on line.

    Sto ottimizzando il mio sito dal punto di vista SEO,e finalizzando i contenuti,poi comprerò l’hosting(adesso lavoro ancora in locale)e lo pubblicherò.

    Cercherò di approfondire l'”Inbound marketing”,nuovo termine a me sconosciuto, e vedere se ci sono altre strategie oltre al SEO e ai social media

    Ti ringrazio e ti mando un caro saluto

    • Ciao Marco!!! In bocca al lupo per tutto!!!!!!!

      Un caro saluto a te, ti auguro il vento in poppa e un po’ di fortuna che non guasta mai.

  • Bello l’articolo!

    Aggiungo solo che dopo aver intervistato decine di blogger che monetizzano con successo la loro piattaforma ho visto una costante che li accomuna.

    Alcuni lo fanno da subito, altri dopo un periodo in cui studiano il mezzo. Per tutti arriva un momento in cui stabiliscono in modo chiaro obiettivi e le strategie per realizzarli.

    Fissare l’obiettivo è utile ma se non hai nessuna idea di come lo potrai realizzare rimane un sogno.

    Per cui bisogna sempre avere in mente il traguardo e il percorso da seguire.

    Definire un piano è utile anche se poi, non so riesce a completarlo subito.
    Il fallimento in questo caso (e solo in questo) è utile perchè ti permette di capire i limiti della tua strategia e ti offre l’opportunità di aggiustare il tiro.

    Dario, grazie mille per la menzione!!!

    • Ottimo commento Samuele!!!

      Proprio vero. Io fino al 2013 non ho mai provato a monetizzare. Non perché non pensavo fosse possibile, semplicemente perché non avevo un traguardo, ma sopratutto UN PIANO da seguire.

      Figurati :-)

  • Al di là dei modi passo passo per guadagnare, mi sono lasciata emozionare da tutto il bellissimo discorso che hai fatto appena sopra:
    dare molto per ricevere in cambio ancora di più, avere una mission da portare avanti attraverso un blog, far trasparire il valore umano che si cela dietro la tastiera di un computer. Sono tutti aspetti che portano al successo un blogger, ma allo stesso tempo una qualsiasi attività imprenditoriale.

    Emozionare e lasciarsi emozionare, identificarsi con il pensiero di un’altra persona, non è facile, ma nemmeno impossibile. E sono convinta anche io che sia la strada giusta da seguire.

    Ancora una volta, grazie per questo tuo articolo :)

    • Ancora una volta grazie a te Martina per il tuo commento! A me sembra che il tuo blog vada alla grande :-) Sei sulla strada giusta, continua così!

      Il discorso iniziale è molto più importante rispetto alla mera resa economica del blog. Avere un seguito ha un potenziale molto più importante rispetto all’avere un reddito.

      I metodi per guadagnare possono cambiare, nascere o sparire nel tempo, ma il proprio pubblico no. Avere un pubblico di persone che si interessano a te e alle tue passioni significa avere l’appoggio della gente, e avere l’appoggio della gente significa poter lanciarsi in incredibili progetti con la certezza di poter contare su un riscontro.

      • Grazie per il tuo incoraggiamento, davvero! :) Non voglio mollare il mio blog xk mi sta dando risultati incredibili! Ho solo paura di non riuscire a starci dietro ad un certo punto. Mi piacerebbe sapere come hai fatto, come sei riuscito a gestire le tante richieste di preventivo, lavoro e consigli che sicuramente arrivano dalla tua attività online.

        • Diminuire un poco i guadagni attivi e dare una spinta a quelli passivi. Il tempo per se stessi, per la lettura e per le proprie passioni ha più valore dei profitti economici :-)

  • Antonio Musarra

    Ciao Dario, articolo fatto bene e conciso sugli argomenti.
    Dall’articolo hai escluso, lasciato a margine tutti quei blog di nicchia che trattano argomenti prettamente tecnici, come lo sono per esempio il mio (http://www.dontesta.it/blog) e quello di Salvatore che hai citato, quindi, gli autori di questo genere di blog non sono blogger?

    Per i blog di questo genere i guadagni maggiori derivano da consulenze richieste dai propri lettori.

    Perché non provi a scrivere un articolo che tratti proprio i blog che trattano argomenti di nicchia, prettamente di nicchia?

    Grazie,
    Antonio.

    • Sarà fatto! Il tuo caso è un caso particolare. Non volevo che dal mio post trasparisse una verità “assoluta”, non lo è affatto.

      Ogni modello ha il suo format e credo che la verità cambi nell’ordine delle proprie esperienze e del proprio mercato.

      Ottimo spunto! CI penserò :-)

      • Antonio Musarra

        Molto bene. Allora resto in attesa del post.

        Bye,
        Antonio.

  • Grazie mille per la segnalazione Dario! Solo una precisazione, prima che qualcuno arrivi a romperti le balle ;) Non facciamo SEO da un paio d’anni… non è un problema che tu l’abbia scritto ma te lo segnalo.
    Mi permetto anche di incollare un link perchè l’altro giorno ho scritto un post concettualmente identico al tuo, per chi volesse vedere anche un altro punto di vista. Grazie ancora :)
    http://www.rudybandiera.com/guadagno-lavoro-online-0122.html

    • Grande Rudy!!

      Adesso modifico subito :-) Benissimo per la condivisione!

  • Apprezzo tutte queste riflessioni e stavo pensando alla questione nome del blog. Io sicuramente all’inizio non avrei usato il mio nome perché volevo fosse chiara la mia nicchia e poi ho un nome straniero e so che in italia fa figo ma non è comodo per lo spelling… usare un nome del blog italiano per me è stato una delle scelte azzeccate proprio per questo… vedo molti che scelgono nomi americaneggianti ma poi quanto ricercabili sono? Altra questione su cui mi hai fatto riflettere è l’idea che l’influencer abbia personalità. In molti casi è vero, ma per altri teniamo conto che dietro a molti grossi blog (parlo per la nicchia fashion) ci stanno agenzie o operazioni di marketing mirate a tavolino e non sempre il blogger si è fatto da solo. In quel caso io parlerei di potenziale di ispirazione di un blogger. Importante per un egoblogger è saper ispirare in qualche modo. Lo si può fare in molti modi diversi fra loro. Per esempio molte aziende pensano che per ispirare il blogger debba essere una sorta modello perfetto, ma non è sempre così. Come fashion blogger non convenzionale ammetto che c’è molto più spazio perché molti meno si mettono in gioco, ma il problema è monetizzare tramite collaborazioni perché una azienda anche se è del tuo settore e sa che sei seguito, in Italia è poco coraggiosa. Io monetizzo soprattutto con affiliazione al momento e cifre molto contenute, ma penso per me la possibilità sia soprattutto quella perché se non altro chi viene sul mio blog cerca proprio prodotti da acquistare.

    • Cara diva, parole sagge!

      Il tuo punto di vista è giusto e il nome del tuo blog è azzeccatissimo: definisce la nicchia, costruisce una community di lettrici, risponde a una domanda e ha anche carattere!

      :-)

      • Ti ringrazio, devo ammettere che spesso quando ho presentato il nome del mio blog a eventi e persone nuove ho ricevuto molto interesse e complimenti per la scelta e quindi so che era giusta. Devo però anche dire che a seguito del tuo post ho notato che molte blogger anche curvy (ma come dici tu lo ha fatto anche la Ferragni) quando hanno avuto più riconoscimento hanno fatto il rebrandibg. Questo perché inizialmente la community forte è necessaria di base come affermi, però perché una blogger di nicchia possa espandersi usare il proprio nome al di là delle etichette può essere utile. Per questo motivo ho deciso di sperimentare e ho ridefinito il logo mettendo il mio nome in primo piano… e devo dire che la cosa non mi dispiace.

  • Margherita Cuneo

    Davvero interessante. Credo che dare il proprio nome ad un blog sia necessario quando ciò che si promuove è indissolubilmente legato al nostro essere, come un prodotto artistico tipo pittura, sartoria, scrittura. A tal proposito vorrei chiederti quali sono secondo te le strategie migliori di promozione di ebook e racconti. E, come fanno notare altri commenti, sarebbe utile un post sulle questioni fiscali e burocratiche per la gestione del blog.

    • Vedrò di postare un articolo al riguardo :-)

      • Margherita Cuneo

        :))

  • Veramente molto interessante. Mantengo da quasi 20 anni un sito pubblicando gratuitamente per i miei allievi, adesso che sto per andare in pensione, e mettendoci la faccia, potrei continuare a mantenere i miei contatti e magari arrotondare un poco le entrate. Credo che la cosa sia fattibile trasformando il sito in un blog. Ho ancora tantissime cose da raccontare per il mio pubblico.
    Nel complimentarmi ancora per il tuo entusiasmo e la forza del tuo carattere vorrei segnalarti:
    http://www.salvorosta.it
    Un abbraccio!

    • Grazie di cuore Salvo e complimenti per il sito. Credo anche io che sia fattibilissimo!

      Quindi… in bocca al lupo!

  • Alin

    meraviglia!! ;) un po’ troppo lungo ma bene!!

  • Tiziano

    un pò lungo ma ne valeva la pena :)

    • Grazie Tiziano! Mezz’ora di lettura effettivamente!

  • Bello, Bello, Bello. complimenti Dario, io ho aperto un Blog da tre settimane, piú che altro per promuovere me stesso (sono alla ricerca di un nuovo lavoro) e perché ho idee che nella mia azienda non sono assolutamente realizzabili, quando parlo di marketing sembra che parli di astrofisica nucleare quantistica, quindi ho deciso di suonarmela e cantarmela da solo scrivendo su un blog. In definitiva per ora vorrei solo promuovere me stesso, il guadagno diretto con il blog non é una prioritá. Sto Sbagliando?
    Ps. era un po’ che volevo buttarmi nel mondo dei blogger, ma ero un po titubante, poi ho trovato per caso la guida passo passo sul come aprire un blog di quel genio di Dario, e in 4 ore ero operativo on line. thanks

    • Grande Daniele!!!

      Io penso che ognuno abbia il proprio obiettivo e che tutti i blogger abbiano un obiettivo comune: soddisfare i lettori e costruirsi il proprio pubblico, questo è quello che conta veramente.

      Una volta che avrai costruito il tuo pubblico spetterà a te decidere quale sia il tuo obiettivo.

      Un abbraccio

  • Che dire? Me gusta mucho. Guarda un po’ quanto hai da imparare da un ragazzo che potrebbe essere mio figlio! Ragazzo? Chapeau!

    • Ahah, sono vecchio “dentro” Alessandro! :-)

      un abbraccio

  • Mario Moncini

    complimenti!
    Bel lavoro e ottimi contenuti!!!!
    Sto avventurandomi ora nell’internet marketing e nella creazione e vendita di prodotti digitali online e ho trovato molto completo e utile il tuo discorso!
    L’EMOZIONE E’ LA COSA CHE CI FA PRENDERE DELLE DECISIONI
    ,TU QUANDO SCRIVI RIESCI A TRASMETTERLA
    quindi complimenti e grazie di avere pubblicato questi contenuti

    • Grazie di cuore Mario, sono felice di queste parole. Comunicare non è semplice come sembra e portare un lettore al termine di un articolo di 5000 parole è sempre una sfida.

      Il tuo commento è una grande fonte di motivazione per me :-)

  • Ciao Dario,

    bell’articolo. Personalmente, lo condiviso solo in parte però, perchè è un mondo troppo vasto, con numerose sfaccettature, impossibile da spiegare in un articolo. Mi rendo che oggigiorno, quando di sente la parola “guadagnare” in giro, tutti drizzano le orecchie, ma è veramente solo questo lo scopo di tutti?

    Non credo, indubbiamente per molti i soldi aiutano e nessuno lo nega, ma magari molti blogger o persone che scrivono sul Web, hanno già un proprio lavoro e non ne fanno una questione economica. Sono persone che amano i propri blog, perchè hanno passioni ed interessi che vogliono condividere su Internet, con altri, dare informazioni gratuitamente, in qualunque campo. Lo fanno perchè sono spinti interiormente da qualcosa, che non riesce a tenerli fermi sulla poltrona, ma che anche alle 11 di sera, dopo una giornata faticosa, sono davanti al PC per scrivere un nuovo articolo. E sinceramente, credo che questo amore, sentimento, non sia paragonabile a null’altro.

    Che poi, un domani, il destino vuole che il tuo blog piaccia alla gente, ad aziende, società, dalle quali nascono proposte allettanti per migliorare il tuo tenore di vita e farti guadagnare ancora di più. beh ancora meglio.

    Hai citato blog che sicuramente guadagnano cifre stratosferiche, ma che personalmente non mi dicono granchè. Li trovo freddi, un pò insipidi (come la pasta senza sale) ;)

    Probabilmente, preferisco il tuo (anche se dopo il corso con G. ti sei incattivito e sei venuto a rubarmi un backlink, ma sono di animo buono e ti ho perdonato), perchè oltre ad avere contenuti interessanti, mi trasmette una simpatia che è difficile trovare su altri blog. Ogni tuo articolo, è un’insieme di tanti piccoli ingredienti (contenuti reali, stimoli a livello umano, battute, esperienze personali), che li rendono interessanti.

    La morale di queste mie parole?

    Credo che ognuno/a di noi debba seguire le proprie passioni, utilizzare Internet per farle conoscere agli altri e fare sempre del proprio meglio. A volte poi, con il tempo, come hai fatto notare giustamente tu, le opportunità nascono da sole. Ci si rende conto di aver fatto un ottimo lavoro, di aver raggiunto un seguito notevole, e quindi, perchè non provare a monetizzare in parte il proprio lavoro? Le possibilità ci sono e sono realmente davvero infinite.

    Nice day…

  • bell’articolo ma bisogna anche dire che non tutto il successo è direttamente imputabile al blogger. credo che ci siano anche delle dinamiche di mercato da prendere bene in esame. se la tua nicchia, ad esempio, è altamente concorrenziale, gli sforzi per emergere potrebbero essere davvero spaventosi ( a meno di idee particolarmente creative).
    in base alla propria nicchia di appartenenza, infatti, potresti concorrere con blogger da strapazzo oppure con testate giornalistiche imponenti ad esempio.
    sempre integrare la propria motivazione, obiettivi e impegno con opportune ricerche di mercato

  • TecnoKris

    Ciao Dario,
    Innanzitutto bell’articolo e sempre molto completo. Ho visitato nella sezione dedicata del tuo sito i strumenti fondamentali da usare. Mi chiedevo (se possibile) quale strumento usi per creare ogni immagine principale per gli articoli.
    Grazie

  • Ciao Dario! Grazie ai tuoi consigli ho realizzato il mio Blog e ho lanciato il mio primo video corso. I tuoi articoli spaccano di brutto e sono incredibilmente utili. Continua così e soprattutto non smettere mai di scrivere!

  • Davvero un ottimo articolo che va oltre una spiegazione dettagliata, ma ti mette in testa idee nuove su cosa fare e come cominciare. E per trasmettere il successo bisogna prima meritarselo e guadagnarselo :) Buona giornata

  • Ciao Dario,
    veramente complimenti per il tuo blog!
    Lo sto seguendo, studiando e apprezzando oramai da qualche mese!
    Continua così!

  • Davvero molto interessante come sempre, complimenti! Non ho mai postato commenti finora, ma ti seguo da un bel pò, e devo dire che non è facile trovare qualcuno che spiega l’ arte del “blogging” come lo fai tu.
    Io sono partito da poco con un sito che è la via di mezzo tra un blog e un sito statico, destinato alla vendita di infoprodotti, sono consapevole che i settori in cui opero sono “affollati”, ma anche di avere un “why” e una “mission” ben precisi grazie ai quali posso differenziarmi dagli altri. Comunque è dura, durissima…il grosso del problema è farsi trovare dagli utenti, affinchè per trovare ciò che cercano approdino sulle mie pagine piuttosto che su quelle di altri. E poi è questione di budget…io purtroppo non ne ho, ma con il tempo conto di fare qualche progresso. ;)

  • gianluca

    Permmettimi di fare un osservazione: le foto del dalai lama, di einstein e di mandela c’entrano eccome. Loro rappresentano le voci fuori dal coro, la follia, la libertà e solo loro con la loro follia, che noi non apprezziamo, anzi la crtichiamo in quanto schiavi dei nostri dogmi, possono cambiare il mondo. Io aggiungo che loro hanno sbagliato tantissimo, prima di diventare famosi, ma se non hai sbagliato non hai osato e se non hai osato non hai vissuto. Ciao Dario ti abbraccio

  • Benedetto

    Ti faccio davvero i miei complimenti. Questo è per me un articolo fantastico, un ottimo punto di partenza per progettare e realizzare il mio blog; da tempo ho idee e pensieri che vorrei convogliare in un blog, e grazie alla tua guida ho avuto lo stimolo giusto. Grazie :D

  • Miry Allegri

    Ciao Dario,
    Articolo molto interessante e ricco di spunti.
    Per guadagnare con un blog serve stile e fantasia, oltre logicamente la capacità di essere unici e di saper trasformare le idee in soldi.. cosa non da tutti, come possiamo vedere..
    Vorrei farti i complimenti per la generosità che dimostri nei tuoi articoli e nel rispondere a tutti “o quasi” i commenti..
    Seguirò con piacere i tuoi nuovi post :)

  • Ciao Dario,
    Eccellente articolo!
    Conoscendo l’impazienza dei visitatori.. mi chiedo in quanti l’abbiano letto tutto :)

    Credo che una caratteristica comune dei blogger che sono riusciti a monetizzare adeguatamente il loro blog possa essere: io ce la devo fare.. io ce la faccio.. io ce la farò ecc..ecc..
    Quella invece di chi non riesce: non ce la farò mai.. è impossibile.. è una questione di fortuna.. boh..

    Scusami.. ci ho scherzato un po sù :)

    Pianificazione.. Strategia.. obiettivi.. determinazione = possibilità di riuscita?
    Aggiungiamo.. molta fantasia.. intuito.. preparazione.. stile = doti non propriamente comuni ma comunque essenziali per riuscire nell’intento?

    Chi meglio di te può dirlo..

    Un sorriso :-)

    PS: Potresti rimuovere il mio commento precedente? Non mi ero ancora registrata a disqus e non lo visualizzavo.. pensavo fosse stato cancellato :)

  • Laura

    Ok, tutto molto interessante ma in pratica non dici COME si fa. Nel senso: uno apre un blog seguendo tutti i consigli che tu dici, dal nome al why, ci mette personalità, ecc ecc… ma poi? Come si ottengono visualizzazioni per far partire il passaparola di persone che inizieranno a seguirti?

    • Ciao Laura ci sono tanti articoli sul blog dedicati a quello! Non ci sta tutto in un solo post :-)


      Inviato da Mailbox

  • Francesco

    Ciao Dario, interessante post, non sono capitato qui per sbaglio, ho intenzione di creare un mio blog culinario”Vegano” condividendo la mia passione per la cucina, il cibo e gli animali. Avevo bisogno di maggiori informazioni e grazie a te Dario sono riuscito a sgrovigliare la matassa di pensieri che avevo in testa… E sono più che convinto che la passione e la determinazione siano un buon aiuto per la riucita di un qualunque progetto… Complimenti

  • Denise

    Grazie mille! Spiegato benissimo. Complimenti per il tuo lavoro e per il tuo successo (meritato). Aloha

  • Una dei pochi che riesce a motivarmi e ispirarmi :) // Grande Dario…

  • Gran bell’articolo , Dario. A mio avviso dei casi citati l’unico che sembra un blog ma blog non è , a mio avviso , il ” Blog” di Beppe Grillo. Al sito di Beppe Grillo lavorano varie persone ….un conto quando fai tutto da solo un conto quando hai un team di collaboratori. Per il resto condivido il post. Molto bello. Grande Dario!!!!

  • Fabio Del Prete

    Ciao Dario, la lettura di questo articolo mi ha messo una carica mostruosa e riempito di energia, parola dopo parola era come se mi rivedessi in te durante i primi passi in questa giungla, internet.
    Ho sempre preso la mia passione di blogger come un passatempo, scrivere quello che penso mi rilassa e non ho mai pensato al guadagno se non come forma di beneficenza o investito per le spese del sito, il mio è puro divertimento, uno sfogo.
    Scrivo perché ho qualcosa da dire, dici bene, hai colto perfettamente il perché esistono i blogger, siamo una voce fuori dal coro e scriviamo liberamente tutto quello che ci passa per la testa.

    Ti ringrazio ancora per tutte queste belle parole.

    Fabio

  • Milena

    Bel post, molto interessante. Ho aperto un blog da pochissimo, sto ancora imparando a gestire il mezzo… leggendo il tuo post mi sono “ricaricata”: mi sembra di aver trovato una marcia in più per impegnarmi a fondo in questa avventura. Non ho grandi speranze di guadagno, da un lato perché ho aperto il blog per pura passione e non per farci soldi (anche se non sarebbe male avere anche qualche soddisfazione materiale e non solo morale!), dall’altro perché la sua natura (lit-blog) lo rende credo poco “monetizzabile”. Ma non importa, per ora mi sto divertendo e posso comunque tentare un approccio più professionale e imprenditoriale. Non si sa mai… ;-)

  • Ameno

    Impressionante..davvero impressionante, sei davvero un brand! di sincerità..leggendonti specialmente questo post sembrava che stessi parlando con la parte migliore di me stesso.

    Vai sempre avanti! Sei un grande?

  • Marika

    Ciao Dario! Mi sto troppo appassionando al tuo blog e ti ringrazio per tutti questi spunti che ci regali! Ti chiedo una cosa: quando si decide di aprire un blog, non potrebbe essere una buona idea farlo in doppia lingua? Italiano e inglese? Chi ti sta scrivendo è una totale neofita del campo ma ho un progetto in mente e mi piacerebbe cercare di “catturare” più persone utilizzando anche la lingua inglese. Immagino che a far questo diventi tutto più difficile! Puoi creare un post al riguardo? E come mai tu non hai optato x questa scelta? Ti ringrazio in anticipo!

  • emiliano ficarra

    Complimenti Dario, non credo di aver trovato blog più interessante di questo, sei un esempio da seguire, veramente complimenti.

  • Gaetano Svizzera

    Per fare il blogger bisogna avere dei requisiti in particolare..tipo l’eta’???e a chi dovrei rivolgermi??

  • Gisella

    Devo dire che mi piace molto come hai presentato il nocciolo del problema! LEggendo il tuo articolo mi sono appassionata ancora di piu` alla mia idea di aprire un blog. Io sono io, sono unica e irripetibile e questo che mi da la forza (nonostante tutto) di voler andare avanti con questa idea: aprire un blog perche` io ho qualcosa da dire. Punto. Grazie per quello che hai scritto. TI faro` sapere (Se ti va) come procede la mia idea di aprire il blog. :-D

  • Francesca

    Ottimi contenuti, ti seguo da diverso tempo ma questo articolo mi era sfuggito.

  • Silvia BlogdellaMusica

    Complimenti per l’articolo è davvero bello e stimolante. Ho aperto un
    blog ad inizio anno, mi ci sto dedicando con molto impegno perché mi
    piace e vorrei che diventasse la mia professione. Rileggerò il tuo
    articolo ancora molte volte finché non riuscirò a scrivere per bene il
    mio WHY. Io faccio parte della categoria blog con recensioni. Ho
    iniziato con quelle per mettere più materiale possibile ma un po’ alla
    volta sto inserendo anche molti articoli scritti da me e da un mio amico
    nella speranza che presto siano questi a prendere il sopravvento sulle
    recensioni. Finora ci ho guadagnato qualche CD e qualche Libro… Spero
    in futuro di guadagnare qualcosa di più :-)

  • Anna Rampini (CreandoFilando)

    Si vede che ci hai lavorato tanto! Il tuo articolo mi ha chiarito le idee, mi ha offerto spunti di riflessione e argomenti da approfondire. Mi piace soprattutto la bibliografia che hai messo alla fine.
    Se sono arrivata fino a te, avrai certamente capito che ho un blog da tanti anni, ma non l’ho mai lanciato veramente!
    Inizialmente perché avevo troppe cose a cui pensare e poco tempo da dedicargli, solo da qualche settimana sento l’impulso di voler fare qualcosa di piú, ma, per deformazione professionale, ho la necessità di conoscere e metabolizzare ció che mi prefiggo come obiettivo.

  • yumi

    uhm. troppo facile, dove si trova il trucchetto? tra le righe?
    a parte gli scherzi, mi piacerebbe aprire un blog che aiuti, chi come me, ha la passione delle roulotte e i viaggi itineranti. ma sono nel panico, non so da dove cominciare.
    leggendo tutto questo lungo post, mi sento carica e mi sento stupida a non ave ancora cominciato!! grazie di avermi illuminata!
    yumi

  • Serena Abadessa

    Articolo a dir poco illuminante. Sto studiando il mondo dei blog da pochissimo perchè ho un sacco di idee e di passioni e sto cercando il modo per condividerle….Troppe forse per creare un WHY ben preciso e una MISSION…Per ora. Forse girovagare per il tuo blog mi aiuterà a concretizzare, per ora ti ringrazio per la chiarezza del tuo articolo.

  • francesca

    grazie Dario, ave intenzione di lanciarmi e adesso mi hai convinta. Se é possibile, avrei un paio di domande da farti. Come si realizzano i link ai banner amazon e compagnia? dalla mia domanda avrai capito il livello bassissimo di sapere riguardo al web. domanda numero 2; ho già un sito dedicato alle mie attività artistiche. pensavo di integrare il blog al sito già esistente. cosa ne pensi?. grazie

  • Crudology foodblog

    Grande Dario! condivido pienamente i tuoi pensieri, pur comprendendo i limiti legati a questo genere di attività in Italia… ciò nonostante consiglio a tutti i creativi di lanciarsi e investire (e fu così che…:D) Scherzi a parte… In bocca al lupo ragazzi!

  • anto

    Ciao, da un po’ penso di aprire un blog, precisamente da quando ho scoperto che su FB c’è chi segue i miei post con interesse anche se non commenta. Credo di avere i requisiti, mi manca la mission… e mi pare essenziale. Diciamo che non comprendo perché e per chi dovrei essere un punto di riferimento.
    Comunque l’articolo mi piace, bravo!!

  • Omar Rico

    Ciao dario piacere di avere letto questo piccolo messaggio, io ho cercato di fare profitto del mio blog c’erano delle persone che curiosavano anche perché scrivevo anche in spagnolo la mia lingua ma non avendo saputo come fare che la gente lasci il suo commento ho lasciato però adesso mi metterò ancora a dire qualche parola grazie a te ed spero di farcela se tu mi daresti qualche dritta per sistemare quel problema ti sarei molto grato grazie ciao

  • Cristina Barcellona

    Davvero molto utile!
    Io ho un blog d’arte e musica da qualche mese ma non riesco a trovare il modo di farlo decollare nonostante ho un mio “WHY”.

    Forse sono categorie che non interessano molto alla gente perchè non hanno una “utilità” ma sono fine a loro stesse. Inoltre non ho un dominio mio ma uso il dominio di wordpress. Tu quale piattaforma di hosting consigli per una maggiore visibilità?

    Ogni consiglio sarebbe prezioso:) Grazie in anticipo.

  • Ics Mir

    Grazie, interessante, ti ho letto scorrevolmente fino alla fine, le citazioni e i link sono utili.

  • Dino Losa

    Ciao Dario, mi sai dire dove posso trovare info circa il guadagno medio di un blogger in Italia? Sto facendo una ricerca ma non trovo queste info da nessuna parte…

    Grazie e cari saluti

  • Post illuminante, sicuramente chi ci sa fare con il blog ed ha voglia di fare, può avere un’ottima fonte di guadagno dalla propria creatura. :)

  • Tommy Malè Cimarelli

    Ciao Dario,

    ottimo articolo! Ti ho conosciuto meglio comprando il corso di Instagram on Fire, che ancora purtroppo devo finire e mettere in pratica. Il mio WHY credo sia quasi pronto anche se al momento non ho ben chiaro come strutturare un mio blog e quale sia la piattaforma migliore.. Sto investendo molto sul mio profilo Instagram cercando di mettere in primis i commenti piuttosto che limitarmi al semplice mi piace. Credo che nonostante i tempi e le generazioni siano cambiate molto velocemente rimanga una piattaforma unica per trasmettere ciò che più ci appassiona! Spero anche tramite i tuoi consigli di poter aprire un blog dedicato alla mia passione (fotografia) che funzioni poi da strumento per portare movimento sul mio profilo e poter trasformare una passione in una attività che mi renda orgoglioso ma che, sopratutto in linea col mio WHY, possa trasmettere le mie passioni e ideologie arricchendo anche gli altri!

  • Samy W

    Come sempre, bravo Dario!
    Io grazie ai tuoi preziosi consigli sto imparando davvero tantissimo!
    Adesso, posso dire di avere la giusta carica per cominciare.
    Fino a un po’ di tempo fa, avevo il morale a terra, pensavo di non avere la giusta stoffa per farlo, ma la realtà è proprio come dici tu:
    “Se hai aperto un blog significa che hai SICURAMENTE qualcosa da dire.”
    Perciò non posso che ringraziarti.
    Samy!

  • Micaela Marcon

    Ciao Dario sono nuova del gruppo, appena iscritta alla tua newsletter e non riesco a staccarmi nel senso che un argomento ne chiama un altro e via di seguito e sono ore che leggo. E penso che continuerò così per tutta l’estate. Chiedo un consiglio: sto iniziando un nuovo business di vendita online, oggetti arredo disegnati da noi. Il blog nel nostro caso vuole essere lo spazio dove trasmettere le nostre ispirazioni, i nostri consigli su come intendiamo il design e come renderlo fruibile ai più. In questo senso a tuo avviso il nome del blog deve corrispondere al nome del brand dei nostri oggetti (che poi è il nome del sito di e-commerce) oppure posso/ è consigliabile scegliere un nome che ispiri oppure il nome della designer dell’azienda? grazie mille alla prossima

  • Mattia Radenti

    Bello davvero..
    Ti conosco da due giorni e non faccio che rimpiangere perché non l’ho fatto prima..
    Il punto di quella che sarà la mia mission è proprio questo, che racchiude anche tutta la mia filosofia di vita: le cose belle, sono belle solo se arrivano nel momento giusto..
    Ed il momento di conoscerti è stato 2 giorni fa’.
    Ho aquistato il marketers book ed ho passato le 48 ore della garanzia a leggere altri tuoi post!! Ahaha
    Grazie delle tue parole, perché sono fonte di ispirazione..
    Uno spunto di riflessione per te, in cambio di un consiglio, poi, per me..
    Ti sei chiesto il perché hai 1650 (+me) G+ e “solo” 289 Like fb?
    Non credo che i 1400 non avessero un profilo fb..
    Se ti è piaciuto lo spunto, dammi un suggerimento: vorrei aprire un blog “a tema” per fare un po di rudimentale esperienza.. poi convogliarlo nel mio blog personale che vorrei aprire tra qualche mese.. tu lo faresti? Cioè, al di la delle esperienze che hai fatto a 11… 15 anni ecc.. sono d’accordo con te che il blog personale è la cosa migliore.. ma un po’ di esperienza sul campo la si deve pur fare.. prima di buttarsi nella Main Mission.. riuscirei, qualora nella prima esperienza dovessi avere un po’ di successo, a convogliare i risultati in quello che sarà poi il blog personale vero e proprio?
    Se si come faresti? E acquisteresti il pacchetto start up o uno più avanzato che permetta di avere piu di un dominio…

    Mi sa che sono andato un po’ fuori tema col io messaggio.. forse non è il post giusto in cui chiedere queste cose….. ma le parole sono venute di getto da sole.. ed è uno spreco stoppare le parole quando si disturbano a venire fuori no??

  • Impazzito

    Dario…. Usi telegram??? ho talmente tante cose da dirti che dovrei fare un articolo sul mio blog e postarlo qui dopo un mese di lavoro :D :D :D

  • Monica

    Complimenti! Uno dei pochi articoli davvero serio riguardo quest’argomento.

  • Stefano

    Diciamo che stavo cercando qua e la una motivazione, un ispirazione ed una conferma per iniziare a scrivere un blog. Poi mi ritrovo sul tuo articolo e le idee si schiariscono in gran parte. Ora non mi resta che iniziare a scrivere il mio blog e chissà magari raggiungere ottimi risultati. Grazie per le spiegazioni, è un ottimo post!

  • Chico3

    Salve a tutti , premetto che non capisco nulla di blog ecc.. ecc.. ,ma vorrei capire una cosa sola : con la piattaforma Disqus come chat , hai dei guadagni ?
    Grazie !

  • Eros

    Ciao,
    ma un neofita del web, tecnologicamente poco dotato e pure un po’ pigro, può con una passione combinare qualcosa? Io un mio why ce l’avrei, una cosa di nicchia, ma che sento manchi a tanti o che comunque sia poco accessibile. Solo che mi diventerebbe complicato stare dietro a tutte queste cose.

  • Fabiola

    Mi è piaciuto molto questo articolo e ho preso un sacco di spunti :) Sei molto chiaro quando scrivi e schematizzi molto i concetti (cosa che adoro). Ho letto tutto l’articolo segnandomi delle parti che mi hanno interessato particolarmente.
    Non sono ancora una blogger purtroppo :) (se il blog di msn che creai 10 fa può valere allora posso dire che un pochino lo sono stata :P).
    Attualmente lavoro come consulente in una multinazionale e sono laureata in ingegneria, ma mi manca l’aria e voglio cambiare vita. Ho un enorme desiderio di essere libera e realizzare qualcosa di solamente mio, alla mia maniera.
    Nonostante tu nell’articolo ripeti di non aspettare neanche un minuto a creare un blog penso che creare prima una struttura e studiare un po di strategie non faccia male e può anche evitare nella fretta di fare delle scelte sbagliate. Sto quindi dedicando quel poco tempo che ho (purtroppo) allo studio.
    Un informazione che sarei curiosa di conoscere:
    – Secondo la tua opinione, in quanto tempo (in media) una persona può riuscire a guadagnare sui 1500 euro/mese? Considerando che vorrei parlare di argomenti attuali di marketing.
    Te lo chiedo perché mi interessa definirmi un obiettivo.
    Grazie :)
    Sicuramente rimarrò tanto tempo nel tuo blog per il mio studio…

  • Vinc

    Tutte belle teorie, del resto come ogni articolo, ma il pratico?
    Il tuo è un ottimo blog, ma teorico! Il blog è intriso di concetti espressi ma nessuno di essi puo’ essere messo in pratica nella sua essenza; si ‘nasconde’ (o si ‘dimentica volutamente’) il ‘come’ si attuano certe strategie. Dopo la teoria deve seguire anche la pratica. Ogni articolo è ridondante se non segue l’applicazione del concetto.
    Non è un commento ‘haters’ è solo un commento di critica costruttiva che può essere utile ad ogni lettore che approda qui.
    Se, ad esempio, in molti articoli trattati su questo blog si parla di mettere in vendita infoprodotti dovrebbero seguire anche articoli che spiegano tecnicamente come si fa (tralasciando le teorie astratte di cosa li fa vendere). Non puoi fingere di non saperlo, perchè sono tutte cose che, dal punto di vista tecnico/informatico, utilizzi in prima persona per questo blog. Quindi sapresti trattare questi argomenti tecnici egregiamente.
    Sarebbe utile, dunque, spiegare come un infoprodotto si crea, e come (cosa essenziale) si fa dal punto di vista informatico a venderlo sul proprio blog, come creare la transazione per il proprio prodotto messo in vendita. Sarebbe utile dire, ad esempio una volta realizzato un infoprodotto di tipo e-book in pdf, come si crea una landing page, come si mette online sul proprio spazio hosting, in che cartella metterlo sul proprio hosting, come si fa (dal punto di vista tecnico/informatico) a creare il download a pagamento, su come creare le transazioni tra utente e blogger.
    Su questo punto non ci sono nè guide nè modus operandi che sono la chiave fondamentale per poter condividere la vera ed essenziale sintesi pratica di “come guadagnare con un blog”.
    Altre cose utili da trattare sono le gestioni dei pagamenti: come avvengono, dopo quanto tempo si riscuotono, le soglie da raggiungere; i collegamenti di come avviene nello specifico il pagamento tra l’utente e il blogger; bisognerebbe specificare che quando si parla di guadagni mensili sono solo medie poichè i guadagni oscillano a secondo dei picchi e che i rendiconti finali veri e propri si fanno gli anni successivi rispetto a quello precedente.

    Sarei davvero grato di leggere articoli utili anche dal punto di vista tecnico che ti fanno mettere in pratica ciò di cui tu parli, la teoria senza applicazione resta puro vaneggiare. Restano giri di parole.
    Spero ci sia risposta (probilmente non verrà data) ma in caso contrario è davvero utile un confronto costruttivo su questi punti.

  • tnx for article .

  • Fabio

    Bellissimo articolo. Io nn ho un blog e volevo già provare a farlo ma non sapevo da che parte iniziare.

  • MARCO ROSSI

    Davvero un’ottima guida, credo che definisca in modo chiaro quello che dovrebbe essere “il cuore” di un blog.

    Complimenti per i tuoi post ed il tuo lavoro, sono fonte di grande ispirazione! ;-)

  • Daniele Molteni

    da neo disoccupato non più giovane, sto cercando di farmi un’idea di questo mondo che non ho mai approfondito. Trovo quanto scrivi molto interessante e mi auguro di riuscire, alla fine della lettura dei tuoi post, a concretizzare almeno blog giusto per provare . al momento mi stai aiutando a capire questo mondo e il mio mondo. grazie.

  • Piero0962

    complimenti, molto interessante, ma col fisco

  • Mammaspeciale

    Ho aperto ieri il mio blog… come si fa a farsi notare? E se ti nota qualcuno come funziona? Scusa la domamda sciocca ma sono una mamma alle prime armi con un blog molto importante e serio anche se sicuramente sarà poco interessante per chi non è nella situazione.. ti lascio la mia mail
    [email protected]
    Confido in una tua risposta

  • Ylenia Sartori

    Ciao Dario! Non ho ancora un blog e sto leggendo ogni articolo del tuo sito per farmi un’idea.
    Un WHY c’è. E anche l’idea di possibili articoli. Adesso parli anche di infoprodotti… E lì si che sarà divertente vedere fin dove posso arrivare.
    Nel mio blog vorrei parlare di figli e famiglia. Qui collegare libri, film, giochi, gite fuori porta e tutto quello che si può fare nella gestione famigliare. Avendo avuto un negozio di prodotti biologici mi ero anche appassionata di alimentazione e tutto il mondo Green per i bambini. Dovrebbe uscirne fuori un bel lavoro. Spero di saper usare appieno tutte le tue conoscenze e i tuoi insegnamenti. Grazie

  • Articolo molto ricco, denso come un metallo pesante: complimenti veramente, content is the king è un motto pienamente rispettato da articoli come questo!!

  • Articolo interessante e valido. Io sto applicando le indicazioni per il mio business online e sto avendo ottimi risultati. Grazie

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